|
:: L'assessore e il consigliere. Le reazioni
"In
consiglio comunale si è palesato ciò che sicuramente era stato
preparato e concordato in altre sedi: la fine di questa
Amministrazione”. Parole ferme quelle di Antonio Pepe,
assessore allo Sport e Politiche Giovanili. “Non si è trattato
di un mero voto di diniego su un provvedimento amministrativo,
ma di una precisa volontà figlia di una regia occulta che ha
agito alle spalle: lo testimonia l'insolito voto trasversale e
la numerosa presenza dei consiglieri comunali. Ora ognuno è
chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, soprattutto
coloro i quali, ancora una volta, con il loro voto
determinante, hanno decretato la fine anticipata di questa
amministrazione. Per il futuro vedremo: la legge concede venti
giorni di tempo prima dello scioglimento definitivo del
Consiglio Comunale". “L’Amministrazione Garrisi è caduta sul
nodo CSA. La gestione della Centro Salento Ambiente è una
questione aperta ormai da troppo tempo”. Così commenta la
caduta del sindaco il consigliere della Margherita, Giorgio Lo
Bue, che aggiunge: “Il Piano Finanziario è stato redatto il 9
novembre 2004 ma è arrivato in Consiglio comunale dopo più di
5 mesi. Un piano che noi del centrosinistra abbiamo bocciato
perché per il 2005 prevede degli aumenti rispetto allo scorso
anno, passando da 2.948.276,75 a 3.276.074,97. Inoltre alla
cifra di 3.276.000 di euro si aggiungono altri 135.000 euro
che pagherà il Comune, cioè i cittadini. Molte sono le
categorie che preferiscono, ormai chiudere a Galatina per
aprire in un altro paese. Tutti dicono: le tasse a Galatina
sono troppo care e il paese continua a morire. La CSA non è
stata capace a concretizzare “i criteri di efficienza, di
efficacia e di economicità”. I costi non sono proporzionati
agli obiettivi raggiunti, le tariffe sono eccessive per alcune
attività produttive e non si è raggiunto l’obiettivo
programmato, quello della differenziata programmata per il
2004 del 26%. La CSA ha fallito perché non ha attuato a pieno
la gestione integrata, intesa come il complesso delle attività
volte ad ottimizzare il riutilizzo e il riciclo, perché non è
stato diminuito il costo unitario per mq. e pagare, in
effetti, a quanto veramente si consuma. Inoltre, non si sono
graduati nel tempo gli adeguamenti tariffari e, per
ingiustificati motivi, non ha portato il Piano Finanziario
entro il 30 ottobre come è previsto all’art. 32, comma 4 del
Regolamento”.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 07.05.05
pag. 2)
<<
Indietro
|