Il Dollaro Statunitense (USD) non è
solo la valuta ufficiale degli Stati Uniti
d'America, ma è anche la principale moneta del globo
ampiamente utilizzata come valuta di riserva. Inoltre
anche alcune nazioni al di fuori della giurisdizione
statunitense usano il Dollaro Usa come valuta ufficiale:
Ecuador, Palau, Timor Est, Panamá e gli Stati Federati
di Micronesia.
Il Dollaro, la prima valuta nella
storia per cui venne utilizzato il sistema metrico
decimale, è utilizzato dal 1785 e dal 1929 le
banconote sono stampate dalla Federal Reserve.
Attualmente, le denominazioni pari o
inferiori a un dollaro sono emesse in moneta, mentre
quelle uguali o superiori a un dollaro sono emesse in
banconote. La banconota da un dollaro, comunque, è molto
più diffusa della moneta di pari valore facciale.
Tale valuta è spesso chiamata
“biglietto verde” per il colore dominante con cui sono
stampate le banconote: durante la Guerra di secessione
americana (1862) la Federal Reserve iniziò a emettere
moneta, supportata dal Dollaro Spagnolo. Un lato delle
banconote stampate era verde e per questo vennero dette
“greenbacks”, anche per distinguerle dai dollari
della potenza coloniale europea. Da allora, per
tradizione, la cartamoneta ha quel colore. A partire dal
9 ottobre 2003, tuttavia, è entrata in circolazione la
banconota da 20$ a colori (la prima dal 1905) per
contrastare la crescente contraffazione
La preminenza del biglietto verde
rispetto alle altre valute si cementa a partire dal 1944
con gli accordi internazionali di Bretton Woods,
che istituiscono il Fondo Monetario Internazionale.
Firmando il trattato gli Stati Uniti si erano impegnati
a rendere convertibili i dollari in oro in ragione del
cambio di 35 dollari per un’oncia d’oro. Gli altri Paesi
aderenti all’accordo dovevano fissare il loro tasso di
cambio rispetto al biglietto verde. In parole povere per
ogni 35 dollari in circolazione era depositata un’oncia
d’oro nei forzieri di Fort Knox e chiunque poteva
chiedere la conversione della cartamoneta in metallo
prezioso. Il sistema rendeva così il dollaro la
principale riserva nel mondo e da allora nei caveau
della Banche Centrali sono depositate grandi quantità di
valuta americana, o di certificati che ne attestano il
possesso. Tuttavia per finanziare le enormi spese della
guerra del Vietnam gli USA hanno messo mano ai torchi
da stampa producendo una tal massa di cartamoneta che la
Federal Reserve non poteva più assicurare la
convertibilità della moneta in oro. Il 15 agosto 1971
per decreto del presidente americano Richard Nixon viene
completamente abolita la convertibilità totale del
dollaro in oro ed il sistema di Bretton Woods crolla.
Nonostante la non convertibilità in
oro, il biglietto verde continua comunque a restare la
principale riserva valutaria del pianeta: il 51%
delle riserve in valuta estera nel mondo sono
rappresentate dai biglietti stampati dalla Fed. Questo è
dovuto soprattutto al fatto che le materie prime vengono
quotate in dollari e tra queste la più importante in
assoluto, il petrolio.
I produttori petroliferi arabi,
infatti, continuarono a vendere il loro petrolio solo
contro dollari, anche dopo il Gold Standard. Prima del
'71 la maggior parte dei “petrodollari” tornavano in
USA, venivano convertiti in oro e depositati nelle
banche degli Stati Uniti. Dopo il '71, i produttori
Arabi iniziarono a investirli in titoli di Stato
americani (soprattutto Treasury Bond), sostenendo il
cambio del dollaro attuale. Il petrolio è contrattato
esclusivamente in dollari sia al Nymex di New York sia
all' International Petroleum Exchange (IPE) di
Londra[1].
Il simbolo comunemente usato
per il Dollaro Statunitense è $. Il codice ISO
4217[2] è USD.
[1] Ricordiamo comunque che di
recente l'Iran ha annunciato il progetto di aprire
di una borsa in cui la compra-vendita dell'oro nero
avvenga in euro, una valuta alla quale non
corrisponde un deficit commerciale elevato come
quello statunitense. Il Presidente russo Putin si è
pronunciato relatiamente all'intenzione di
realizzzare una Borsa per la negoziazione del
petrolio e del gas della Russia in rubli.
[2] L' ISO 4217 è uno standard
internazionale, stabilito dall'Organizzazione
Internazionale per le Standardizzazioni ISO, che
utilizza codici di tre lettere per definire i nomi
delle valute. Le prime due lettere del codice
corrispondono al codice nazionale (definito dall'ISO
3166-1 alpha-2). Questo sistema di codificazione
elimina il problema causato da nomi come Dollaro,
Franco e Sterlina utilizzati in dozzine di nazioni
diverse, ma con valori differenti.
(Fonta:
www.borsaitaliana.it
- Novembre 2006)