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:: La nostra idea di Galatina
Faccia
a faccia con il consigliere di opposizione al Comune di
Galatina Sandra Antonica. Con l’esponente dei
Democratici di Sinistra, nonché capogruppo in consiglio
comunale, abbiamo affrontato alcuni temi di grande
interesse: dall’azione politica del centrosinistra a
Palazzo Orsini in quest’ultima legislatura all’annoso, e
non ancora risolto, problema del caro rifiuti, dalla
salvaguardia e valorizzazione delle tradizioni popolari
all’ipotesi ‘listone’ alle elezioni europee.
Consigliere Antonica
vogliamo tracciare un bilancio di questi due anni e
mezzo di attività politica dell’opposizione a Palazzo
Orsini?
“Credo che il ruolo
dell’opposizione sia stato, sino ad ora, ben svolto
anche se c’è sempre molto da fare e, specialmente, in un
paese come Galatina che è ricco di problemi e tematiche
da approfondire. L’opposizione che comunque è arrivata
in consiglio comunale divisa, e tutto sommato divisa è
rimasta, si è occupata di temi importanti e gli uomini
presenti in consiglio hanno diviso le aree tematiche di
approfondimento. Il gruppo della Margherita ha spesso
approfondito, ma anche contestato e proposto, tutto
quello che è il relazione alla cultura. Il gruppo dei
Democratici di Sinistra ha trattato più volte tematiche
relative all’ambiente e, comunque, tutti assieme abbiamo
cercato di dare soluzioni o cercare una qualsiasi forma
per migliorare quella che è stata, ad esempio, la
vicenda che ci ha visti protagonisti lo scorso anno e,
cioè, quella della società mista per la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un problema che
abbiamo ancora intenzione di approfondire e stiamo già
affrontando per vie legali perché rimane uno dei temi di
forte contrapposizione tra la maggioranza e
l’opposizione. Credo che il bilancio sia positivo. Siamo
arrivati in consiglio comunale divisi ma credo di aver
fatto il mio dovere sino in fondo”.
E, proprio per ciò
riguarda il problema rifiuti, cosa potrà succedere in
futuro e quale sarà la vostra azione politica?
“C’è stato un grosso
problema. Tutti quanti, maggioranza ed opposizione, nel
mese di marzo dello scorso anno, abbiamo dovuto
approvare il piano tariffario. Eravamo impreparati e non
ci siamo resi conto che, effettivamente, la società
mista aveva fatto un confronto qualità-costo del
servizio non necessario. Questo perché non siamo
riusciti a ‘spalmare’ i costi su un numero di abitanti
maggiore ai nostri 28.000 e senza coinvolgere le
amministrazioni dei paesi limitrofi. Ci siamo trovati
dei costi di gestione elevatissimi che abbiamo dovuto
riversare sul servizio. La scelta della maggioranza di
attuare il decreto Ronchi prima del necessario con il
passaggio da tassa a tariffa credo sia stato fortemente
penalizzante. Inoltre, non si era fatta l’educazione
alla raccolta differenziata e non avevamo avuto i suoi
benefici economici che potevano far abbassare il costo
della tariffa sui cittadini. Come consiglieri comunali
siamo arrivati impreparati perché è un tema di una
difficoltà estrema e, oltretutto, c’è stata molta
leggerezza. Ci siamo ‘fidati’ di chi aveva avuto questa
brillante idea di costituire una società mista senza,
poi, seguire il percorso che la stessa società aveva
fatto. Così, ripeto, abbiamo spalmato costi elevatissimi
anche perché non c’erano i ricavi attesi della
differenziata. Occorre metterci la mano sulla coscienza
e decidere, ed è forte come concetto, se serve la
società mista oppure no”.
Galatina è la ‘culla del
tarantismo’. Sarebbe il caso di fare qualcosa di più per
promuovere e far conoscere questo fenomeno? Lei, come
farebbe rivivere le nostre antiche tradizioni popolari?
