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Daniele Masciullo

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:: Il Dollaro Statunitense

La moneta ampiamente utilizzata come valuta di riserva

Il Dollaro Statunitense (USD) non è solo la valuta ufficiale degli Stati Uniti d'America, ma è anche la principale moneta del globo ampiamente utilizzata come valuta di riserva. Inoltre anche alcune nazioni al di fuori della giurisdizione statunitense usano il Dollaro Usa come valuta ufficiale: Ecuador, Palau, Timor Est, Panamá e gli Stati Federati di Micronesia.

Il Dollaro, la prima valuta nella storia per cui venne utilizzato il sistema metrico decimale, è utilizzato dal 1785 e dal 1929 le banconote sono stampate dalla Federal Reserve.

Attualmente, le denominazioni pari o inferiori a un dollaro sono emesse in moneta, mentre quelle uguali o superiori a un dollaro sono emesse in banconote. La banconota da un dollaro, comunque, è molto più diffusa della moneta di pari valore facciale.

Tale valuta è spesso chiamata “biglietto verde” per il colore dominante con cui sono stampate le banconote: durante la Guerra di secessione americana (1862) la Federal Reserve iniziò a emettere moneta, supportata dal Dollaro Spagnolo. Un lato delle banconote stampate era verde  e per questo vennero dette “greenbacks”, anche per distinguerle dai dollari della potenza coloniale europea. Da allora, per tradizione, la cartamoneta ha quel colore. A partire dal 9 ottobre 2003, tuttavia, è entrata in circolazione la banconota da 20$ a colori (la prima dal 1905) per contrastare la crescente contraffazione

La preminenza del biglietto verde rispetto alle altre valute si cementa a partire dal 1944 con gli accordi internazionali di Bretton Woods, che istituiscono il Fondo Monetario Internazionale.  Firmando il trattato gli Stati Uniti si erano impegnati a rendere convertibili i dollari in oro in ragione del cambio di 35 dollari per un’oncia d’oro. Gli altri Paesi aderenti all’accordo dovevano fissare il loro tasso di cambio rispetto al biglietto verde. In parole povere per ogni 35 dollari in circolazione era depositata un’oncia d’oro nei forzieri di Fort Knox e chiunque poteva chiedere la conversione della cartamoneta in metallo prezioso. Il sistema rendeva così il dollaro la principale riserva nel mondo e da allora nei caveau della Banche Centrali sono depositate grandi quantità di valuta americana, o di certificati che ne attestano il possesso. Tuttavia per finanziare le enormi spese della guerra del Vietnam  gli USA hanno messo mano ai torchi da stampa producendo una tal massa di cartamoneta che la Federal Reserve non poteva più assicurare la convertibilità della moneta in oro. Il 15 agosto 1971 per decreto del presidente americano Richard Nixon viene completamente abolita la convertibilità totale del dollaro in oro ed il sistema di Bretton Woods crolla.

Nonostante la non convertibilità in oro, il biglietto verde continua comunque a restare la principale riserva valutaria del pianeta: il 51% delle riserve in valuta estera nel mondo sono rappresentate dai biglietti stampati dalla Fed. Questo è dovuto soprattutto al fatto che le materie prime vengono quotate in dollari e tra queste la più importante in assoluto, il petrolio.

I produttori petroliferi arabi, infatti, continuarono a vendere il loro petrolio solo contro dollari, anche dopo il Gold Standard. Prima del '71 la maggior parte dei “petrodollari” tornavano in USA, venivano convertiti in oro e depositati nelle banche degli Stati Uniti. Dopo il '71, i produttori Arabi iniziarono a investirli in titoli di Stato americani (soprattutto Treasury Bond), sostenendo il cambio del dollaro attuale. Il petrolio è contrattato esclusivamente in dollari sia al Nymex di New York sia all' International Petroleum Exchange (IPE) di Londra[1].

Il simbolo comunemente usato per il Dollaro Statunitense è $. Il codice ISO 4217[2] è USD.
 

[1] Ricordiamo comunque che di recente l'Iran ha annunciato il progetto di aprire di una borsa in cui la compra-vendita dell'oro nero avvenga in euro, una valuta alla quale non corrisponde un deficit commerciale elevato come quello statunitense. Il Presidente russo Putin si è pronunciato relatiamente all'intenzione di realizzzare una Borsa per la negoziazione del petrolio e del gas della Russia in rubli.

[2] L' ISO 4217 è uno standard internazionale, stabilito dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni ISO, che utilizza codici di tre lettere per definire i nomi delle valute. Le prime due lettere del codice corrispondono al codice nazionale (definito dall'ISO 3166-1 alpha-2). Questo sistema di codificazione elimina il problema causato da nomi come Dollaro, Franco e Sterlina utilizzati in dozzine di nazioni diverse, ma con valori differenti.

(Fonta: www.borsaitaliana.it - Novembre 2006)

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© 2004 Daniele Masciullo