Non si può manipolare il materiale onirico, anche se questo potrebbe secondo alcuni ricercatori aiutarci a dormire meglio. I sogni? Troppo importanti per arginarli. Sono il modo in cui metabolizziamo quanto ci succede, creando scene anche drammatiche e violente per mettere ordine in quanto ci accade dentro. E andare oltre: così la vede Antonino Ferro, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, che valuta con un certo scetticismo le teorie americane che vedono negli incubi una delle cause dell’insonnia.

Si potrebbe pensare che la sua idea sia una reazione della psicoanalisi che si vedrebbe privata di un prezioso strumento di lavoro.
«Il fatto stesso di sognare è anche più importante della lettura che ne possiamo fare. Il sogno è un processo digestivo, che ci aiuta a metabolizzare il mare di emozioni, eventi e sensazioni che ci affollano la mente. Se riusciamo a sognare significa che la digestione funziona».
E quando i sogni sono particolarmente terrificanti?
«Ci sono esperienze che facciamo fatica a buttare fuori, che ci rimangono sullo stomaco come qualcosa di indigeribile. Oggi buona parte della psicoanalisi sostiene che il disagio mentale sia generato anche dall’incapacità di vivere in sogno certi stimoli. La capacità di sognare è indice che è in atto un processo di metabolizzazione. Compito dell’analista è proprio quello di aiutare il paziente a sognare quello che non è stato capace di sognare da solo. Se esce materiale psichico perturbante, bisognerà occuparsene».

Per rimpiazzarlo con sogni meno angosciosi?
«Sognare è mettere in scena del materiale almeno parzialmente metabolizzato e che trova un modo per organizzare possibili significati. E ha per certi versi un effetto catartico, è una sorta di tragedia greca che ci avvicina a quanto avviene nella nostra mente. Difficilmente chi sogna di commettere atti violenti li metterà in pratica nella vita reale».

Non sempre però ricordiamo i sogni
«Li ricordiamo quando sono ricchi di contenuto, nei momenti meno sereni della nostra vita. Oppure se ci sono stimoli che ci inducono a farlo, ad esempio nel corso di un’analisi quando il contenuto dei sogni diventa importante materiale di lavoro».

Perché abbiamo incubi?
«Perché viviamo conflitti, quotidianamente, in famiglia o sul lavoro. Non dobbiamo dimenticare che il sogno ci fa abbandonare i meccanismi di difesa e di controllo che utilizziamo nella vita da svegli». (espresso.repubblica.it)

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