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Daniele Masciullo

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:: Galatina tra il sacro e ... il tarantismo

Ritorna anche quest’anno, puntuale, l’attesissimo appuntamento con la tradizione. Dal 28 al 30 giugno, infatti, Galatina festeggerà San Pietro e Paolo, protettori della città. Bancarelle, luminarie e riti religiosi richiameranno l’attenzione di migliaia di visitatori che, nei tre giorni di festa, gremiranno le vie del centro cittadino. A tutto questo, si dovranno poi aggiungere altre manifestazioni, come l’inaugurazione della Fiera Campionaria di Galatina (dal 25 al 30 giugno), che completeranno il ricco calendario di appuntamenti. La festa patronale dei SS. Pietro e Paolo è, per i galatinesi, la festa che apre le porte all’estate. E’ quasi consuetudine, che, dopo la ricorrenza, molti galatinesi si trasferiscano nelle località marine, svuotando di fatto la città. Nessuno, però, può rinunciare alla tre giorni festa ed alle passeggiate sotto le luminarie luccicanti di colori che abbobbano sfarzosamente il cuore della città. La festa dei SS. patroni è ricordata soprattutto per l’antico rito del tarantismo, fenomeno storico-religioso che ha reso famosa Galatina in tutto il mondo e che, ancora oggi, è costante oggetto di studio da parte di etnologi, medici, psicanalisti e sociologici. La storia racconta che il 29 giugno le tarantate si recavano nella cappella di S. Paolo, sita in corso Garibaldi, a pochi passi dalla chiesa matrice, allo scopo di essere miracolate. Le tarantate provenivano dal circondario di Galatina perché, come narra la tradizione, gli abitanti del posto sarebbe immuni al morso della taranta. L’antico rito pagano delle tarantate narra che una notte S. Paolo apostolo navigava per i nostri mari, quando, trovandosi a passare per il promontorio di S. Maria di Leuca, arrivò a Galatina, dove, in incognito e per timore dei persecutori, trovò accoglienza presso la casa di un religioso (chiamata così la Casa di S. Paolo). Poi, per compensare la pietà del religioso, a favore suo e dei suoi discendenti, S. Paolo ottenne da Dio, per i meriti di Gesù Cristo, il potere di risanare quanti fossero stati morsi da animali velenosi, facendoli bere al tempo stesso l'acqua di un pozzo, anch'esso ancora visibile, della stessa Casa di S. Paolo. Sempre la tradizione vuole che, dopo aver bevuto l'acqua, le tarantate guarissero subito. Suggestivo il racconto di un anziano del posto che, alla domanda su quale è il ricordo più bello della festa patronale di San Pietro e Paolo, risponde così: “Sicuramente l’arrivo dai paesi limitrofi delle tarantate che si dimenavano a bordo dei traini. Grande era l’attesa per vedere arrivare queste signore e per questo, la mattina della vigilia, ci si alzava prestissimo. Ricordo l’atmosfera che si respirava: era davvero particolare. Alla prime luci dell’alba iniziavano ad arrivare anche i primi fedeli, anche se molti preferivano trascorrere la notte sul sagrato della chiesa matrice per non perdere neanche un attimo dell’arrivo delle tarantate. Infatti, questo era il momento più suggestivo. Le si vedeva arrivare da lontano e, una volta in prossimità della chiesetta di San Paolo, scendevano dai traini per iniziare a dimenarsi ed urlare. Poi, venivano portate all’interno della chiesetta in modo da poter chiedere la grazia al Santo. Ho visto alcune di loro arrampicarsi in cima all’altare ed altre rotolarsi ripetutamente per terra. Alla fine, le tarantate venivano accompagnate dai familiari verso il pozzo per dissetarsi e, poi, di nuovo all’esterno, dove il rito continuava con dei frenetici balli. Ricordo anche che piazza S. Pietro, antistante la chiesa matrice, si riempiva di bancarelle come quelle caratteristiche dei venditori di bandierine con l’immagine dei santi. I giorni di festa erano anche riservati al divertimento al luna park, così come fanno i ragazzi di oggi insieme ai loro amici. C’è però una differenza tra come si festeggia oggi e come, invece, lo si faceva tanti anni fa. Ho vissuto molte feste patronali, ma ho notato che più passa il tempo e più la gente si disaffeziona. C’è sempre grande partecipazione, ma è cambiato radicalmente il modo di vivere la festa che, in passato, mi sembra di poter dire, si sentiva di più”. Come già detto, la festa patronale dei SS. Pietro e Paolo è legata al fenomeno del tarantismo, fenomeno al quale hanno dedicato