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:: Galatina: "Via l'amianto dal Cavallino Bianco"
Quello
dell’ex cineteatro Cavallino Bianco di Galatina è un capitolo
ancora aperto. Il simbolo della cultura della città salentina,
versa, ormai da anni, in un totale stato di abbandono ed
incuria, nonostante le tante sollecitazioni da parte dei
cittadini rivolte agli amministratori locali. La struttura,
tra l’altro, potrebbe avere bisogno di un intervento di
bonifica a causa della copertura in amianto che continua a
preoccupare chi abita nelle sue vicinanze. Abbiamo utilizzato
il condizionale perché è, pur vero che il sindaco Giuseppe
Garrisi ha rassicurato i residenti della zona, precisando che,
dalle rilevazioni effettuate dagli organi preposti al
controllo, i valori di rischio risultano al di sotto della
soglia di sicurezza, ma i cittadini non si sentono ancora del
tutto tranquilli. La città riuscirà a “riappropriarsi” del suo
Cavallino Bianco? Che fine hanno fatto le promesse di
intervento dell’amministrazione comunale ed i contributi
previsti dalla precedente giunta regionale per la
ristrutturazione del cineteatro? Sono queste le domande dei
tanti galatinesi che vorrebbero vedere tornare la struttura al
suo antico splendore. L’immobile, lo ricordiamo, situato in un
rione a forte densità abitativa e a pochi passi dal centro
cittadino, è stato acquistato nel dicembre 2003
dall’amministrazione galatinese per un importo pari a 600mila
euro, ottenendo il via libera da una maggioranza quasi unanime
dei consiglieri di Palazzo Orsini, ad eccezione di alcuni
esponenti di opposizione, perplessi sulla proposta di
acquisizione e su un così forte impegno di spesa. “Subito dopo
l’acquisto della struttura, si parlò di cospicui finanziamenti
regionali per effettuare gli interventi di sistemazione e la
stesura di un programma di interventi, finanziati dallo Stato,
per l’organizzazione di attività culturali e teatrali dirette
ad un rilancio del cineteatro”, spiega ancora questo gruppo di
cittadini. Con l’acquisizione delle quote di proprietà della
società Cavallino Bianco srl, infatti, l’amministrazione
comunale si impegnò a sostenere ulteriori costi di
ristrutturazione e garantire l’agibilità della struttura con
la messa a norma di tutti gli impianti. Da allora, però, la
situazione non è mutata, anzi, nei mesi scorsi, l’immobile di
via Grassi è stato anche oggetto di atti di vandalismo e solo,
dopo le continue proteste dei residenti della zona a causa
delle precarie condizioni igieniche, i giardini laterali della
struttura sono stati ripuliti dalle erbacce e dai rifiuti
abbandonati. “Ad oggi è ancora tutto fermo – dicono con
rammarico i residenti – speriamo che gli interventi previsti
non rimangano solo promesse”.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 02.07.05
pag. 16)
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