15feb 12
Adriano Celentano è solo un piccolo attivista dell’ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la tv per esercitare le sue vendette private. Come sanno i lettori, sulle nostre pagine, Franca Zambonini ha giustamente deprecato l’ingaggio faraonico per Sanremo, tradotto poi in beneficenza a suon di tromba, o meglio ancora di grancassa: altro che precetto evangelico. Arrivando, per la “scelta” delle sette famiglie di sette città diverse cui devolvere la somma (quale esattamente?) al “casting della solidarietà”. Più o meno lo stesso hanno scritto “Avvenire” e sul “Corriere”, caricando la dose, quello che è il maggior critico televisivo in Italia, Aldo Grasso.
Lesa maestà, evidentemente. Ecco infatti che Celentano, con l’avallo della Rai, pontifica su preti e frati che non sanno parlare alla gente, insulta il nostro giornale e quello della Cei che neanche si occuperebbero di fede e religione, tratta Grasso da deficiente. In coda, poi, il solito repertorio di frusta demagogia, anzi più ovvio, scontato e sbracato del solito. Inascoltabile. --> Leggi articolo completo
13feb 12
Nell’ultimo summit del Consiglio Europeo tenutosi a Bruxelles a fine gennaio si è parlato molto del “Trattato di stabilità, di coordinamento e di governance”. Il documento mette però al primo posto ancora una volta il rigore e non la ripresa. E’ la linea della Merkel che, indecisa sul futuro dell’Europa, si barcamena tra il “grande disegno” dell’Unione economica e politica europea e le provinciali paure elettorali ed ideologiche della “piccola” Germania. Chi, come noi, crede nell’Europa e in suo governo federale, avrebbe voluto che si ponesse più attenzione ai punti programmatici della crescita e della creazione di posti di lavoro. Comunque nella Dichiarazione finale qualche cosa di positivo c’è. Partendo dall’amara constatazione del fatto che la disoccupazione in Europa ha superato i 23 milioni di unità, con una incidenza media maggiore tra i giovani e le donne, il Consiglio ha invitato i Paesi membri a varare Piani Nazionali per il Lavoro. --> Leggi articolo completo
08feb 12
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su The Beacon, il blog dell’Independent Institute. Sapevate che il 7 febbraio 2012 ricorre il bicentenario della nascita di Charles Dickens? Lo scrittore britannico viene sovente accomunato a Carlyle, Shaw, Ruskin e altri letterati anti-capitalisti di ispirazione romantica e vittoriana. È pur vero che a Carlyle il capitalismo non piaceva, ma non per i soliti motivi. Dickens, tuttavia, come spiega Paul Cantor, è stato un imprenditore e un capitalista di immenso successo, uno degli ispiratori della grande innovazione ottocentesca del romanzo d’appendice. Ecco cosa afferma di Charles Dickens una delle sue più importanti studiose (Jennifer Hayward, Consuming Pleasures: Active Audiences and Serial Fictions from Dickens to Soap Opera): --> Leggi articolo completo
29gen 12
Da quattro anni ormai ogni volta che le agenzie di rating emettono i loro verdetti si scatena il putiferio, con il solito tormentone di accuse su complotti politici e conflitti di interessi, poi la tempesta passai e tutto torna come prima.