particolare attenzione alcuni studiosi provenienti da università di tutto il mondo e che hanno offerto il proprio contributo scientifico. Occorre ricordare che, tre anni fa, ad esempio, etnologi, musicologi e antropologi si sono dati appuntamento per un incontro di studi internazionale dal titolo “L’eredità di Diego Carpitella”, che ha seguito quello del 1998 intitolato "Tarantismo: quarant’anni dopo De Martino". L’obiettivo comune è stato quello di cercare di studiare le origini del fenomeno, i suoi rituali, i suoi simbolismi e tutto ciò che ruota attorno a questo antico rito. Continuando a parlare di tradizione e luoghi caratteristici della festa, preoccupa lo stato di degrado in cui si trova la cappella di San Paolo che, corrosa dal tempo e dall’umidità, necessita di urgenti lavori di restauro. Da tempo, alcune associazioni locali si sono attivate per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni promuovendo, al tempo stesso, varie iniziative per raccogliere fondi o semplicemente segnalare la necessità di un intervento. Infatti, proprio grazie a queste lodevoli iniziative, la chiesetta di corso Garibaldi è stata inserita nel secondo censimento del FAI (Fondo Ambiente Italia) come luogo del cuore da non dimenticare. Quella che per decenni è stata la meta dei pellegrinaggi delle tarantate, oggi, necessita di urgenti interventi di ristrutturazione, così come il dipinto raffigurante S. Paolo, situato al di sopra del pozzo che conteneva l’acqua ritenuta “miracolosa”, e il bellissimo altare in pietra leccese custodito all’interno della Cappella. Ogni anno, in occasione della festa patronale dei SS. Patroni, si organizza anche la Fiera Campionaria, giunta alla sua 56a edizione. I padiglioni del quartiere fieristico di via Ippolito De Maria ospitano la tradizionale rassegna nazionale dell'Artigianato, Industria, Agricoltura, Commercio e Servizi, prestigiosa vetrina per tutti coloro che vogliono comprare o semplicemente godere lo spettacolo del meglio tra i prodotti di vari settori merceologici. Organizzata dall’Ente Fiera di Galatina e del Salento, la Campionaria rappresenta, ancora oggi, una occasione di verifica delle capacità degli operatori salentini ed un veicolo di promozione del marchio e dell’immagine della propria azienda. Da sabato 25 a giovedì 30 giugno, si rinnova, quindi, l’appuntamento con la Fiera Campionaria di Galatina, nata, lo ricordiamo, nel lontano 1949 per iniziativa di un gruppo di artigiani e commercianti locali, guidati dal sindaco del tempo, il compianto On. Luigi Vallone. Lo scopo di quella che all’inizio si chiamava mostra mercato era quello di promuovere e far conoscere gli innumerevoli prodotti del mondo del lavoro galatinese e salentino nel campo dell’industria, del commercio, dell’agricoltura e, specialmente, dell’artigianato. La prima sede della mostra mercato fu l’edificio scolastico di piazza Cesari (che oggi ospita il I° Circolo Didattico) a pochi metri dal cuore della festa, corso Principe di Piemonte. Oggi, invece, la campionaria è ospitata presso il quartiere fieristico di via De Maria. La fiera può ancora rappresentare un ottimo veicolo di promozione per il territorio salentino ed il neonato consiglio di amministrazione dell’ente sta pensando a nuove iniziative per valorizzare i prodotti agroalimentari ed artigianali delle PMI salentine. Nel prossimo futuro, secondo quanto fatto sapere dallo stesso CdA, l’Ente Fiera potrebbe stringere rapporti di collaborazione con due paesi a noi vicini, Grecia ed Albania, e con i quali intrattenere nuovi rapporti commerciali. L’idea del nuovo organismo direttivo comprende anche la possibilità di allargare il numero delle manifestazioni e diversificare l’offerta anche ad altri settori come, solo per citarne alcuni, quello della nautica e del turismo. La Processione con il passaggio dei Santi per le principali vie della città è in programma martedì 28, alle ore 20, accompagnata dalle note della Banda Città di Taviano e della Banda Città di Monteroni. Alle 22,30, via a “La notte della taranta galatinese”. Mercoledì 29 suoneranno le Bande Città di Lecce e Città di Sogliano Cavour; alle 21, in piazza alighieri, “Farm musica”, spettacolo di musica leggera, ed in chiusura di serata spazio ai fuochi pirotecnici. Giovedì 30, concerto di musica leggera.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 18.06.05 pag. 11-12)

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