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Daniele Masciullo

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:: Speciale Carnevale: tradizioni alimentari

La tradizione alimentare del periodo Quaresimale è caratterizzato da grande moderazione, difatti, come sappiamo, vengono banditi dalle tavole la carne, le uova ed i formaggi. Tali privazioni terminano durante la Settimana Santa e si preparano i dolci tipici pasquali, tra questi la “cuddhura”, dolce di forma circolare con dentro uova sode col guscio, che, secondo la tradizione, vengono regalate dalle ragazze ai fidanzati nel giorno della Resurrezione. “Il termine cuddhura deriva dal greco Coulloura col quale gli antichi greci indicavano particolari focacce offerte agli dei in cambio di favori e benevolenza – ci racconta la sig.ra Anna Maria - in epoca cristiana tale offerta si rivolge ai fidanzati e non più agli dei pagani. Le cuddhure possono essere di diversi tipi: a forma di "campanaru" (campanile), destinato ai più piccoli, di "gadduzzu" (galletto) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze. In passato – continua Anna Maria - le cuddhure venivano portate in chiesa la mattina del sabato santo per la benedizione che, nella solennità della Resurrezione, risvegliava l'idea di fecondità consacrandone il valore”.Questi gli ingredienti necessari per preparare il dolce: 600 grammi di farina, 200 gr. di strutto, 200 gr. di zucchero, una bustina di lievito per dolci, quattro uova e uova sode da inserire nel dolce. “Mettere la farina a fontana sulla spianatoia e mescolarla con lo zucchero e il lievito – ci spiega la signora Anna Maria -  aggiungere lo strutto, le uova ed impastare. Lavorare a lungo per ottenere una pasta omogenea e consistente. Dividere la pasta in quattro parti uguali e, aiutandosi con delle sagome ritagliate in cartone, con le mani e un pò di fantasia, modellare le cuddhure che prenderanno le diverse forme di "galletto" o "pupa”.. Modellare una forma di cuore per gli innamorati e un cestino ("lu panarieddhru") per augurare abbondanza o un campanile ("lu campanaru") per risuonare le campane al Cristo risorto. Al centro di ogni cuddhura inserire una o più uova sode ma sempre in numero dispari. Adagiarle su una piastra unta di olio e cuocerle a forno moderato fino a quando diventeranno di colore dorata”. Un altro dolce tipico di Carnevale sono le “chiacchiere”, croccanti frittelle ricoperte di zucchero a velo. La ricetta per prepararle è molto semplice. Questi gli ingredienti: 400 grammi di farina, 60 gr. di zucchero, 80 gr. di burro, una tazzina di olio,. due uova, un bicchiere di vino bianco secco oppure di anice, 300 gr. di zucchero a velo. Chiediamo sempre alla signora Anna Maria di spiegarci come preparare queste gustose frittelle: “Si impasta la farina con lo zucchero, il burro, l'olio e le uova. Si amalgama il tutto ben bene. Si può ammorbidire la pasta con vino o anice. Si lavora a lungo e si stende una sfoglia sottile che poi si ritaglia in diverse forme come rombi, triangoli, quadrati o semplici striscioline da annodare in modi diversi. Si frigge il tutto in abbondante olio finché non si ottiene un prodotto dorata e croccante. L’ultima operazione, prima di servire, è quella di spolverare con dello zucchero a velo”.

(Daniele Masciullo - Il Picchio Magazine  gennaio-febbraio 2008  pag. 38)

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