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:: Galatina: "L'ospedale non si tocca"
Continuano
le polemiche del centrosinistra sul Piano di riordino
ospedaliero varato dalla Giunta Fitto e che sta
interessando anche il Santa Caterina Novella di Galatina.
In modo particolare, pesanti critiche giungono dal
parlamentare salentino eletto nel collegio di Galatina
Antonio Rotundo e dal capogruppo DS alla Regione Sandro
Frisullo. “Giudichiamo grave la fretta con la quale si
sono tenuti una serie di incontri da parte della
Direzione della ASL/LE 1, finalizzati alla attuazione
del piano di riordino con riferimento all’ospedale di
Galatina - affermano gli esponenti dell’opposizione - è
veramente scandalosa la volontà di procedere
immediatamente allo smantellamento della struttura
ospedaliera”. L’allarme lanciato da Rotundo e Frisullo
riguarda la chiusura di alcuni reparti del nosocomio
galatinese: “Ciò che si prospetta, infatti, da parte
della ASL/LE 1 è che la soppressione delle cinque
divisioni debba decorrere alla vigilia della stagione
estiva proprio quando, anche per l’aumento della
popolazione residente, sarebbe necessario al contrario
un potenziamento delle strutture sanitarie. Ciò che è
del tutto inaccettabile – continuano - è il fatto che,
mentre le soppressioni dei servizi e dei raparti sono
immediate, per quanto riguarda le nuove attivazioni, la
previsione slitta in modo indefinito negli anni futuri,
persino nel 2006. Siamo alla farsa, alla presa in giro
dei pazienti, degli operatori e della città”. Critiche
piovono anche sulla ipotesi di trasformazione delle
strutture complesse in Unità operative semplici: “Che
vuol dire, ancora l’ipotesi che è stata prospettata
secondo la quale dei 32 posti di chirurgia, 12
verrebbero destinati ad unità semplici per le
specialistiche chirurgiche con posti letto flessibili?
Ciò non risolve alcun problema”. Chiara, dunque, la
proposta dei due rappresentanti diessini: “Chiediamo uno
stop chiaro e forte a tutta l’operazione. L’invito che
rivolgiamo è quello di fermarsi prima che il danno si
consumi e diventi irreversibile”. Il Piano di riordino
ospedaliero, inoltre, secondo quanto dichiarato da
Rotundo e Frisullo, aggraverebbe ancor di più la già
difficile situazione dell’ospedale di Lecce: “Fra
l’altro l’ospedale Vito Fazzi non è nelle condizioni di
far fronte alla nuova situazione e molto difficilmente
potrà sopportare tutta la nuova domanda che la chiusura
di tante divisioni in diversi ospedali della nostra
provincia comporterà. Siamo già al drammatico
allungamento dei tempi delle liste di attesa e ad un
crescente peggioramento della qualità delle prestazioni
ospedaliere – aggiungono gli esponenti DS – e se non si
fermerà questo processo, si andrà rapidamente verso la
prospettiva perversa della privatizzazione che devasterà
la sanità pubblica”.
(Daniele Masciullo - Il Gallo
05.07.03 pag. 5)
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