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Mercati e finanza

#Mercati e finanza

Il surplus tedesco e gli squilibri europei

Il 30 ottobre l’Office of International Affairs del Tesoro statunitense ha pubblicato il suo solito semestrale Report to Congress on “International Economic and Exchange Rate Policies”, in consultazione con il Board of Governors della Fed e la direzione e funzionari dell’Imf. Di solito il Report è un’occasione per attaccare la Cina sulla sottovalutazione del renmimbi, e questa volta non fa eccezione: “Il RMB è andato apprezzandosi su una base ponderata con le quote commerciali [del 6,6% su base effettiva reale], ma non così rapidamente e così tanto come occorrerebbe [un 5-10% addizionale]”. Ma il Report contiene inoltre una critica vigorosa della Germania per il suo surplus commerciale a livelli record, che viene considerato un freno per la ripresa dei paesi dell’Eurozona che fronteggiano un corrispondente deficit commerciale, e per lo sviluppo mondiale.

#Mercati e finanza

Perché Berlino danneggia l’economia globale

I tedeschi sono sdegnati: sdegnati con il dipartimento del Tesoro Usa, che con il suo rapporto semestrale sulle politiche internazionali per l’economia e i tassi di cambio dice cose negative sugli effetti che le politiche macroeconomiche della Germania producono sull’economia mondiale. Esponenti del Governo di Berlino hanno dichiarato che le conclusioni del rapporto sono «incomprensibili»: una definizione un po’ strana, considerando che si tratta di considerazioni assolutamente ovvie.

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Fed: una donna dopo Bernanke?

Il mandato di Bill Bernanke, presidente della Fed, scadrà alla fine di gennaio del 2014 e le voci su un suo potenziale successore, fa sapere fra gli altri il New Yorker, hanno cominciato a circolare. Bernanke, che ha tenuto il timone in alcuni fra gli anni più difficili dell’economia americana e mondiale, sarebbe intenzionato a farsi da parte. A questo punto, il candidato più papabile, per esperienza, posizione, qualifiche e approccio liberale sarebbe il suo vice, Janet Yellen, 66 anni, già candidata nel 2009, prima della riconferma dell’attuale presidente.

#Mercati e finanza

Made in Italy? Tutto in mano agli stranieri

Niente paura. Nessuna linea Maginot da erigere a protezione delle nostre aziende. Neanche la più volte auspicata riconversione di Cassa Depositi e Prestiti in una nuova Iri per prevenire eventuali acquisizioni da oltre-frontiera. Tanto meno la volontà di rilanciare il dibattito sulla necessità dell’intervento statale misto a un campanilismo vecchia maniera non più adeguato ai tempi del commercio globale.

#Mercati e finanza

Debito Italia: “Così finisce male, default ordinato”

Il fiasco budgetario italiano è ritornato ad attirare l’attenzione di opinionisti e investitori il 4 luglio scorso. Sfasciate dalla pretesa dell’austerity, le spese sono salite dell’1,3% nel primo trimestre, portando l’ammontare complessivo del debito pubblico al 130% del Pil, mentre le entrate sono rimaste invariate. Sono ingredienti di una ricetta velenosa per l’Italia – la cui economia è in recessione dal quarto trimestre 2011 – e l’intera area euro.

#Mercati e finanza

Il Pil cinese rallenta ma non preoccupa Pechino

Rallenta la crescita cinese: nel secondo trimestre il Pil registra un aumento del 7,5% su base annua a causa della debole domanda estera che pesa sulla produzione e sugli investimenti. Nel primo trimestre la crescita del prodotto interno lordo era stata del 7,7%. Con il dato di oggi, l’economia dell’ex impero celeste ha registrato un rallentamento in nove degli ultimi dieci trimestri.

#Mercati e finanza

Fmi: “Compiti Italia tutt’altro che finiti”

Sarà anche uscita dalla procedura per deficit eccessivo dell’Europa, ma secondo il Fondo Monetario Internazionale l’Italia non ha ancora finito i ‘compiti a casa’. Anzi, di fronte a previsioni di crescita deboli, un mercato del lavoro paralizzato e un debito così elevato, pur concendendo che molto è stato fatto, gli economisti di Washington non possono che riconoscere che molto altro resta da fare.

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Letta: “Vinto bene sul lavoro, di misura per l’Unione bancaria”

“Oggi c’è da sorridere” perché “abbiamo raggiunto risultati importanti per l’Italia e l’Ue”. Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha esordito in conferenza stampa al termine del vertice Ue che ha sbloccato i fondi per combattere la disoccupazione giovanile. Usando una metafora calcistica, Letta ha detto che “abbiamo vinto bene” sulla lotta alla disoccupazione giovanile, raggiungendo “un risultato positivo”. D’altra parte, abbiamo “vinto di misura” sull’unione bancaria, con un “compromesso che rispetta la tempistica che ci eravamo dati”; infine, pareggiato sul ruolo della Banca europea degli investimenti (Bei).

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Obbligazioni, le banche centrali in crisi

L’eventuale decisione della Bce, più che dipendere da quella della Corte Costituzionale tedesca chiamata a pronunciarsi sulla legittimità delle scelte fatte a suo tempo dalla Bce, avrebbe una ragione di valenza globale anche rispetto alle spiegazioni relative alle crisi regionali europee. Il problema vero sta nell’effetto destabilizzante della crescita esponenziale dei bilanci della banche centrali dei Paesi industrializzati che, secondo i dati della Banca dei Regolamenti Internazionali, sono passati dai 4 trilioni di dollari registrati prima della crisi agli oltre 10 trilioni di dollari attuali!

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Ocse, l’economia riparte ma l’Italia è maglia nera

Il Pil nella zona del G20 è cresciuto dello 0,7% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo 0,6% del trimestre precedente, secondo le stime preliminari dell’Ocse. Tuttavia, il tasso di crescita aggregato del Pil dell’area G20 continua a mascherare i modelli divergenti tra le più grandi economie del mondo: su base annua la Cina registra la crescita più forte (+7,7%) e l’Italia la decrescita più violenta (-2,3%), l’intera area G20 cresce del 2,4%.