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:: Un calendario per rivivere le tradizioni popolari
Il
Centro sul Tarantismo e Costumi Salentini ha presentato, per
il quarto anno consecutivo, il tradizionale calendario,
pubblicazione, a tiratura limitata, nata con l’intento di
offrire un contributo alla conoscenza della città e del suo
ricco patrimonio culturale. “Lo scopo – dice uno dei soci
fondatori del Centro, Marco Sambati – è quello di far rivivere
le tradizioni popolari di un tempo, secondo quello che è lo
scopo dell’associazione, vale a dire la ricerca, la raccolta e
la conservazione di materiale bibliografico, audiovisivo e
documentario sul tema del tarantismo”. Il Centro, presieduto
dalla presidente Loredana Viola, ha condotto un lungo lavoro
di ricerca tra la storia, i costumi ed il folklore locali,
potendo contare sulla preziosa collaborazione di tanti
galatinesi che hanno fornito immagini, documenti e
testimonianze. “E’ stato dato risalto a personaggi che hanno
dato lustro alla città, come l’Arcivescovo Stefano Pendinelli,
martire di Otranto; lo scultore Nuzzo Barba, che operò alla
corte degli Orsini del Balzo alla fine del ‘400 ed i
Vernaleone, attivi protagonisti della vita letteraria
galatinese nel ‘500. Questo viaggio nel passato è stato
un’occasione per riscoprire poeti dialettali, vecchi canti
popolari, costumi di una volta, usanze e credenze ormai
scomparse”. L’interessante novità dell’edizione 2005 del
calendario sono le ‘ngiurie’, quei soprannomi, individuali o
familiari, che potevano prendere spunto da diversi elementi
come difetti fisici o morali, vizi e mestieri. “Curiosando
nelle vecchie dispense, si sono ritrovati recipienti rustici
in terracotta e alluminio, simboli di una civiltà contadina
ormai scomparsa, per poi riscoprire i metodi di conservazione
dei cibi ed i piatti tradizionali della cucina locale –
prosegue la Presidente – abbiamo pubblicato gli indovinelli,
alcuni dei quali sono rimasti ancora ora oggi nel linguaggio
comune, proverbi, filastrocche e detti popolari, tratti dalla
viva voce degli anziani, che sono la parte più colorita della
nostra cultura. Tutto questo rappresenta un mondo che è
rimasto vivo nella memoria e che si è tramandato da una
generazione all’altra, conservando impressi i segni del nostro
passato”. In questa quarta edizione del calendario, è stato
anche rievocato il Carnevale galatinese, ricordando i
‘festini’ ed i locali da ballo, e l’antico rito del
tarantismo, facendo conoscere alcuni personaggi popolari del
passato legati alle festività religiose.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 08.01.05
pag. 8)
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