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:: Speciale Carnevale: tradizioni alimentari
La tradizione alimentare
del periodo Quaresimale è caratterizzato da grande
moderazione, difatti, come sappiamo, vengono banditi
dalle tavole la carne, le uova ed i formaggi. Tali
privazioni terminano durante la Settimana Santa e si
preparano i dolci tipici pasquali, tra questi la “cuddhura”,
dolce di forma circolare con dentro uova sode col
guscio, che, secondo la tradizione, vengono regalate
dalle ragazze ai fidanzati nel giorno della
Resurrezione. “Il termine cuddhura deriva dal greco
Coulloura col quale gli antichi greci indicavano
particolari focacce offerte agli dei in cambio di favori
e benevolenza – ci racconta la sig.ra Anna Maria - in
epoca cristiana tale offerta si rivolge ai fidanzati e
non più agli dei pagani. Le cuddhure possono essere di
diversi tipi: a forma di "campanaru" (campanile),
destinato ai più piccoli, di "gadduzzu" (galletto) per i
ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze. In passato
– continua Anna Maria - le cuddhure venivano portate in
chiesa la mattina del sabato santo per la benedizione
che, nella solennità della Resurrezione, risvegliava
l'idea di fecondità consacrandone il valore”.Questi
gli ingredienti necessari per preparare il dolce:
600 grammi di farina,
200 gr. di strutto,
200 gr. di zucchero,
una bustina di lievito
per dolci,
quattro uova e uova sode da
inserire nel dolce. “Mettere
la farina a fontana sulla spianatoia e mescolarla con lo
zucchero e il lievito – ci spiega la signora Anna Maria
- aggiungere lo strutto, le uova ed impastare. Lavorare
a lungo per ottenere una pasta omogenea e consistente.
Dividere la pasta in quattro parti uguali e, aiutandosi
con delle sagome ritagliate in cartone, con le mani e un
pò di fantasia, modellare le cuddhure che prenderanno le
diverse forme di "galletto" o "pupa”.. Modellare una
forma di cuore per gli innamorati e un cestino ("lu
panarieddhru") per augurare abbondanza o un campanile ("lu
campanaru") per risuonare le campane al Cristo risorto.
Al centro di ogni cuddhura inserire una o più uova sode
ma sempre in numero dispari. Adagiarle su una piastra
unta di olio e cuocerle a forno moderato fino a quando
diventeranno di colore dorata”. Un altro dolce
tipico di Carnevale sono le “chiacchiere”, croccanti
frittelle ricoperte di zucchero a velo. La ricetta per
prepararle è molto semplice. Questi gli ingredienti: 400
grammi di farina, 60 gr. di zucchero, 80 gr. di burro,
una tazzina di olio,. due uova, un bicchiere di vino
bianco secco oppure di anice, 300 gr. di zucchero a
velo. Chiediamo sempre alla signora Anna Maria di
spiegarci come preparare queste gustose frittelle: “Si
impasta la farina con lo zucchero, il burro, l'olio e le
uova. Si amalgama il tutto ben bene. Si può ammorbidire
la pasta con vino o anice. Si lavora a lungo e si stende
una sfoglia sottile che poi si ritaglia in diverse forme
come rombi, triangoli, quadrati o semplici striscioline
da annodare in modi diversi. Si frigge il tutto in
abbondante olio finché non si ottiene un prodotto dorata
e croccante. L’ultima operazione, prima di servire, è
quella di spolverare con dello zucchero a velo”.
(Daniele Masciullo - Il Picchio
Magazine gennaio-febbraio 2008 pag. 38)
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