Siamo tutti artisti, tutti psicologi, tutti scrittori. E allora largo alla libera espressione di sé, alla narrazione del proprio vissuto in ogni forma possibile: l’era digitale non ammette intermediari, annichilisce il ruolo di maestri e critici. Del resto chi ha il diritto di stabilire il valore del mio romanzo se pubblicato su Wattpad piace a migliaia di lettori? E invece è un equivoco, amplificato dal dilagare della moda autobiografica, dalla frenesia di far sapere al mondo che siamo esistiti e continuiamo a esistere anche se non possediamo una vita proprio inimitabile.