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Daniele Masciullo

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:: Caro-rifiuti: i commercianti galatinesi non ci stanno

Ritorna in primo piano il problema del caro-rifiuti a Galatina. Della vicenda ci eravamo già occupati in passato, quando, in seguito alla notifica delle nuove tariffe per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, tanti cittadini si erano visti recapitare dalla società mista Centro Salento Ambiente, società che gestisce il servizio per conto del Comune, delle bollette ‘salate’. Ora, a distanza di qualche mese, e dopo l’applicazione delle norme del decreto Ronchi, decreto che ha permesso di abbandonare definitivamente la ‘vecchia’ tassa (Tarsu) per applicare la tariffa, alcuni imprenditori locali ritornano a manifestare il loro disappunto per essere stati ‘colpiti’ dall’aumento dei costi previsti per la raccolta dei rifiuti. “Un congruo numero di imprenditori, titolari di alcune piccole aziende di Galatina, ha partecipato ad una riunione che abbiamo organizzato alcuni giorni fa per affrontare il delicato problema dei rifiuti – spiega Tonino Martinucci, uno dei componenti del Comitato - la maggior parte delle nostre aziende conferisce i rifiuti ad alcune ditte specializzate, pagando il relativo prezzo di smaltimento. La società mista Centro Salento Ambiente ha pensato bene di ‘tirate fuori’ più del 50% della somma necessaria a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solo da 1500 aziende. Siamo noi, quindi, che contribuiamo in larga parte ad abbattere questi costi della CSA, mentre la restante parte viene coperta da 10.000 famiglie galatinesi. Le nostre aziende devono sopportare tante altre spese ogni mese e, in più, su di noi grava circa la metà del costo di gestione dei rifiuti. Non vogliamo colpevolizzare nessuno, ma non possiamo pagare le conseguenze di un tariffa creata in modo così ‘frettoloso’”. Il Comitato di imprenditori intende approfondire la vicenda e per questo coinvolgerà il Comune di Galatina. “Non vogliamo assolutamente fare polemica, ma abbiamo intenzione di aprire un dibattito con il Comune, l’ente che dovrebbe fissare le tariffe, per chiarire ogni aspetto di questa situazione – continua Martinucci - bisogna anche chiarire cos’è questo costo e spiegare che il progetto è stato pensato per un bacino di utenza di 100.000 abitanti, in quanto c’era la volontà di consorziarsi con altri Comuni della provincia. Questo non è avvenuto e, di conseguenza, tutte le spese gravano ora sui contribuenti di Galatina. Questa tariffa come è stata calcolata? Perché deve gravare per più del 50% su 1500 piccole e medie aziende? – si chiede ancora l’imprenditore galatinese - queste sono le due domande che, in modo garbato e senza fare politica, intendiamo porre all’attenzione del Comune”. Nel pomeriggio di giovedì 27 gennaio, in un noto albergo cittadino, pubblico incontro promosso dal Comitato ed al quale è stata invitata anche l’Amministrazione Comunale.

(Daniele Masciullo - Il Gallo 22.01.05 pag. 22)

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