“Comuni più piccoli e a
noi vicini hanno ‘scippato’ le nostre tradizioni. Loro
fanno un percorso di recupero delle radici culturali che
si traduce in feste popolari che cominciano con la
primavera e finiscono in autunno diventando poli di
attrazione per tutta l’Italia. Se David
Copeland (ex batterista del gruppo dei Police ospite
internazionale dell’ultima edizione del festival “La
Notte della Taranta”) chiede la cittadinanza
onoraria a Melpignano è perché avrà dentro di se sentito
che c’è una magia in quel posto e che l’amministrazione
ha sicuramente dato un messaggio che viene percepito
anche da chi italiano non è. Per cui, se altri paesi lo
fanno, perché ci facciamo ‘scippare’ questo importante
tema? E, soprattutto, perché, ad esempio, non pensiamo
ad un ‘rilancio’ dalla nostra festa patronale? Il
Comitato, e questo potrebbe sembrare un argomento
banale, fa ‘salti mortali’ per organizzare la festa ed
l’amministrazione non offre un contributo che sia degno
del Comune di Galatina. Dobbiamo partire da quella festa
non facendo soltanto, perché lo abbiamo fatto, dei
grandi convegni sul tarantismo che non attraggono i
turisti. Lo studioso, infatti, può comodamente leggere
gli atti del convegno oppure collegarsi via internet.
Invece, abbiamo bisogno di un momento in cui ci
ritroviamo, in cui rendiamo il nostro paese visibile e
fruibile anche agli altri. Questo significa rilanciare
il turismo e non fare i grandi alberghi all’interno del
centro storico i cui vantaggi, poi, sono personali e non
di tutta la città”.
Più di un esponente del
centrosinistra appoggia l’ipotesi di una lista unitaria
alle elezioni europee? Lei è della stessa idea?
“Sarebbe ora che anche noi trovassimo una sintesi che
deve essere, ovviamente, sul progetto e non suoi nomi.
Il paese Italia ha bisogno di rassicurazioni e credo che
il nostro errore fondamentale, nel momento in cui
abbiamo governato, sia stato proprio quello di dividerci
sui progetti. L’idea di una lista unitaria, del
cosiddetto ‘listone’, significa fare una ‘sintesi’ delle
idee che poi tengono unito l’Ulivo e dell’idea di Italia
che tutti noi vorremmo senza ripetere quelli che sono
gli errori che abbiamo commesso quando eravamo al
governo. Penso che questo sia il modo per ripartire,
ripartire in maniera democratica”.
“Le elezioni europee possono essere il primo passo per
poi sconfiggere questa maggioranza di centrodestra?”
“Sì, è il momento della verifica e questo credo lo
pensano tutti, sia nel centrosinistra che nel
centrodestra. E’ una buona occasione anche per gli
elettori per fare finalmente il punto politico della
situazione e pensare che, adesso più che mai, si ha
bisogno dei politici, quelli veri. La gente si sta
accorgendo che nelle elezioni del 2001 c’è stata la
vittoria del centrodestra per una serie di fattori e,
prima di tutto, per la litigiosità interna al
centrosinistra mentre, al contrario, il centrodestra
dava l’idea di continuità, sicurezza e stabilità. In
questi tre anni il governo si è occupato soltanto di
problemi inerenti la giustizia ed ha fatto provvedimenti
che vanno a scardinare un sistema retto sul
consociativismo oltre che a diretto beneficio del
presidente del consiglio. A parte il regime mediatico,
in cui purtroppo siamo, la gente tornerà a pensare su
che cosa vuole dalla politica e dai politici. Subito
dopo tangentopoli la gente ha quasi ‘ridicolizzato’ la
politica, votando senza crederci più di tanto. Questa è
stata la diretta conseguenza del vuoto di comunicazione
del centrosinistra”.
Passando alle elezioni provinciali, vuole proporre un
nome come candidato per il dopo Ria?
“Non credo si possano fare dei nomi ma penso che sarebbe
stato meglio se ci fossero state meno divisioni nel
centrosinistra. Stiamo facendo del nostro meglio ma non
è facile perché non c’è, ed è stato questo l’errore, il
dopo Ria pronto. Ecco perché tanta dialettica. Mi auguro
che sia un degno sostituto perché Ria ha fatto molte
cose buone e ci ha portato alla ribalta nazionale con
delle idee ‘rivoluzionarie’ sulla cultura e
sull’ambiente. Credo che abbia governato bene anche se,
lo devo dire, pò essere un personaggio scomodo”.
Per ciò che riguarda, invece, la città di Galatina, si è
arrivati a proporre un candidato?
“No, ma ogni partito presenterà la migliore proposta
perché, è ovvio, tutti vogliono vincere. L’obiettivo è
quello di portare Galatina all’attenzione provinciale e
per fare questo dobbiamo eleggere qualcuno che ha il
coraggio di ‘puntare i piedi’”.
(Daniele Masciullo -
Città Magazine 13.02.04 pag. 25)
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