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Giorno: 16 Maggio 2014

#Arte e cultura

Soprintendenze: tre riforme per i custodi del patrimonio culturale

Nella discussione sulla funzionalità del Ministero dei Beni Culturali e in particolare delle Soprintendenze, di recente rinfocolata da un documento del governo, colpiscono tre costanti. Primo, quasi tutti gli intervenuti sembrano credere che in quel Ministero si annidino vizi e misfatti specialissimi, di cui la pubblica amministrazione è per il resto esente, e pertanto meritevoli di più accanito cannoneggiamento. Secondo, quasi tutti sono d’accordo sull’urgentissima necessità di riforme, ma quasi nessuno si degna di precisare quali. Terzo, si sprecano le battute sulla natura “ottocentesca” della struttura, quasi che fosse ibernata da un secolo; e si tace sul fatto che quel Ministero è esso stesso il frutto di una riforma, essendo stato scorporato dalla Pubblica Istruzione nel 1975; e che di riforme da allora ce ne sono state cinque; la sesta, iniziata da Bray, è ora in lista d’attesa. Se qualcosa non funziona, dunque, non è perché siano mancate le riforme, ma perché ce ne sono state troppe.