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:: Gegia: "Tarantismo, fenomeno di Galatina, non della
Piglia"
Francesca Antonaci, nota al
pubblico come Gegia, è una galatinese doc. Attrice, cantante e
ballerina, da anni vive a Roma dove ha istituito una scuola di
recitazione. Gegia, che nel 1982 è stata candidata al David di
Donatello come miglior attrice per il film Bomber al fianco di
Bad Spencer, ha interpretato numerosi film di successo per il
piccolo schermo, ed oggi ricopre anche l’incarico di direttore
artistico dell’Estate Romana.
Parliamo della tua ultima
apparizione in ordine di tempo, il reality show di Rai
Uno “Ritorno al presente”, da te poi vinto.
“Si è trattato non del
solito reality. Era nuovo in ogni senso, con il
passaggio tra le diverse epoche storiche, e lo vedevo
molto più vicino al mio ruolo di attrice. L’idea di
“Ritorno al Presente” è stata senza dubbio
azzeccatissima. Devo dire però che non lo hanno
realizzato bene, forse perché non era stato ancora
sperimentato e risultava difficile a livello di
organizzazione e di costi. Di certo, è stato molto
faticoso, “feroce” a livello psicologico e pesante,
perché ti allontani da un giorno all’altro dalle tue
abitudini, dalle comodità di ogni giorno. Ma, devo dire
che mi è servito per capire qualcosa in più della mia
carriera. Cioè volevo scoprire il giudizio del pubblico
ed il fatto di essere arrivata sino alla fine, per poi
addirittura vincere il gioco, mi ha fatto capire mi
vuole bene”.
Dopo tanti anni di
carriera, cosa pensi di questo tanto decantato mondo
dello spettacolo?
“Se questo mestiere te lo
senti dentro, d’istinto andrai a cercarlo e cercherà te.
Prima o poi lo troverai ed avrai successo. Altrimenti è
meglio lasciar perdere, perché è un mondo difficile,
complicato. E’ come un uomo che tu cerchi, vuoi, ma che
scappa via. Comunque, oggi come oggi conviene fare
qualcosa che sia alternativo. E’ un mestiere che può
iniziare e finire subito e che, in un certo senso,
“brucia” le persone. Realizzi magari un progetto
positivo, ma poi rischi di finire inevitabilmente nel
“mucchio”, insieme a quelli che centrano poco con l’arte
e con questo mestiere. Una volta si faceva il cabaret e
la gente veniva a vederti a teatro, mentre oggi si
guardano i reality e … devi partecipare ai reality.
Comunque, se uno ama questo lavoro, lo fa come se “ne
avesse fame”, sia in teatro che da qualche altra parte,
allora lo può fare, perché riceverà qualcosa in cambio.
In caso contrario è meglio lasciar perdere!”.
Cosa ti riserverà il
futuro dal punto di vista professionale?
“Tanto, tanto teatro.
Potrei ritornare nei paesi dell’America Latina come
ambasciatrice della Regione Lazio per alcuni spettacoli
rivolti ai nostri connazionali all’estero. E’ stato un
successo incredibile! Da settembre, poi, sarò
testimonial per una grossa compagnia telefonica ed
inizierò a girare la seconda parte del film
“Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Poi,
cominceranno gli stage della mia accademia di
recitazione a Roma ed altre iniziative ancora nel
cassetto. Ho ricevuto molte offerte, una più
interessante dell’altra, ed in giro per tutta l’Italia,
ma, per scaramanzia, non dico di più”.
Da galatinese, cosa pensi
di questa “rivalutazione” del fenomeno del tarantismo?
“Ovunque sia andata ho
sempre ricordato con orgoglio che Galatina è il paese
delle tarantate ed è inutile che colleghino questo
fenomeno alla Puglia o al Salento come più volte ho
sentito. Il tarantismo è stato sempre oggetto di studio,
ed oggi è un fenomeno di costume. Molti però collegano
il tarantismo alla musica, al ritmo, ma poco conoscono
della sua storia e delle sue tradizioni”.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 30.07.05
pag. 4)
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