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:: Galatina tra il sacro e ... il tarantismo
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anche quest’anno, puntuale, l’attesissimo appuntamento con la
tradizione. Dal 28 al 30 giugno, infatti, Galatina festeggerà
San Pietro e Paolo, protettori della città. Bancarelle,
luminarie e riti religiosi richiameranno l’attenzione di
migliaia di visitatori che, nei tre giorni di festa,
gremiranno le vie del centro cittadino. A tutto questo, si
dovranno poi aggiungere altre manifestazioni, come
l’inaugurazione della Fiera Campionaria di Galatina (dal 25 al
30 giugno), che completeranno il ricco calendario di
appuntamenti. La festa patronale dei SS. Pietro e Paolo è, per
i galatinesi, la festa che apre le porte all’estate. E’ quasi
consuetudine, che, dopo la ricorrenza, molti galatinesi si
trasferiscano nelle località marine, svuotando di fatto la
città. Nessuno, però, può rinunciare alla tre giorni festa ed
alle passeggiate sotto le luminarie luccicanti di colori che
abbobbano sfarzosamente il cuore della città. La festa dei SS.
patroni è ricordata soprattutto per l’antico rito del
tarantismo, fenomeno storico-religioso che ha reso famosa
Galatina in tutto il mondo e che, ancora oggi, è costante
oggetto di studio da parte di etnologi, medici, psicanalisti e
sociologici. La storia racconta che il 29 giugno le tarantate
si recavano nella cappella di S. Paolo, sita in corso
Garibaldi, a pochi passi dalla chiesa matrice, allo scopo di
essere miracolate. Le tarantate provenivano dal circondario di
Galatina perché, come narra la tradizione, gli abitanti del
posto sarebbe immuni al morso della taranta. L’antico rito
pagano delle tarantate narra che una notte S. Paolo apostolo
navigava per i nostri mari, quando, trovandosi a passare per
il promontorio di S. Maria di Leuca, arrivò a Galatina, dove,
in incognito e per timore dei persecutori, trovò accoglienza
presso la casa di un religioso (chiamata così la Casa di S.
Paolo). Poi, per compensare la pietà del religioso, a favore
suo e dei suoi discendenti, S. Paolo ottenne da Dio, per i
meriti di Gesù Cristo, il potere di risanare quanti fossero
stati morsi da animali velenosi, facendoli bere al tempo
stesso l'acqua di un pozzo, anch'esso ancora visibile, della
stessa Casa di S. Paolo. Sempre la tradizione vuole che, dopo
aver bevuto l'acqua, le tarantate guarissero subito.
Suggestivo il racconto di un anziano del posto che, alla
domanda su quale è il ricordo più bello della festa patronale
di San Pietro e Paolo, risponde così: “Sicuramente l’arrivo
dai paesi limitrofi delle tarantate che si dimenavano a bordo
dei traini. Grande era l’attesa per vedere arrivare queste
signore e per questo, la mattina della vigilia, ci si alzava
prestissimo. Ricordo l’atmosfera che si respirava: era davvero
particolare. Alla prime luci dell’alba iniziavano ad arrivare
anche i primi fedeli, anche se molti preferivano trascorrere
la notte sul sagrato della chiesa matrice per non perdere
neanche un attimo dell’arrivo delle tarantate. Infatti, questo
era il momento più suggestivo. Le si vedeva arrivare da
lontano e, una volta in prossimità della chiesetta di San
Paolo, scendevano dai traini per iniziare a dimenarsi ed
urlare. Poi, venivano portate all’interno della chiesetta in
modo da poter chiedere la grazia al Santo. Ho visto alcune di
loro arrampicarsi in cima all’altare ed altre rotolarsi
ripetutamente per terra. Alla fine, le tarantate venivano
accompagnate dai familiari verso il pozzo per dissetarsi e,
poi, di nuovo all’esterno, dove il rito continuava con dei
frenetici balli. Ricordo anche che piazza S. Pietro,
antistante la chiesa matrice, si riempiva di bancarelle come
quelle caratteristiche dei venditori di bandierine con
l’immagine dei santi. I giorni di festa erano anche riservati
al divertimento al luna park, così come fanno i ragazzi di
oggi insieme ai loro amici. C’è però una differenza tra come
si festeggia oggi e come, invece, lo si faceva tanti anni fa.
