Credici fino in fondo e quello che davvero, davvero vuoi è già qui! Attende solo di essere visto, riconosciuto e valorizzato! Perché, come i miei coach di Load mi hanno insegnato, tutto quello di cui ho bisogno è già dentro di me! E dimora in me la scelta di creare la vita che più desidero. Viviamo perennemente in cerca del successo e siamo spesso oppressi da un senso di insoddisfazione perché vediamo quel successo sempre tanto lontano dalla nostra realtà attuale. Ma il vero problema non è tanto il non riuscire a raggiungere il successo quanto il non essere in grado di darne una definizione. Come può essere possibile inseguire qualcosa che non si saprebbe riconoscere nel momento in cui ci si presenta dinanzi?

Gli inglesi non si danno pace. Gli italiani sono in crisi e indebitati, spendono meno della maggior parte dei Paesi europei per la sanità e fumano un po’ di più: eppure vivono più a lungo di tutti e anche in migliori condizioni di salute. Quando i giornalisti della Bbc hanno letto e riletto le tabelle del rapporto 2010 sul Global Burden of Disease (Il peso globale delle malattie) pubblicato da “Lancet” e le hanno paragonate a quelle del primo rapporto di venti anni fa, non credevano ai loro occhi.

“Convivere con l’artrite reumatoide significa avere un secondo lavoro, H24, che si aggiunge a quello ufficiale” – afferma Antonella Celano, Presidente A.P.MA.R. Associazione Persone con Malattie Reumatiche Onlus –  nel presentare “Artrite Reumatoide APP” ideata per alleggerire le incombenze delle persone che ogni giorno devono fare i conti con questa patologia autoimmune che colpisce oltre 400.000 persone in Italia, in prevalenza donne.

Una tazza di latte a colazione con yogurt, brioche di pasta sfoglia (burro); un panino con prosciutto o formaggio a pranzo, e a cena, mentre la pasta cuoce (spesso con il ragout), una fetta di salame o addirittura un antipasto di salumi italiani, seguito da un primo di carne, magari anche una fettina di formaggio, d’estate un gelato alla crema (latte e uova) e d’inverno una fetta di torta (ancora uova e burro).

N. è una ragazza di 25 anni incontrata in ospedale, in un reparto di Riabilitazione e proveniente dall’Unità di Neurologia dove è stata ricoverata per una emiplegia destra. La ragazza, sofferente da anni di aritmia cardiaca, si muove da circa venti giorni sulla sedia a rotelle, ha la gamba destra quasi completamente flaccida e dei movimenti deboli, incompleti e poco funzionali all’arto superiore omolaterale. È stata sottoposta a tutti gli accertamenti per il sistema nervoso centrale e periferico, per il sistema cardio-circolatorio, ecc., e tutto risulta negativo! Un po’ strano, vero? Quando la conosco ha già iniziato a fare fisioterapia da circa una settimana. È per me la seconda volta che mi trovo dinanzi ad una paziente giovane con emiplegia destra ed accertamenti diagnostici negativi e che considero il caso con un’ottica un po’ differente dal classico approccio convenzionale. Conoscendo la storia della paziente precedente, parto questa volta con il vantaggio di avere già un’idea, seppur solo ipotetica e del tutto discutibile, del suo probabile modello linguistico e delle sue mappe rappresentazionali.