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Daniele Masciullo

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:: Gegia: "Tarantismo, fenomeno di Galatina, non della Piglia"

Francesca Antonaci, nota al pubblico come Gegia, è una galatinese doc. Attrice, cantante e ballerina, da anni vive a Roma dove ha istituito una scuola di recitazione. Gegia, che nel 1982 è stata candidata al David di Donatello come miglior attrice per il film Bomber al fianco di Bad Spencer, ha interpretato numerosi film di successo per il piccolo schermo, ed oggi ricopre anche l’incarico di direttore artistico dell’Estate Romana.

Parliamo della tua ultima apparizione in ordine di tempo, il reality show di Rai Uno “Ritorno al presente”, da te poi vinto.

“Si è trattato non del solito reality. Era nuovo in ogni senso, con il passaggio tra le diverse epoche storiche, e lo vedevo molto più vicino al mio ruolo di attrice. L’idea di “Ritorno al Presente” è stata senza dubbio azzeccatissima. Devo dire però che non lo hanno realizzato bene, forse perché non era stato ancora sperimentato e risultava difficile a livello di organizzazione e di costi. Di certo, è stato molto faticoso, “feroce” a livello psicologico e pesante, perché ti allontani da un giorno all’altro dalle tue abitudini, dalle comodità di ogni giorno. Ma, devo dire che mi è servito per capire qualcosa in più della mia carriera. Cioè volevo scoprire il giudizio del pubblico ed il fatto di essere arrivata sino alla fine, per poi addirittura vincere il gioco, mi ha fatto capire mi vuole bene”.

Dopo tanti anni di carriera, cosa pensi di questo tanto decantato mondo dello spettacolo?

“Se questo mestiere te lo senti dentro, d’istinto andrai a cercarlo e cercherà te. Prima o poi lo troverai ed avrai successo. Altrimenti è meglio lasciar perdere, perché è un mondo difficile, complicato. E’ come un uomo che tu cerchi, vuoi, ma che scappa via. Comunque, oggi come oggi conviene fare qualcosa che sia alternativo. E’ un mestiere che può iniziare e finire subito e che, in un certo senso, “brucia” le persone. Realizzi magari un progetto positivo, ma poi rischi di finire inevitabilmente nel “mucchio”, insieme a quelli che centrano poco con l’arte e con questo mestiere. Una volta si faceva il cabaret e la gente veniva a vederti a teatro, mentre oggi si guardano i reality e … devi partecipare ai reality. Comunque, se uno ama questo lavoro, lo fa come se “ne avesse fame”, sia in teatro che da qualche altra parte, allora lo può fare, perché riceverà qualcosa in cambio. In caso contrario è meglio lasciar perdere!”.

Cosa ti riserverà il futuro dal punto di vista professionale?

“Tanto, tanto teatro. Potrei ritornare nei paesi dell’America Latina come ambasciatrice della Regione Lazio per alcuni spettacoli rivolti ai nostri connazionali all’estero. E’ stato un successo incredibile! Da settembre, poi, sarò testimonial per una grossa compagnia telefonica ed inizierò a girare la seconda parte del film “Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Poi, cominceranno gli stage della mia accademia di recitazione a Roma ed altre iniziative ancora nel cassetto. Ho ricevuto molte offerte, una più interessante dell’altra, ed in giro per tutta l’Italia, ma, per scaramanzia, non dico di più”.

Da galatinese, cosa pensi di questa “rivalutazione” del fenomeno del tarantismo?

“Ovunque sia andata ho sempre ricordato con orgoglio che Galatina è il paese delle tarantate ed è inutile che colleghino questo fenomeno alla Puglia o al Salento come più volte ho sentito. Il tarantismo è stato sempre oggetto di studio, ed oggi è un fenomeno di costume. Molti però collegano il tarantismo alla musica, al ritmo, ma poco conoscono della sua storia e delle sue tradizioni”.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 30.07.05 pag. 4)

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