I verdetti degli oracoli
Ma, guardando al futuro, che possibilità abbiamo di non dover vivere sempre nella perenne e ansiosa attesa del vaticinio degli oracoli della finanza globalizzata? La prima banale considerazione è che avere a disposizione qualcuno che in un codice alfanumerico riassume la valutazione di un’attività o di un emittente, abbassa i costi di informazione e consente rapide comparazioni. Può quindi aiutarci nelle nostre scelte. --> Leggi articolo completo
13gen 12
In un recente articolo ho suggerito che ci sono ragioni per essere meno pessimisti della maggior parte degli analisti sulle prospettive economiche dell’Italia nel 2012. Una di queste è che se l’euro continuerà a deprezzarsi nel 2012, ciò si tradurrà in un guadagno di competitività per le nostre esportazioni. Un buon andamento dell’export farebbe da argine alla presumibile ventata recessiva che colpirà i consumi nella prima metà del 2012. In questo pezzo – anche sollecitato dai commenti al precedente – provo a fare l’aritmetica dell’ottimismo (o del non pessimismo). Propongo cioè un calcolo approssimativo di quanto grande potrebbe essere l’“aiutino” derivante da una svalutazione dell’euro per l’export e per il Pil dell’Italia. --> Leggi articolo completo
09gen 12
Per recuperare nuove risorse, il governo Monti è stato invitato da più parti a concludere un accordo anti evasori con la Svizzera, simile a quelli recentemente firmati dalla Germania e dal Regno Unito. Ma il rifiuto dell’esecutivo italiano è giusto. Perché l’accordo tedesco, in fin dei conti, non è altro che uno scudo fiscale. E il testo è pieno di altri trappoloni più o meno visibili, che lo rendono molto conveniente per la Svizzera e le sue banche. Tanto che meriterebbe un esame di conformità all’acquis comunitario da parte della Commissione. L’affannosa ricerca di nuove risorse per alleviare il rigore della manovra Monti ha curiosamente portato parlamentari di forze politiche assai diverse a invocare a gran voce che l’Italia concluda un accordo con la Svizzera come quelli recentemente firmati dalla Germania e dal Regno Unito. Il ministro Giarda ha spiegato al Parlamento che quegli accordi sono contrari all’acquis comunitario e alla direttiva Risparmio e che non intende seguire la via aperta da tedeschi e inglesi. La posizione del governo italiano è in perfetta continuità con quelli di tutti i governi che, in Europa e all’interno dell’Ocse, hanno sostenuto gli sforzi della comunità internazionale - Svizzera esclusa – verso l’abolizione del segreto bancario. --> Leggi articolo completo
05gen 12
Circa dieci anni, quando insegnavo economia alla University of Pennsylvania, ricevo dal consolato italiano un invito a un incontro tra l’ambasciatore d’Italia a Washington – anzi, Sua Eccellenza l’Ambasciatore - e la comunità dei ricercatori Italiani nell’area di Filadelfia. Argomento del meeting non specificato. Decido di partecipare. Sono circondato da una quarantina di persone, la maggior parte esimi scienziati nel campo medico, un mio collega economista. Immagino quindi che l’argomento del dibattito sarà chiedere a tutti questi scienziati di successo come fare a replicare in Italia le condizioni virtuose che li hanno attratti negli Stati Uniti. Entra Sua Eccellenza e, dopo alcuni salamelecchi del console, inizia a parlare. Un discorso così confuso che gli invitati si guardano sempre più incerti. Le domande fioccano ma non si riesce a fare breccia nella confusione.Dopo una mezz’ora di nebbia verbale, sotto l’incalzare delle domande sempre della platea, Sua Eccellenza sembra indicare che l’obiettivo del meeting è invitare quegli scienziati che detengono brevetti negli Usa (di nuovi farmaci, per esempio) a tornare a lavorare nell’università Italiana. Il che implica, soprattutto, donare i brevetti (e le annesse royalty) allo Stato Italiano. --> Leggi articolo completo
01gen 12
Oggi sono tutti d’accordo: nel 2012 ci sarà una seria recessione. Quanto “seria” lo ha quantificato il Centro studi Confindustria (Csc) che per il 2012 ha previsto un calo del Pil pari all’1,6 per cento. La stima del Csc è più pessimista (ma anche più recente) di quelle del Fondo monetario, della Commissione Europea e del governo. C’è poi chi (ad esempio, Sergio De Nardis) si basa sull’esperienza passata e sui calcoli del Fmi, concludendo che la previsione Csc è ancora ottimistica e che il vero calo del Pil 2012 per l’Italia potrebbe arrivare a 3 punti percentuali. --> Leggi articolo completo