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Daniele Masciullo

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:: Galatina: il caro-rifiuti fa arrabbiare proprio tutti

In seguito alla notifica delle nuove tariffe per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, tanti galatinesi si son visti recapitare, da parte della Centro Salento Ambiente, società mista che gestisce il servizio per conto del Comune, delle bollette con cospicui aumenti. In più, si è verificato un accavallamento dei pagamenti delle tasse per l'anno 2002 e delle tariffe per il 2003. Questa altro non è - come hanno più volte fatto sapere da Palazzo Orsini - che la diretta conseguenza dell'applicazione delle norme del decreto Ronchi adottata dall'Amministrazione. Tale decreto concede ai Comuni tempo fino al 2004 per applicare la tariffa basata su due parametri (estensione della superficie dell'immobile e nucleo familiare) ed abbandonare definitivamente la "vecchia" tassa (Tarsu). L'insolita sorpresa del caro-rifiuti ha generato in città disappunto e proteste. Le più accese sono arrivate soprattutto da artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, i più "colpiti" dall'aumento dei costi previsti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’Amministrazione, in risposta alle associazioni di categoria, ha presentato, nel corso dell'ultimo incontro tenuto si a fine agosto, un progetto che prevedeva maxi-tagli ai costi delle tariffe. Come ha spiegato il sindaco Garrisi, l'intervento è stato rivolto solo alle utenze non domestiche, vale a dire alle categorie economiche che sono sta- te maggiormente colpite dal rincaro delle bollette e questo perché le categorie domestiche hanno subito un aumento medio del 30% circa. Il progetto prevedeva, inoltre, l'immediato potenziamento del servizio di raccolta differenziata e la destinazione di 100mila euro (200mila a carico della CSA) per la parziale copertura dei costi di gestione della società mista. "Occorre, prima di tutto, fare chiarezza su un Bilancio 2003 della CSA con costi, a nostro avviso, molto elevati rispetto al servizio offerto", dichiara Walter Spagna, presidente dell'Unione Commercianti, "è necessario ridurre i costi delle tariffe eliminando anche i mezzi fino ad ora rimasti in utilizzati ed acquistati con molta fretta nel primo anno di gestione della società". Oltre alla immediata attivazione del servizio di raccolta differenziata, i commercianti galatinesi chiedono "di bloccare la realizzazione della nuova sede della società mista prevista nel feudo di Soleto, Comune che andrebbe a riscuotere tasse e contributi”. Ma il presidente Spagna coinvolge direttamente nella vicenda anche il management della CSA: "Bisogna effettuare un controllo serrato all'interno del Consiglio di Amministrazione dove si fa il bello ed il cattivo tempo ed essere più scrupolosi nel redigere il bilancio societario", afferma il rappresentante dei commercianti, "basti pensare, tra l'altro, che solo cinque persone dell'Ufficio Amministrativo costano ben 255.000 euro". In prima linea nella vicenda anche la Lega Consumatori ed il suo responsabile Francesco Natolo: "Stiamo portando avanti una battaglia contro l'Amministrazione comunale perché è inconcepibile che l'utenza non domestica possa essere così gravemente penalizzata dal caro-rifiuti"", dice Natolo, "noi chiediamo uno sgravio sulle tariffe e l'applicazione immediata della raccolta differenziata, l'unica soluzione per avere una riduzione dei costi". Il motivo di questo rincaro delle tariffe, secondo la Lega Consumatori, è la diretta conseguenza del piano finanziario che riguarda la Centro Salento Ambiente: "La società mista effettui una ulteriore analisi della situazione e passi ad un ricalcalo delle tariffe", continua Natolo, "ad oggi, l'intervento messo in atto dal Sindaco è rivolto solo alle categorie degli artigiani e dei commercianti senza tenere in nessuna considerazione i consumatori. Noi non possiamo certo pagare le conseguenze di questa situazione!". Anche le forze di opposizione fanno sentire la loro voce e, questa volta, rispondono al- l'appello compatte, come fa sapere il capogruppo dei Democratici di Sinistra a Palazzo Orsini, Sandra Antonica: "Abbiamo convocato un Consiglio comunale in maniera coatti e probabilmente si terrà il prossimo 12 settembre". Il Centro Sinistra, oltre alla proposta di nominare una commissione ispettiva, avanza l'idea di "utilizzare i Capigruppo di tutti i partiti politici per "andare dentro" i conti della Centro Salento Ambiente e verificare se c'è la possibilità di risparmiare". Inoltre, l'opposizione propone una sospensione del piano gestionale e di quello tariffario, così come approvato nel mese di marzo dallo stesso Consiglio comunale e una moratoria del pagamento delle rate del 2003. In che maniera? "La Sobarit", spiega la diessina Antonica, 'può addirittura anticipare le somme necessarie (80%) per fare in modo che il Comune di Galatina paghi la CSA per il servizio del 2003 ed i cittadini possano così iniziare a pagare dal 2004". Secondo quanto afferma Antonica, "c'è dietro la volontà politica di non "servirsi" della Sobarit ed allora andremo in Consiglio comunale e ce lo faremo dire direttamente da questa maggioranza, certi di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità". Una breve dichiarazione sulla vicenda del caro-rifiuti arriva anche dal presidente della società mista, Marcello Pepe: "Alla luce delle conseguenze che l'inevitabile applicazione del Decreto Ronchi ha comportato, la Centro Salento Ambiente Spa, di concerto con l'Amministrazione, sta valutando una serie di ipotesi, così come annunciato nei giorni scorsi, atte a rivedere le aliquote delle utenze non domestiche, in particolar modo quelle delle categorie più colpite".

(Daniele Masciullo - Il Gallo 06.09.03 pag. 4)

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