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Daniele Masciullo

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:: L'assessore e il consigliere. Le reazioni

"In consiglio comunale si è palesato ciò che sicuramente era stato preparato e concordato in altre sedi: la fine di questa Amministrazione”. Parole ferme quelle di Antonio Pepe, assessore allo Sport e Politiche Giovanili. “Non si è trattato di un mero voto di diniego su un provvedimento amministrativo, ma di una precisa volontà figlia di una regia occulta che ha agito alle spalle: lo testimonia l'insolito voto trasversale e la numerosa presenza dei consiglieri comunali. Ora ognuno è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, soprattutto coloro i quali, ancora una volta, con il loro voto determinante, hanno decretato la fine anticipata di questa amministrazione. Per il futuro vedremo: la legge concede venti giorni di tempo prima dello scioglimento definitivo del Consiglio Comunale". “L’Amministrazione Garrisi è caduta sul nodo CSA. La gestione della Centro Salento Ambiente è una questione aperta ormai da troppo tempo”. Così commenta la caduta del sindaco il consigliere della Margherita, Giorgio Lo Bue, che aggiunge: “Il Piano Finanziario è stato redatto il 9 novembre 2004 ma è arrivato in Consiglio comunale dopo più di 5 mesi. Un piano che noi del centrosinistra abbiamo bocciato perché per il 2005 prevede degli aumenti rispetto allo scorso anno, passando da 2.948.276,75 a 3.276.074,97. Inoltre alla cifra di 3.276.000 di euro si aggiungono altri 135.000 euro che pagherà il Comune, cioè i cittadini. Molte sono le categorie che preferiscono, ormai chiudere a Galatina per aprire in un altro paese. Tutti dicono: le tasse a Galatina sono troppo care e il paese continua a morire. La CSA non è stata capace a concretizzare “i criteri di efficienza, di efficacia e di economicità”. I costi non sono proporzionati agli obiettivi raggiunti, le tariffe sono eccessive per alcune attività produttive e non si è raggiunto l’obiettivo programmato, quello della differenziata programmata per il 2004 del 26%. La CSA ha fallito perché non ha attuato a pieno la gestione integrata, intesa come il complesso delle attività volte ad ottimizzare il riutilizzo e il riciclo, perché non è stato diminuito il costo unitario per mq. e pagare, in effetti, a quanto veramente si consuma. Inoltre, non si sono graduati nel tempo gli adeguamenti tariffari e, per ingiustificati motivi, non ha portato il Piano Finanziario entro il 30 ottobre come è previsto all’art. 32, comma 4 del Regolamento”.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 07.05.05 pag. 2)

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