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Le
Borse potranno andare a caccia di
nuovi massimi nel breve
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Di
seguito riportiamo l'intervista
realizzata a Robert Baron,
Amministratore Delegato di
DeltaForex, al quale abbiamo rivolto
delle domande sull'attuale
situazione dei mercati azionari. Con
il suo aiuto abbiamo cercato di
capire meglio lo scenario che stiamo
vivendo, con uno sguardo ai
possibili sviluppi attesi
nel breve
Nella sua precedente intervista
aveva parlato di margini limitati al
rialzo, indicando degli obiettivi
che però sono stati superati sia dal
mercato domestico che da Piazza
Affari. Come cambiata ora la
situazione e cosa attendersi nel
breve?
Il mercato si è preso una
direzionalità che rimarrà tale
finchè non ci sarà un aumento della
volatilità: il parametro tempo nella
fase di risalita è stato monitorato
come un parametro che poi
manifestava le fasi bottom, per cui
alla forza del Vix corrispondeva una
debolezza dell'azionario. Questo
stesso parametro ci guida in questa
fase per capire se ci sarà
un'evoluzione o meno, per cui
abbiamo individuato dei livelli
chiave che sono assolutamente
importanti in uno scenario di lungo
periodo.
Parlo di area 26,5 del Vix, il
superamento della quale sarà un
primo segnale di allerta di una
possibile fase correttiva minimale
sull'azionario. Quest'ultima
prenderebbe corpo con chiusure
giornaliere sopra quota 26,5 di Vix
e poi un vero segnale si avrà con
chiusure settimanali sopra 30 e
giornaliere sopra 32,5 punti. Si
tratta di valori distanti per il
momento, ma abbiamo visto che la
volatilità è stato l'elemento che ha
sempre guidato il mercato: ad alta
volatilità sono corrisposte fasi
discendenti, mentre ad una riduzione
della stessa si sono avuti trend
anche clamorosi al rialzo.
Quello che prevediamo è che da qui
alla seconda settimana del mese di
settembre dovremmo attendere un
bottom del Vix e l'idea è che la
fascia tra 22,6 e 23,5 punti,
dovrebbe rappresentare un'area di
minimo. Tra 22,6-23,5 e 26,5-29,5 si
possono un po' stabilire le fasi
delle prossime 2/3 settimane e la
fuoriuscita da uno di questi due
livelli confermerebbe un po' il
quadro di riferimento. Sotto i 22,6
punti avremo la ricerca di un nuovo
bottom e quindi un mercato azionario
molto spinto al rialzo, mentre sopra
29,5 avremo una chiusura della gamba
rialzista, con difficoltà a
riprendere nuovi massimi.
La strategia che abbiamo adottato in
questa fase corrisponde a quella in
cui una serie di altri elementi
dovranno maturare successivamente
per le prime settimane del mese di
ottobre. Un fattore da sottolineare
è che le pressioni inflazionistiche
non sono generabili stante la
sostanziale sovra-produzione in
essere che si riflette in un grado
di utilizzo degli impianti molto
basso.
E' piuttosto alto invece il numero
dei disoccupati negli Stati Uniti e
sotto questo aspetto le misure
tampone adottate si stanno
progressivamente esaurendo. Si
prevede un autunno caldo per via dei
massimi licenziamenti attesi in ogni
settore di riferimento.
Alla luce di quanto sino ad ora
esposto, quali sono le previsioni
che si possono formulare per i
mercati nel breve periodo?
L'idea di fondo è che, salvo
appuntamenti precedenti, ci possa
essere la ricerca di nuovi massimi
per la prima/seconda decade di
settembre. In quel momento dovrebbe
partire un po' la correzione di
tutto il movimento di rialzo che c'è
stato da marzo e sarà uno storno
significativo in termini percentuali
che interesserà i sei mesi
successivi.
Bisogna anche sottolineare che in
mancanza di novità sostanziali,
continuerà ancora per diverso tempo
la politica di tassi di interesse a
zero o vicino allo zero da parte
delle Banche Centrali, delineando i
tratti caratteristici di una
progressiva depressione.
Entro la fine dell'anno, per la
carenza di liquidità interbancaria,
ci aspettiamo che i tassi a tre mesi
probabilmente schizzeranno verso
l'alto senza influenzare più di
tanto le curve lunghe. Ora abbiamo
un Euribor a 0,52 e siamo su fasi
difficilmente comprimibili a breve,
e ci attendiamo che tali valori
saranno ripresi con l'inizio della
stagione autunnale.
L'altro elemento da considerare è
quello delle materie prime le cui
tensioni dovrebbero allentarsi
nuovamente per la fine dell'effetto
magazzino-stoccaggio.
Se si osservano i mercati da un
punto di vista composito, si nota
che la formazione del rialzo delle
materie prime, partita prima di
quella dell'azionario, è legata
anche alle valutazioni che ci sono
sul mercato delle commodities in
generale, intese anche come valute.
