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Daniele Masciullo

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:: A Galatina ora è davvero crisi

No al piano finanziario della società mista Centro Salento Ambiente ed il sindaco se ne va. Si può riassumere così quanto successo nella seduta del consiglio comunale dello scorso 2 maggio che ha visto il primo cittadino Giuseppe Garrisi rassegnare le dimissioni irrevocabili. Non sono stati sufficienti quindi i voti dei consiglieri della maggioranza per garantire l’approvazione del piano finanziario. Dieci consiglieri contro dieci ed il centrosinistra, che da sempre aveva avuto parole dure nei confronti della Centro Salento Ambiente, società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani in città, ha sconfitto il centrodestra determinando l’abbandono dell’aula da parte del sindaco. “Non ho parlato ma ho preferito ascoltare – aveva detto, iniziando il suo intervento in consiglio, Giuseppe Garrisi – così come ho fatto in altre circostanze, devo chiaramente prendere atto della situazione che si è venuta a creare in questo consiglio comunale. E’ inutile occupare la poltrona di primo cittadino perché, non avendo una maggioranza che possa garantire continuità di governo, non sarebbe corretto nei confronti dei cittadini. Di fronte a questa votazione, che ha un alto significato politico, e non condividendo ovviamente quello che è stato dichiarato sulla CSA, rassegno le mie dimissioni da sindaco di Galatina”. A questa dichiarazione del primo cittadino è seguito un lungo applauso da parte del pubblico presente nell’aula consiliare, interrotto poi dallo stesso Garrisi che ha proseguito lanciando un messaggio molto chiaro ai suoi ormai ex-alleati: “Ribadisco che le dimissioni sono irrevocabili. E’ un segnale che rivolgo a tutti gli amici perché i venti giorni a disposizione non serviranno a farmi cambiare idea”. Il voto contrario al piano finanziario della CSA è arrivato da Sandra Antonica (Democratici di Sinistra); Giorgio Lo Bue, Mario Mele e Carmine Perrone (Margherita); Antonio Garzia (Sdi); Pietro D’Errico (Riformisti); da tre consiglieri di Forza Italia (Raffaele De Lorenzis, Biagio Giannuzzi e Luigi Lagna) e da un consigliere indipendente (Gianni Perrone). Oltre al sindaco Giuseppe Garrisi, hanno dato il loro appoggio al provvedimento il presidente del consiglio comunale Stefano De Benedittis, Virginia Colitta, Nico Mauro, Luca Scrimieri e Silvano Turco (Alleanza Nazionale); Graziano Notaro e Lorenzo Tundo (Forza Italia); Raffaele Anchora e Fabio Mariano (Udc). Già da tempo, comunque, i rapporti tra il partito azzurro (per la precisione dei tre consiglieri De Lorenzis, Giannuzzi e Lagna) ed il resto dello schieramento di centrodestra si erano inaspriti. Era scontato il voto contrario sul nuovo piano finanziario della CSA anche se, l’iniziale assenza in consiglio comunale del capogruppo Giannuzzi, aveva ben sperare sull’approvazione del provvedimento. L’arrivo in aula dell’esponente azzurro al momento della votazione ha invece ridimensionato la situazione che, con l’appoggio determinante dell’indipendente Perrone, ha portato la maggioranza a non avere più i numeri sufficienti per approvare la deliberazione. I risultati della votazione e le successive dimissioni del sindaco porteranno allo scioglimento del consiglio comunale, aprendo le porte ad un anno di commissariamento straordinario. L’amministrazione Garrisi aveva davanti ancora un anno di governo ma, ora, bisognerà attendere le elezioni amministrative previste per la prossima primavera. A nulla, infatti, serviranno i venti giorni previsti dalla legge per il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco e così non resta che attendere l’annuncio del segretario comunale sullo scioglimento del consiglio comunale.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 07.05.05 pag. 2)

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