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Daniele Masciullo

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:: Malato, ma non inabile: doppia condanna

Questa è la storia di Marino Perrone, originario di Galatina ma da molti anni residente nella vicina Soleto. Ha quarant’anni ed ha lavorato sino a qualche mese fa come operaio addetto alla manutenzione stradale per un’impresa della zona. La sua è una triste storia: inizia nel gennaio del 2002. Affetto da asma bronchiale cronico-ostruttiva, Marino viene ricoverato in un ospedale per alcuni accertamenti. Col passare del tempo, però, la situazione peggiora ed è così che decide insieme alla sua famiglia di consultare alcuni specialisti. “Ho fatto prima la consulenza da uno pneumologo di Bologna e, dopo consulenze ed esami come scintigrafie, tac e biopsie, hanno deciso di ricoverarmi; mi avevano diagnosticato un tumore mediastinico con cellule maligne e si rendeva quindi necessaria l’operazione d’urgenza”. Più precisamente, si trattava di un timoma, un malattia in cui le cellule tumorali si trovano nei tessuti del timo, un piccolo organo situato dietro lo sterno. Data la gravità della situazione, Marino viene sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durato più di sei ore. “Dopo poco tempo dall’intervento ho avvertito i primi sintomi della miastenia gravis, patologia motoria che interessa il sistema neuromuscolare – dice Marino - all’inizio non conoscevo il tipo di malattia e mi sono rivolto ad alcuni specialisti della nostra provincia per sottoporre il problema. Un primo neurologo mi hanno diagnosticato uno stress da lavoro mentre un altro, senza prendere in considerazione gli esami e l’operazione subita a Bologna, ha dimostrato l’intenzione di ricoverarmi per ulteriori accertamenti pensando addirittura ad una paralisi. Confuso, Marino decide di interpellare un chirurgo toracico di Bologna che, dopo aver verificato i sintomi, preoccupato della situazione clinica, lo ha invitato a recarsi nuovamente in ospedale per una visita urgente. “Sono stato visitato anche da un neurologo che, resosi immediatamente conto della gravità della situazione, mi ha suggerito un ricovero immediato per iniziare la terapia di plasmaferesi, l’unica soluzione veloce che mi potesse aiutare. Questa terapia, il cui termine significa "separazione del plasma", è un metodo per rimuovere alcune sostanze dal plasma sanguigno”. Ad oggi, Marino può contare solo su 307 euro nette che percepisce come indennità per malattia a causa dell’asma bronchiale. Questa cifra non è nemmeno sufficiente a comprare i medicinali, senza contare poi delle spese relative alle visite mediche e alle trasferte a Bologna per sottoporsi ai controlli periodici. Marino, dopo aver ricevuto dai medici di Bologna la conferma della sua inabilità, decide di inoltrare agli uffici Inps la relativa domanda. Dopo essersi sottoposto a due diverse visite mediche,  il 15 gennaio scorso a Galatina e il 21 a Lecce, la commissione respinge la richiesta di inabilità. “Patologie insufficienti”. “Mi hanno solo riconfermato l’invalidità ma, probabilmente, non hanno preso in considerazione il mio caso. La commissione conosce davvero quelli che sono i sintomi della malattia, la sofferenza fisica e mentale alla quale è soggetto chi soffre di questo male?” – si chiede Marino. Nel prossimo mese di giugno, terminerà il periodo di 180 giorni che la ditta presso la quale lavorava gli ha concesso per motivi di malattia. “Cosa succederà dal 1 luglio per me e la mia famiglia? Probabilmente farò ricorso ma dovrà trascorrerà molto tempo prima che si possa arrivare ad una soluzione”. L’ultimo pensiero è rivolto all’equipe medica di Bologna. “Vorrei ringraziare tutto lo staff medico e, in particolare, il chirurgo toracico Maurizio Boaron, il neurologo Gaetano Procaccianti e lo pneumologo Alberto Cavalli per la loro professionalità e, soprattutto, la grande umanità dimostrata nei miei confronti”.

(Daniele Masciullo - Nuovo Quotidiano di Puglia 10.04.04 pag. 21)

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