Ho vissuto molte feste patronali, ma ho notato che più passa
il tempo e più la gente si disaffeziona. C’è sempre grande
partecipazione, ma è cambiato radicalmente il modo di vivere
la festa che, in passato, mi sembra di poter dire, si sentiva
di più”. Come già detto, la festa patronale dei SS. Pietro e
Paolo è legata al fenomeno del tarantismo, fenomeno al quale
hanno dedicato particolare attenzione alcuni studiosi
provenienti da università di tutto il mondo e che hanno
offerto il proprio contributo scientifico. Occorre ricordare
che, tre anni fa, ad esempio, etnologi, musicologi e
antropologi si sono dati appuntamento per un incontro di studi
internazionale dal titolo “L’eredità di Diego Carpitella”, che
ha seguito quello del 1998 intitolato "Tarantismo: quarant’anni
dopo De Martino". L’obiettivo comune è stato quello di cercare
di studiare le origini del fenomeno, i suoi rituali, i suoi
simbolismi e tutto ciò che ruota attorno a questo antico rito.
Continuando a parlare di tradizione e luoghi caratteristici
della festa, preoccupa lo stato di degrado in cui si trova la
cappella di San Paolo che, corrosa dal tempo e dall’umidità,
necessita di urgenti lavori di restauro. Da tempo, alcune
associazioni locali si sono attivate per sensibilizzare
l’opinione pubblica e le Istituzioni promuovendo, al tempo
stesso, varie iniziative per raccogliere fondi o semplicemente
segnalare la necessità di un intervento. Infatti, proprio
grazie a queste lodevoli iniziative, la chiesetta di corso
Garibaldi è stata inserita nel secondo censimento del FAI
(Fondo Ambiente Italia) come luogo del cuore da non
dimenticare. Quella che per decenni è stata la meta dei
pellegrinaggi delle tarantate, oggi, necessita di urgenti
interventi di ristrutturazione, così come il dipinto
raffigurante S. Paolo, situato al di sopra del pozzo che
conteneva l’acqua ritenuta “miracolosa”, e il bellissimo
altare in pietra leccese custodito all’interno della Cappella.
Ogni anno, in occasione della festa patronale dei SS. Patroni,
si organizza anche la Fiera Campionaria, giunta alla sua 56a
edizione. I padiglioni del quartiere fieristico di via
Ippolito De Maria ospitano la tradizionale rassegna nazionale
dell'Artigianato, Industria, Agricoltura, Commercio e Servizi,
prestigiosa vetrina per tutti coloro che vogliono comprare o
semplicemente godere lo spettacolo del meglio tra i prodotti
di vari settori merceologici. Organizzata dall’Ente Fiera di
Galatina e del Salento, la Campionaria rappresenta, ancora
oggi, una occasione di verifica delle capacità degli operatori
salentini ed un veicolo di promozione del marchio e
dell’immagine della propria azienda. Da sabato 25 a giovedì 30
giugno, si rinnova, quindi, l’appuntamento con la Fiera
Campionaria di Galatina, nata, lo ricordiamo, nel lontano 1949
per iniziativa di un gruppo di artigiani e commercianti
locali, guidati dal sindaco del tempo, il compianto On. Luigi
Vallone. Lo scopo di quella che all’inizio si chiamava mostra
mercato era quello di promuovere e far conoscere gli
innumerevoli prodotti del mondo del lavoro galatinese e
salentino nel campo dell’industria, del commercio,
dell’agricoltura e, specialmente, dell’artigianato. La prima
sede della mostra mercato fu l’edificio scolastico di piazza
Cesari (che oggi ospita il I° Circolo Didattico) a pochi metri
dal cuore della festa, corso Principe di Piemonte. Oggi,
invece, la campionaria è ospitata presso il quartiere
fieristico di via De Maria. La fiera può ancora rappresentare
un ottimo veicolo di promozione per il territorio salentino ed
il neonato consiglio di amministrazione dell’ente sta pensando
a nuove iniziative per valorizzare i prodotti agroalimentari
ed artigianali delle PMI salentine. Nel prossimo futuro,
secondo quanto fatto sapere dallo stesso CdA, l’Ente Fiera
potrebbe stringere rapporti di collaborazione con due paesi a
noi vicini, Grecia ed Albania, e con i quali intrattenere
nuovi rapporti commerciali. L’idea del nuovo organismo
direttivo comprende anche la possibilità di allargare il
numero delle manifestazioni e diversificare l’offerta anche ad
altri settori come, solo per citarne alcuni, quello della
nautica e del turismo. La Processione con il passaggio dei
Santi per le principali vie della città è in programma martedì
28, alle ore 20, accompagnata dalle note della Banda Città di
Taviano e della Banda Città di Monteroni. Alle 22,30, via a
“La notte della taranta galatinese”. Mercoledì 29 suoneranno
le Bande Città di Lecce e Città di Sogliano Cavour; alle 21,
in piazza alighieri, “Farm musica”, spettacolo di musica
leggera, ed in chiusura di serata spazio ai fuochi
pirotecnici. Giovedì 30, concerto di musica leggera.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 18.06.05
pag. 11-12)
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