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:: A Galatina ora è davvero crisi
No
al piano finanziario della società mista Centro Salento
Ambiente ed il sindaco se ne va. Si può riassumere così quanto
successo nella seduta del consiglio comunale dello scorso 2
maggio che ha visto il primo cittadino Giuseppe Garrisi
rassegnare le dimissioni irrevocabili. Non sono stati
sufficienti quindi i voti dei consiglieri della maggioranza
per garantire l’approvazione del piano finanziario. Dieci
consiglieri contro dieci ed il centrosinistra, che da sempre
aveva avuto parole dure nei confronti della Centro Salento
Ambiente, società che gestisce il servizio di raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani in città, ha sconfitto
il centrodestra determinando l’abbandono dell’aula da parte
del sindaco. “Non ho parlato ma ho preferito ascoltare – aveva
detto, iniziando il suo intervento in consiglio, Giuseppe
Garrisi – così come ho fatto in altre circostanze, devo
chiaramente prendere atto della situazione che si è venuta a
creare in questo consiglio comunale. E’ inutile occupare la
poltrona di primo cittadino perché, non avendo una maggioranza
che possa garantire continuità di governo, non sarebbe
corretto nei confronti dei cittadini. Di fronte a questa
votazione, che ha un alto significato politico, e non
condividendo ovviamente quello che è stato dichiarato sulla
CSA, rassegno le mie dimissioni da sindaco di Galatina”. A
questa dichiarazione del primo cittadino è seguito un lungo
applauso da parte del pubblico presente nell’aula consiliare,
interrotto poi dallo stesso Garrisi che ha proseguito
lanciando un messaggio molto chiaro ai suoi ormai ex-alleati:
“Ribadisco che le dimissioni sono irrevocabili. E’ un segnale
che rivolgo a tutti gli amici perché i venti giorni a
disposizione non serviranno a farmi cambiare idea”. Il voto
contrario al piano finanziario della CSA è arrivato da Sandra
Antonica (Democratici di Sinistra); Giorgio Lo Bue, Mario Mele
e Carmine Perrone (Margherita); Antonio Garzia (Sdi); Pietro
D’Errico (Riformisti); da tre consiglieri di Forza Italia
(Raffaele De Lorenzis, Biagio Giannuzzi e Luigi Lagna) e da un
consigliere indipendente (Gianni Perrone). Oltre al sindaco
Giuseppe Garrisi, hanno dato il loro appoggio al provvedimento
il presidente del consiglio comunale Stefano De Benedittis,
Virginia Colitta, Nico Mauro, Luca Scrimieri e Silvano Turco
(Alleanza Nazionale); Graziano Notaro e Lorenzo Tundo (Forza
Italia); Raffaele Anchora e Fabio Mariano (Udc). Già da tempo,
comunque, i rapporti tra il partito azzurro (per la precisione
dei tre consiglieri De Lorenzis, Giannuzzi e Lagna) ed il
resto dello schieramento di centrodestra si erano inaspriti.
Era scontato il voto contrario sul nuovo piano finanziario
della CSA anche se, l’iniziale assenza in consiglio comunale
del capogruppo Giannuzzi, aveva ben sperare sull’approvazione
del provvedimento. L’arrivo in aula dell’esponente azzurro al
momento della votazione ha invece ridimensionato la situazione
che, con l’appoggio determinante dell’indipendente Perrone, ha
portato la maggioranza a non avere più i numeri sufficienti
per approvare la deliberazione. I risultati della votazione e
le successive dimissioni del sindaco porteranno allo
scioglimento del consiglio comunale, aprendo le porte ad un
anno di commissariamento straordinario. L’amministrazione
Garrisi aveva davanti ancora un anno di governo ma, ora,
bisognerà attendere le elezioni amministrative previste per la
prossima primavera. A nulla, infatti, serviranno i venti
giorni previsti dalla legge per il ritiro delle dimissioni da
parte del sindaco e così non resta che attendere l’annuncio
del segretario comunale sullo scioglimento del consiglio
comunale.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 07.05.05
pag. 2)
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