I movimenti dell'azionario si
riflettono immediatamente sul cross
euro/yen, e in maniera altrettanto
diretta sull'oil. Sono mercati che
si auto-alimentano nella loro
direzione, ma questo non ci sembra
il movimento naturale di fasi
durature primarie di tendenza, ma
solo la correzione di ciò che è
avvenuto durante lo scorso anno.
Da considerare inoltre che nel
momento in cui si parla del bottom
della crisi, non significa
necessariamente che la crisi stessa
sia passata. Dopo un bottom
significativo come quello avvenuto a
marzo, i dati macro potrebbero
ristagnare su livelli anche per un
periodo lungo senza dar luogo ad
alcun presupposto inflazionistico.
In generale il quadro è abbastanza
complesso ma c'è una sorta di filo
comune che incasella tutte le perle
che rappresentano un po' i
riferimenti dei vari mercati tra
loro e sono proprio questi gli
elementi che dovrebbero un pò
attivare i prossimi movimenti.
Quali sono i livelli di
riferimento da considerare per
l'indice Ftse Mib?
Ci sono dei livelli di riferimento
importanti di medio-lungo periodo ed
è da considerare che tutta la fascia
compresa tra i 20.000/19.677 e
22.000/22.030, è un'area di
pull-back rispetto ai livelli della
discesa che c'era stata in
precedenza.
Per avere un'idea più precisa
bisognerebbe andare a considerare
anche l'indice Comit e lo scopo è
quello di riuscire ad ottenere una
visione di insieme. Questo perché il
Ftse Mib offre pochi elementi legati
ad un'ottica di medio-lungo periodo
con maggiori indicazioni invece
legati al trading, all'intraday e al
brevissimo termine.
Da un'analisi congiunta dei vari
indici, risulta che il nostro
mercato, anche se si è appesantito
dalla nota mancanza di alternative
valide al settore bancario, è ancora
sostanzialmente agganciato alle
sorti dell'Eurostoxx50. Al momento
non ci aspettiamo andamenti
penalizzanti e diversi da quelli che
si possono attendere per gli altri
indici mondiali.
E' importante sottolineare che il
nostro mercato ha pagato di più in
termini di discesa rispetto agli
altri, proprio per la forte presenza
dei finanziari al suo interno. Il
pull-back di cui parlavo prima ha
un'area di resistenza che è quella
attuale e non è da escludere una
correzione anche importante, ma se
ciò dovesse avvenire si
concretizzerà in seguito.
Piazza Affari in questa fase
dovrebbe avere un beta più elevato
rispetto agli altri mercati e fino a
quando l'indice Ftse Mib si manterrà
sopra quota 18.300, noi avremo
sempre un'impostazione di
medio-lungo periodo per i 28.900
punti.
Debolezza si avrà con ritorni sotto
i 19.750/19.250, sostegno principale
da qui fino alla fine del mese di
settembre. Finchè non sarà violato
al ribasso questo valore la
struttura si manterrà rialzista e un
ulteriore target oltre i 21.300 è
rappresentato ora dai 22.250/22.350
punti. Questo è un altro obiettivo
che costituisce un po' la
prosecuzione normale del ribasso
precedente, con possibili estensioni
verso i 22.800/22.900. Difficilmente
si dovrebbe andare oltre questi
livelli, almeno nel breve, perché
sarà necessario che intervengano
prima delle fasi correttive.
Preme sottolineare in ogni caso che
questa fase di ripresa dei corsi non
ha le caratteristiche tipiche di una
struttura direzionale, per cui dopo
una correzione è foriera di
successivi rialzi. La fase in corso
si connota come una rincorsa dei
prezzi senza pause correttive, e di
sicuro due giorni di tentativi di
storno non costituiscono certo un
cambiamento della tendenza.
Perché si possa parlare di
un'inversione della tendenza in
maniera duratura dobbiamo prima
osservare oltre tre sessioni
consecutive al ribasso, con
strutturalità e volumi.
Quali strategie suggerisce di
seguire in questa fase di mercato
con riferimento all'approccio dei
singoli titoli?
Si è svolta una sorta di
mini-rincorsa al rialzo dei prezzi
un po' per tutti i titoli che
vengono penalizzati o apprezzati
sulla base dei dati di bilancio
riferiti al secondo trimestre. Basti
pensare al caso di Eni e
Fondiaria-Sai da un alto e di
Unicredit dall'altro. In questa fase
è difficile seguire strategie per i
singoli titoli perché il mercato è
per professionisti ed è
assolutamente complicato suggerire
dei titoli da acquistare senza aver
registrato prima una normale fase di
correzione. Se quest'ultima avverrà
in maniera violenta nell'arco di 2/3
sessioni, sarà più interessante
coltivare quei titoli con beta più
elevato, come certi bancari o
industriali che si prestano meglio a
questo tipo di approccio.
(Articolo a cura di
Alberto Susic e
tratto
da www.it.biz.yahoo.com)
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