Il premio Nobel per l’economia 2014 è stato assegnato a Jean Tirole dell’Università di Tolosa in Francia per i “suoi studi sulla regolamentazione e il potere di mercato”. Le ricerche del professore si concentrano nei campi dell’economia industriale, della micro e macroeconomia, della teoria dei giochi, della teoria bancaria e finanziaria. Molto attivo nel dibattito sulla crisi finanziaria e sul ruolo delle banche, nel 2012 ha ricevuto dall’Università di Tor Vergata la laurea honoris causa. Classe 1953, a 61 anni, è uno dei premi Nobel per l’economia più giovani della storia: l’eta media dei “laureati” è infatti di 67 anni.

“Jean Tirole – ha sottolineato la Reale Accademia – è uno degli economisti più influenti del nostro tempo, in particolare, egli ha reso chiaro come comprendere e regolare le industrie costituite da poche aziende potenti”.

Rispondendo alla domande dei giornalisti, Tirole ha sottolineato la necessità di coordinare le diverse authority di regolamentazione perché la globalizzazione e la presenza di imprese leader su scala mondiale sta cambiando troppo rapidamente perché le singole antitrust riescano a tenere il passo. 

Per la commissione, Tirole, “più di ogni altra cosa ha chiarito come capire e regolamentare i settori industriali con poche, potenti imprese dominanti” e i rispettivi “fallimenti dei meccanismi di mercato”, come prezzi più alti rispetto a quanto sarebbe motivato dai costi, o la sopravvivenza di imprese improduttive attraverso meccanismi per bloccare l’ingresso di aziende nuove e più produttive, dando risposta a come i governi debbano disciplinare la concorrenza e regolamentare il monopolio, o gestire fusioni e cartelli d’imprese.

Le migliori politiche della concorrenza “devono essere attentamente adattate alle condizioni specifiche di ciascun settore industriale”, si legge in una nota da Stoccolma. E in una serie di articoli e libri Tirole “ha presentato uno schema generale per progettare queste politiche e applicarle, aiutando i governi a “incoraggiare le imprese potenti a diventare più produttive e, allo stesso tempo, impedirgli di danneggiare la concorrenza e i clienti”.

Nel 2013 il premio assegnato dalla Banca centrale svedese è stato vinto da Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen (entrambi dell’università di Chicago) e Robert Shiller (università di Yale). Le motivazioni: “Per la loro analisi empirica dei prezzi delle azioni”. Gli studi dei tre economisti hanno analizzato la possibilità di prevedere l’andamento dei prezzi delle attività nel medio termine, da tre a cinque anni. Perché, se da una parte è quasi impossibile prevedere il prezzo delle azioni e delle obbligazioni nel breve periodo (pochi giorni o settimane), dall’altra ci sono delle possibilità di intravedere l’andamento generale di questi prezzi nel lungo periodo.

Tirole è il terzo francese a vincere il Nobel per l’economia dopo Gérard Debreu nel 1983 e Maurice Allais nel 1988. L’unico italiano vincitore del Premio Nobel per l’economia resta dunque Franco Modigliani che nel 1985 ricevette l’alto riconoscimento per “le pionieristiche analisi sul risparmio e sui mercati finanziari”. Morto nel 2003 insegnava al Mit, Massachusetts Institute of Technology. (www.repubblica.it)

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