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Daniele Masciullo

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:: Allarme tumori a Collemeto?

Esiste un allarme “tumore” nella piccola frazione di Collemeto? Dai dati raccolti dall’Associazione per la difesa dei diritti e la salute del cittadino (Addesco) e dalla sede locale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori sembrerebbe proprio di sì. E’ del 53% la percentuale di decessi a causa di tumore ed è un dato reale riferito alle persone con meno di 70 anni colpite da cancro alla prostata, colon, stomaco e pancreas. Dall’ultima rilevazione effettuata a Collemeto prima della fine del mese di marzo, è risultato un dato allarmante: nove decessi per tumore. “I numeri a nostra disposizione parlano chiaro ed evidenziano una situazione davvero preoccupante per una comunità che conta poco più di 2000 abitanti – ha spiegato il presidente dell’Addesco, Antonio Geusa - l’indice di mortalità è molto alto rispetto alla media nazionale, media che si attesta attorno al 35-40%. I dati riferiti agli ultimi cinque anni in nostro possesso sono eloquenti: nell’anno 2000, 7 decessi a causa di tumore su 15; nel 2001, 7 su 12; nel 2002, 8 su 11; nel 2003, 7 su 15 e, nel 2004, 8 su 17”. L’indiziato numero uno, secondo quanto denunciato dalle due associazioni, è l’inquinamento ambientale legato principalmente al continuo bruciare delle plastiche utilizzate in campagna dagli agricoltori del posto. “Ci svegliamo la mattina con il cattivo odore della plastica bruciata e ci addormentiamo respirando lo stesso odore – racconta la dott.ssa Fabiola De Pirro, componente dell’Addesco – è risaputo quanti e quali danni derivano dallo scellerato comportamento di alcune persone che, terminato l’utilizzo dei teli in polietilene, anziché raccoglierli e smaltirli secondo quanto previsto dallo legge, preferiscono ammucchiarli e bruciarli”. L’Addesco e la Lega Italiana per la lotta contro i tumori sono da sempre molto presenti sul territorio. Attraverso l’organizzazione convegni e seminari, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica questo annoso problema delle plastiche e dell’inquinamento da diossina. Quest’ultima sostanza ha un alto contenuto tossico e viene creata come sottoprodotto dannoso di alcune reazioni chimiche e qualsiasi forma di incenerimento. “Abbiamo più volte invitato gli amministratori locali, ai quali è stato spesso presentato il problema, ma abbiamo ricevuto solo tante promesse – ricorda Michele Perrone, responsabile zonale della Lega Italiana per la lotta contro i tumori – di questa delicata vicenda si discute ormai da anni, ma nessun provvedimento sino ad oggi è stato adottato. Non si è mai mosso nulla e degli impegni presi dagli amministratori nessuna traccia, delle promesse fatte, niente di niente”. In occasione dell’ultimo convegno tenutosi nell’aprile dello scorso anno, le autorità presenti avevano anche assunto dei precisi impegni nei confronti dei cittadini di Collemeto, impegni del tutto disattesi. “L’Amministrazione comunale, d’intesa con la Centro Salento Ambiente, si era impegnata ad informare tutti gli operatori agricoli sulle corrette procedure per la consegna del materiale in plastica, attraverso l’invio di alcune lettere e l’affissione di manifesti pubblici - spiega ancora Michele Perrone – inoltre, era stato ribadito il compito di vigilanza della Polizia Municipale e del Servizio d’Igiene Pubblica dell’Ausl Le/1 sul rispetto delle ordinanze sindacali e l’obbligo per la CSA a segnalare eventuali abbandoni di rifiuti”. I responsabili delle organizzazioni rivolgono, infine, un nuovo appello agli abitanti di Collemeto e alle autorità competenti. “Il senso civico è la migliore arma per debellare questo annoso problema, peccato che chi incendia le plastiche non conosce il rispetto e l’educazione – dice Vito Rollo, un altro socio dell’Addesco - le autorità competenti dovrebbero starci vicino, ascoltare le nostre preoccupazioni ed aumentare i controlli nella zona. Occorrerebbe maggiore responsabilità e senso civico da parte di tutti i cittadini e sarebbe anche utile una maggiore informazione rivolta agli operatori agricoli della zona per far conoscere loro quelle che sono le giuste procedure per la raccolta e smaltimento dei teli in plastica”. L’Addesco e la Lega Tumori continueranno nella loro opera di informazione e sensibilizzazione. Nei prossimi giorni, secondo quanto anticipato dalla due associazioni di Collemeto, si svolgerà una tavola rotonda con i rappresentati delle Istituzioni, medici ed esperti del settore per analizzare il problema dell’inquinamento da diossina alla luce dei nuovi e, purtroppo, dolorosi risvolti, e per cercare di arrivare ad una sua rapida risoluzione. Ma intanto c’è da prendere atto della risposta di Giuseppe De Matteis, assessore alla Tutela ambientale del Comune di Galatina: “L’intervento dell’Amministrazione è stato quello di cercare di agevolare e semplificare lo smaltimento delle plastiche da parte dei coltivatori di Collemeto. A quanto pare, però, alcuni di loro ancora continuano a bruciare i teli nei campi, anziché utilizzare il servizio messo a loro disposizione dal Comune di Galatina. Bisognerebbe vigilare di più, ma come si fa a garantire i controlli 24 ore su 24? Il problema del vigilare ce lo siamo sempre posti, ma il territorio agricolo di Collemeto è molto vasto e quindi risulta difficile effettuare controlli costanti ed individuare immediatamente chi opera in maniera scorretta, come avevo segnalato in occasione di uno dei convegni organizzati dalle due associazioni. Penso che ci dovrebbe essere maggiore educazione civica ed evitare di causare danni agli altri cittadini. Abbiamo anche fatto degli annunci pubblici ed affisso manifesti per invitare i coltivatori a smaltire correttamente il materiale in plastica. Un aiuto concreto per la Polizia Municipale potrebbe essere quello di ricevere le segnalazioni tempestive da parte dei cittadini, in modo da cogliere sul fatto chi sta appiccando il focolaio nei campi. Credo, comunque, che i casi si siano ridotti perché non è pensabile che nessuno dei coltivatori abbia ascoltato sino ad ora i nostri inviti”.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 09.04.05 pag. 27)

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