danielemasciullo.com

Abbi il coraggio di conoscere

Ricerca

#Ricerca

Il cervello? Funziona meglio senza di noi

Lo sviluppo sempre più rapido delle tecnologie di risonanza magnetica funzionale (fMRI) negli ultimi anni sta cominciando a farci comprendere in maniera sempre più dettagliata molti aspetti legati al funzionamento del nostro organo più importante: il cervello. Numerose ricerche, studi e scoperte, proprio in questi ultimi giorni, hanno dimostrato che il nostro cervello è in grado di fare molte più cose di quante si pensasse anche a livello di subconscio, anzi, in alcuni casi la mente consapevole agisce da limitatore alla “libera espressione creativa”. Alcuni di questi comportamenti erano già noti a psicologici e studiosi della mente umana ma la possibilità di visualizzare l’attività cerebrale attraverso le fMRI ora può fornirci le prove. Un team del dipartimento di psicologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme, guidato dal Dr. Ran Hassin, ha osservato attraverso una serie di test che il subconscio è in grado di leggere e persino di risolvere equazioni complesse senza che la mente conscia se ne accorga.

#Ricerca

Leggere fa bene, parola di scienziati

Leggere fa bene. Ce lo sentiamo ripetere da tempi lontani, come un mantra, ma ora la conferma arriva anche dal mondo scientifico e da quella “mecca” della ricerca, in tutti i campi, che è l’Università di Stanford, in California. Qui un team di neurobiologi, guidato da Natalie Phillips, ha accertato che la lettura apporta notevoli benefici al cervello. E la dimostrazione è stata fatta chiedendo ad un gruppo di studenti di letteratura di leggere un romanzo di Jane Austin. Lo studio è partito con l’obiettivo di scoprire la relazione tra lettura, attenzione e distrazioni, e i loro effetti sull’attività cerebrale, e vi hanno partecipato esperti di neurobiologia, radiologi e studenti di materie umanistiche. Proprio ai “lettori-cavie” è stato chiesto di leggere brani di un romanzo della scrittrice britannica, Jane Austin (Mansfield Park). Il tutto mentre erano sottoposti a risonanza magnetica, all’interno dell’apposita macchina. Il risultato è che il flusso sanguigno al cervello durante la lettura risultava di molto aumentato.