Cani che rimangono accanto al corpo senza vita di un loro compagno quasi volessero vegliarlo. Mamme gorilla ed elefantesse che non si vogliono separare dai loro piccoli morti. Gatte che per giorni cercano disperatamente le loro cucciolate soppresse. L’esperienza quotidiana dimostra che anche gli animali possono provare sentimenti. Secondo un ricercatore australiano, questa  caratteristica sarebbe ancora più diffusa di quanto si pensi.

Meno di otto mesi nell’arco di un anno. E’ questo il margine di autonomia del nostro sistema produttivo: il 19 agosto entra in rosso. E’ l’overshoot day. Vuol dire che abbiamo prelevato più di quanto avevamo a disposizione fino a dicembre nel conto corrente del pianeta. Dal 20 agosto andiamo avanti indebitandoci, sottraendo beni e servizi al futuro perché gli ecosistemi non sono più in grado di rigenerarli. Piante, aria pulita, suolo fertile: ci stiamo mangiando anno dopo anno la dotazione che abbiamo ricevuto da una storia evolutiva durata oltre 3 miliardi di anni. Sono i calcoli del Global Footprint Network, il centro di ricerca che studia l’andamento dell’impronta ecologica dell’umanità, la capacità del pianeta di ricostituire le risorse e di assorbire i rifiuti, compresa la CO2.

La Nasa ha confermato per la prima volta l’esistenza di un pianeta con caratteristiche simili alla Terra che potrebbe ospitare acqua allo stato liquido. Il piante si chiama Kepler-186f ed è stato scoperto della NASA proprio dal telescopio Keplerche, lanciato nel 2009, è stato recentemente abbandonato al suo destino, ma non prima di aver raccolto una mole di dati tale permettere scoperte di questo tipo e tenere impegnati per anni i ricercatori.

«Nel 2013 la Spagna è stato il primo Paese al mondo in cui l’eolico ha rappresentato la principale fonte nel mix elettrico con circa il 21% del fabbisogno nazionale, con una punta nello scorso mese di febbraio del 28%». Cifre importanti, come ha spiegato Thomas Becker, direttore generale di Ewea, l’Associazione europea dell’industria eolica che ha organizzato dal 10 al 13 marzo a Barcellona la principale mostra-convegno continentale dedicata all’energia eolica. La scelta di Barcellona non è casuale: infatti proprio trent’anni fa proprio in primavera sorgeva il primo impianto eolico della Catalogna. «Da allora l’eolico ha fatto dei passi da gigante non solo in Spagna ma in tutta Europa, visto che oggi soddisfa in media l’otto per cento del fabbisogno elettrico del continente», ha proseguito Becker.

Camminare, da quando siamo scesi dagli alberi, resta una delle nostre attività principali. È un gesto ancestrale, si impara d’istinto, spesso prima di parlare. Il passo è un’impronta digitale in movimento, ognuno ha la sua. Se ci fosse un’università dove si insegnano a muovere i piedi per raggiungere una meta, gli sherpa dell’Himalaya sarebbero i docenti. Marco Vallesi è una delle due guide alpine italiane utilizzate anni fa come cavie dai ricercatori della Piramide del Cnr, base di ricerca scientifica alle pendici dell’Everest a 5 mila metri di quota, per un confronto fisiologico con gli sherpa della valle del Khumbu, in Nepal. Lui e il suo collega, dal confronto, sono usciti con le orecchie basse.

Viaggi detox. Luoghi dove quando si vuole staccare la spina, lo si fa davvero. Per cercare se stessi, per rilassarsi o semplicemente per fuggire dal caos. Cresce il numero di persone che si rintanano negli eremi per trascorrere un periodo di riflessione. Che siano monasteri, abbazie o conventi, in Italia esistono diversi luoghi dove rifugiarsi anche per riappropriarsi del proprio tempo. In America la tendenza si chiama digital detox, ossia la corrente che insegna alla gente come vivere senza il digitale.

Era il 30 gennaio del 1959, l’anno della morte di Ritchie Valens e Buddy Holly nel noto incidente aereo che avrebbe dato una virata decisa alla storia del rock and roll. Con una cerimonia carica di retorica ispano-equatoriale, Marvel Moreno veniva incoronata Reginetta del Carnevale di Barranquilla allo stadio Romelio Martínez. Già da un mese, quasi, contemporaneamente allo storico ingresso di Fidel Castro a L’Avana, l’augusto deretano di Fulgencio Batista era spiaggiato sulla sabbia morbida di Boca Chica, Repubblica Dominicana, prima di trovare rifugio definitivo sulle coste della Spagna franchista.

Mancano pochi giorni alla pubblicazione del rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite, un panel internazionale di esperti nel campo della climatologia che il 27 settembre prossimo si pronuncerà sui cambiamenti climatici in atto nel pianeta, cercando di prevedere quello che accadrà negli anni a venire. Non è difficile immaginare cosa diranno gli scienziati: la salute della Terra continua a correre grossi rischi, soprattutto a causa del consumo incontrollato dei combustibili fossili, dell’eccessiva industrializzazione e dell’emissione di gas serra nell’atmosfera.

Hollywood ci ha abituati a scene apocalittiche con i suoi film da fine del mondo. Ma secondo lo studio presentato dal Climate Central, un gruppo di ricerca no-profit di Princeton, la realtà potrebbe non essere molto diversa da quanto mostrato in essi. L’innalzamento del livello del mare, provocato dalle emissioni di gas serra e dal cambiamento climatico, potrebbe portare alla scomparsa di città come New York, Boston, Miami, e altre 1400 località. Le zone costiere, infatti, rischiano di essere sommerse dall’oceano, e di passare sotto il livello del mare già dal 2100.