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:: Malato, ma non inabile: doppia condanna
Questa è la storia di Marino Perrone, originario di
Galatina ma da molti anni residente nella vicina Soleto.
Ha quarant’anni ed ha lavorato sino a qualche mese fa
come operaio addetto alla manutenzione stradale per
un’impresa della zona. La sua è una triste storia:
inizia nel gennaio del 2002. Affetto da asma bronchiale
cronico-ostruttiva, Marino viene ricoverato in un
ospedale per alcuni accertamenti. Col passare del tempo,
però, la situazione peggiora ed è così che decide
insieme alla sua famiglia di consultare alcuni
specialisti. “Ho fatto prima la consulenza da uno
pneumologo di Bologna e, dopo consulenze ed esami come
scintigrafie, tac e biopsie, hanno deciso di
ricoverarmi; mi avevano diagnosticato un tumore
mediastinico con cellule maligne e si rendeva quindi
necessaria l’operazione d’urgenza”. Più precisamente, si
trattava di un timoma, un malattia in cui le cellule
tumorali si trovano nei tessuti del timo, un piccolo
organo situato dietro lo sterno. Data la gravità della
situazione, Marino viene sottoposto ad un delicato
intervento chirurgico durato più di sei ore. “Dopo poco
tempo dall’intervento ho avvertito i primi sintomi della
miastenia gravis, patologia motoria che interessa il
sistema neuromuscolare – dice Marino - all’inizio non
conoscevo il tipo di malattia e mi sono rivolto ad
alcuni specialisti della nostra provincia per sottoporre
il problema. Un primo neurologo mi hanno diagnosticato
uno stress da lavoro mentre un altro, senza prendere in
considerazione gli esami e l’operazione subita a
Bologna, ha dimostrato l’intenzione di ricoverarmi per
ulteriori accertamenti pensando addirittura ad una
paralisi. Confuso, Marino decide di interpellare un
chirurgo toracico di Bologna che, dopo aver verificato i
sintomi, preoccupato della situazione clinica, lo ha
invitato a recarsi nuovamente in ospedale per una visita
urgente. “Sono stato visitato anche da un neurologo che,
resosi immediatamente conto della gravità della
situazione, mi ha suggerito un ricovero immediato per
iniziare la terapia di plasmaferesi, l’unica soluzione
veloce che mi potesse aiutare. Questa terapia, il cui
termine significa "separazione del plasma", è un metodo
per rimuovere alcune sostanze dal plasma sanguigno”. Ad
oggi, Marino può contare solo su 307 euro nette che
percepisce come indennità per malattia a causa dell’asma
bronchiale. Questa cifra non è nemmeno sufficiente a
comprare i medicinali, senza contare poi delle spese
relative alle visite mediche e alle trasferte a Bologna
per sottoporsi ai controlli periodici. Marino, dopo aver
ricevuto dai medici di Bologna la conferma della sua
inabilità, decide di inoltrare agli uffici Inps la
relativa domanda. Dopo essersi sottoposto a due diverse
visite mediche, il 15 gennaio scorso a Galatina e il 21
a Lecce, la commissione respinge la richiesta di
inabilità. “Patologie insufficienti”. “Mi hanno solo
riconfermato l’invalidità ma, probabilmente, non hanno
preso in considerazione il mio caso. La commissione
conosce davvero quelli che sono i sintomi della
malattia, la sofferenza fisica e mentale alla quale è
soggetto chi soffre di questo male?” – si chiede Marino.
Nel prossimo mese di giugno, terminerà il periodo di 180
giorni che la ditta presso la quale lavorava gli ha
concesso per motivi di malattia. “Cosa succederà dal 1
luglio per me e la mia famiglia? Probabilmente farò
ricorso ma dovrà trascorrerà molto tempo prima che si
possa arrivare ad una soluzione”. L’ultimo pensiero è
rivolto all’equipe medica di Bologna. “Vorrei
ringraziare tutto lo staff medico e, in particolare, il
chirurgo toracico Maurizio Boaron, il neurologo Gaetano
Procaccianti e lo pneumologo Alberto Cavalli per la loro
professionalità e, soprattutto, la grande umanità
dimostrata nei miei confronti”.
(Daniele
Masciullo - Nuovo Quotidiano di Puglia 10.04.04 pag. 21)
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