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:: Caro-rifiuti: i commercianti galatinesi non ci stanno
Ritorna in
primo piano il problema del caro-rifiuti a Galatina. Della
vicenda ci eravamo già occupati in passato, quando, in seguito
alla notifica delle nuove tariffe per la raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, tanti cittadini si
erano visti recapitare dalla società mista Centro Salento
Ambiente, società che gestisce il servizio per conto del
Comune, delle bollette ‘salate’. Ora, a distanza di qualche
mese, e dopo l’applicazione delle norme del decreto Ronchi,
decreto che ha permesso di abbandonare definitivamente la
‘vecchia’ tassa (Tarsu) per applicare la tariffa, alcuni
imprenditori locali ritornano a manifestare il loro disappunto
per essere stati ‘colpiti’ dall’aumento dei costi previsti per
la raccolta dei rifiuti. “Un congruo numero di imprenditori,
titolari di alcune piccole aziende di Galatina, ha partecipato
ad una riunione che abbiamo organizzato alcuni giorni fa per
affrontare il delicato problema dei rifiuti – spiega Tonino
Martinucci, uno dei componenti del Comitato - la maggior parte
delle nostre aziende conferisce i rifiuti ad alcune ditte
specializzate, pagando il relativo prezzo di smaltimento. La
società mista Centro Salento Ambiente ha pensato bene di
‘tirate fuori’ più del 50% della somma necessaria a gestire la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solo da 1500 aziende.
Siamo noi, quindi, che contribuiamo in larga parte ad
abbattere questi costi della CSA, mentre la restante parte
viene coperta da 10.000 famiglie galatinesi. Le nostre aziende
devono sopportare tante altre spese ogni mese e, in più, su di
noi grava circa la metà del costo di gestione dei rifiuti. Non
vogliamo colpevolizzare nessuno, ma non possiamo pagare le
conseguenze di un tariffa creata in modo così ‘frettoloso’”.
Il Comitato di imprenditori intende approfondire la vicenda e
per questo coinvolgerà il Comune di Galatina. “Non vogliamo
assolutamente fare polemica, ma abbiamo intenzione di aprire
un dibattito con il Comune, l’ente che dovrebbe fissare le
tariffe, per chiarire ogni aspetto di questa situazione –
continua Martinucci - bisogna anche chiarire cos’è questo
costo e spiegare che il progetto è stato pensato per un bacino
di utenza di 100.000 abitanti, in quanto c’era la volontà di
consorziarsi con altri Comuni della provincia. Questo non è
avvenuto e, di conseguenza, tutte le spese gravano ora sui
contribuenti di Galatina. Questa tariffa come è stata
calcolata? Perché deve gravare per più del 50% su 1500 piccole
e medie aziende? – si chiede ancora l’imprenditore galatinese
- queste sono le due domande che, in modo garbato e senza fare
politica, intendiamo porre all’attenzione del Comune”. Nel
pomeriggio di giovedì 27 gennaio, in un noto albergo
cittadino, pubblico incontro promosso dal Comitato ed al quale
è stata invitata anche l’Amministrazione Comunale.
(Daniele
Masciullo - Il Gallo 22.01.05
pag. 22)
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