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Daniele Masciullo

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:: Dopo mezzo secolo, ritorna San Lazzaro

Dopo più di cinquant’anni, la statua raffigurante San Lazzaro viene restituita ai fedeli di Galatina. Il recupero della scultura in pietra leccese, risalente probabilmente al ‘700, è una scoperta archeologica molto importante per il Salento e, in modo particolare, per i galatinesi. Da molti anni, infatti, si era persa ogni traccia di quella statua oggetto di devozione da parte dei fedeli della chiesa dello Spirito Santo. Il recupero è stato effettuato dal nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce e rientra in una indagine già avviata dagli stessi militari e finalizzata alla tutela ed alla salvaguardia dei beni storico-culturali del Salento. L’operazione è stata condotta dal luogotenente Michele Caldarola e dal brigadiere Giovanni Lanciano, addetti alla tutela dei beni culturali, sotto la direzione del tenente colonnello Michele Dell’Agli. La statua di San Lazzaro è stata ritrovata a Santa Maria al Bagno, marina di Nardò, in località Quattro Colonne, all’interno di un complesso agrituristico dove, quasi certamente, è rimasta ‘custodita’ per più di mezzo secolo. Sino agli anni ’50, secondo quanto ci racconta il rettore Don Fedele Lazari, la scultura in pietra era collocata nel piazzale antistante il dismesso Convento Cappuccini di Galatina, ora divenuto Chiesa dello Spirito Santo. Il convento, lo ricordiamo, fu edificato nella seconda metà del cinquecento per volere del giureconsulto Niccolò Zimarra mentre l’annessa chiesa, dedicata appunto allo Spirito Santo, fu consacrata nel 1681 da Mons. Orazio Fortunato, vescovo di Nardò. Poi, nel 1866, a causa della soppressione degli ordini religiosi, i frati cappuccini abbandonarono la struttura che fu trasformata in lazzaretto, in rifugio di sfollati nella seconda guerra mondiale, per poi essere completamente abbandonata. “La statua di San Lazzaro – ricorda l’architetto Antonella Perrone, tecnico interpellato dal rettore per fare un primo esame della scultura - si trovava sul basamento del piazzale antistante l’ex convento perché, originariamente, si presuppone ci fosse collocata una croce a ricordare l’insediamento dei frati cappuccini a Galatina”. La scultura venne abbattuta in seguito a dei lavori di lottizzazione per la costruzione di alcuni nuovi edifici e, poi, abbandonata. “Quando sono state fatte queste lottizzazioni abusive, la statua ricadeva su uno di questi terreni – dichiara Perrone - poi, è sparita”. Soltanto la testa della scultura, tra l’altro rotta in tre pezzi, fu recuperata dai fedeli e consegnata al parroco. Secondo il racconto di Don Fedele Lazari, il resto della statua venne recuperata da altre persone che la abbandonarono nelle vicinanze di Santa Maria al Bagno, proprio nell'area in cui è stato effettuato il ritrovamento. Oggi, a conclusione delle indagini effettuate dai militari della Guardia di Finanza, la statua è stata restituita al rettore della Chiesa dello Spirito Santo ma, per riportarla al suo antico splendore, dovrà essere sottoposta a degli attenti lavori di restauro. “Occorre stilare un progetto di restauro e, soprattutto, di consolidamento della statua – suggerisce  l’architetto - è necessario effettuare il recupero lapideo e passare, poi, alla fase esecutiva. Occorrerà comunque fare una ricerca storica sulla statua di San Lazzaro ed uno studio morfologico e dimensionale della struttura anche in virtù di opportune integrazioni che si rendano necessarie nella fase di restauro”. La statua, anche se sono trascorsi molti anni, è stata ritrovata in buone condizioni: “nonostante sia stata corrosa dalla salsedine, in quanto abbandonata in prossimità del mare, le condizioni non preoccupano – ci rassicura il tecnico – la parte posteriore della statua, che oltre della testa è anche priva delle braccia e del pastorale, è molto corrosa, a differenza della parte anteriore che si trova in condizioni decisamente migliori. La statua è davvero molto bella. Il mantello, all’altezza del petto, ha un foro dove, da una prima indagine, si presuppone fosse inserito il pastorale. Sui piedi, invece, si vede il dettaglio dei merletti studiati per mettere in evidenza la differenza di tessuto che caratterizzava il mantello dal vestito vero e proprio”. Il restauro della statua rientra in un più ampio progetto di riqualificazione del piazzale antistante la Chiesa di Santo Spirito: “si intende rivalorizzare quello spazio - ci confida l’architetto Perrone - con la collocazione della statua di San Lazzaro proprio in quello stesso luogo dal quale, circa mezzo secolo fa, era stata portata via”.

(Daniele Masciullo - Nuovo Quotidiano di Puglia 18.02.04 pag. 20)

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