Nel più saldo degli ultimi baluardi del comunismo al mondo, la Coca cola si fa largo. Ma non quella a stelle e strisce, bensì la sua versione “made in China”: si chiama Future Cola, è prodotta dalla Wahaha, che letteralmente significa “il sorriso dei bambini”. Insomma, strizza l’occhio ai giovani, anche se il suo produttore ha 67 anni. Si tratta di Zong Qinghou, ribattezzato Mr. Zong, ed è l’uomo più ricco della Cina. Con un patrimonio di 12,6 miliardi di dollari Mr. Zong, mira a scalzare dalla classifica dei Paperoni del mondo milionari come Warren Buffett o Bill Gates. Ha ancora strada da fare, ma quella percorsa la dice lunga sulle sue intenzioni. L’intuizione di produrre una bibita con le bollicine simile all’originale americana nacque 25 anni fa. Mr. Zong iniziò con un prestito di 22 mila dollari e come soci in affari due insegnanti in pensione. Oggi puo’ contare su un vero e proprio impero nei soft drink: 60 fabbriche in 29 province e il 51% della joint venture Danone-Wahaha. La prima bevanda uscita dai capannoni di Mr. Zong era un succo di frutta. Poi vennero le bottigliette di acqua.

Si chiama “cloud gaming”: è la rivoluzione che si prospetta nell’universo dei videogame, per salvarli dalla crisi economica e creativa che stanno vivendo. Promette di cambiare non solo la distribuzione ma anche il modo di giocare. Cloud gaming significa che accendiamo la tivù e nel menù, al fianco dei canali televisivi, troviamo un’applicazione con cui giocare a videogame famosi (i blockbuster “tripla A”, come si chiamano nel settore), che finora erano disponibili solo a chi comprava una console o aveva un pc potente.

Leggere fa bene. Ce lo sentiamo ripetere da tempi lontani, come un mantra, ma ora la conferma arriva anche dal mondo scientifico e da quella “mecca” della ricerca, in tutti i campi, che è l’Università di Stanford, in California. Qui un team di neurobiologi, guidato da Natalie Phillips, ha accertato che la lettura apporta notevoli benefici al cervello. E la dimostrazione è stata fatta chiedendo ad un gruppo di studenti di letteratura di leggere un romanzo di Jane Austin. Lo studio è partito con l’obiettivo di scoprire la relazione tra lettura, attenzione e distrazioni, e i loro effetti sull’attività cerebrale, e vi hanno partecipato esperti di neurobiologia, radiologi e studenti di materie umanistiche. Proprio ai “lettori-cavie” è stato chiesto di leggere brani di un romanzo della scrittrice britannica, Jane Austin (Mansfield Park). Il tutto mentre erano sottoposti a risonanza magnetica, all’interno dell’apposita macchina. Il risultato è che il flusso sanguigno al cervello durante la lettura risultava di molto aumentato.

L’errabondo Vinicio continua a solcare i lidi mediterranei e a dodici anni da “Canzoni a manovella”, dove ci aveva già fatto assaporare il profumo del rebetiko: il Vinicio nazionale, per il disco che segue “Marinai, profeti e balene”, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica tradizionale greca. Per l’occasione ha assoldato un gruppo di musicisti ellenici, oltre ai fidi Asso Zuppiroli e a Mark Ribot. I brani in scaletta non sono inediti, a parte “Rebetiko mou”, dato che l’artista di Amburgo (!?) in scaletta ha inserito quattro cover e otto brani riletti o riarrangiati per l’occasione. Tra le cover Capossela sceglie un’altra esaltante versione di “Gimnastika” di Vjsotskij, “Abbandonsato di Yupanqui, “Misirlou”, conosicuta ai più nella versione di Dick Dale per la colonna sonora di “Dal tramonto all’alba” e una versione italiana di “Cancion de las simplex cosas”. Acquistano più enfasi e romanticismo melanconico “Morna” e “Signora luna” e vira verso i balcani con “Contrada Chivicone”. Insomma un bellissimo diversivo per Capossela. (www.freakout-online.com)

Il Neapolis Festival, quest’anno per la prima volta a Giffoni, presta una delle sue stelle al Giffoni Film Festival. Il risultato: un’esplosione commossa di stimoli ed emozioni. Patti Smith si dedica a 95 ragazzi tra i 16 e i 20 anni, selezionati tra i giurati del film festival. Hanno a disposizione 60 minuti per porgerle le domande che covano da una vita, è non è un eufemismo. Tutti attenti a ogni suo movimento non tentano di nascondere l’imbarazzo e l’emozione di trovarsi a pochi metri da un’icona del rock che ha fatto la storia, in 5 lunghi volumi. Le più svariate domande la attendono, dalla religione alle forme d’arte, dal futuro del mondo alla libertà intellettuale, dalla funzione dei video nella comunicazione alla scelta di copertina dei dischi.

Al primo comma dell’articolo 85 del Tuir, sono elencate le tipologie di corrispettivi, indennità e contributi che vengono considerate ricavi. Nel secondo il comma dello stesso articolo, poi, è scritto che “si comprende inoltre tra i ricavi il valore normale dei beni di cui al comma 1 assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa”. Cosa si intende, però, per destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa? Cosa succede, per esempio, quando l’esiguità del prezzo di vendita è dovuta a particolari finalità dell’operazione legate, ad esempio, a interessi di assetto societario e non connessi all’attività tipica dell’impresa?

N. è una ragazza di 25 anni incontrata in ospedale, in un reparto di Riabilitazione e proveniente dall’Unità di Neurologia dove è stata ricoverata per una emiplegia destra. La ragazza, sofferente da anni di aritmia cardiaca, si muove da circa venti giorni sulla sedia a rotelle, ha la gamba destra quasi completamente flaccida e dei movimenti deboli, incompleti e poco funzionali all’arto superiore omolaterale. È stata sottoposta a tutti gli accertamenti per il sistema nervoso centrale e periferico, per il sistema cardio-circolatorio, ecc., e tutto risulta negativo! Un po’ strano, vero? Quando la conosco ha già iniziato a fare fisioterapia da circa una settimana. È per me la seconda volta che mi trovo dinanzi ad una paziente giovane con emiplegia destra ed accertamenti diagnostici negativi e che considero il caso con un’ottica un po’ differente dal classico approccio convenzionale. Conoscendo la storia della paziente precedente, parto questa volta con il vantaggio di avere già un’idea, seppur solo ipotetica e del tutto discutibile, del suo probabile modello linguistico e delle sue mappe rappresentazionali.

Un compositore dalle note raffinate, soffici e caleidoscopiche questi solo alcuni degli elementi caratterizzanti la sua personalità. Dal 2008 che non si sentiva parlare di Sergio Cammariere, dai tempi del tour “Cantautore Piccolino”, successivamente l’artista prense una pausa per dedicare la propria sensibilità ed esperienza al cinema ed al teatro, come agli esordi.