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Giorno: 15 Dicembre 2012

#Arte e cultura

Primo Levi. La condizione dello scrittore

Nella primavera del 1977 Mario Miccinesi e Flora Vincenti, che dirigono “Uomini e libri”, un periodico d’informazione bibliografica, inviano un questionario a vari scrittori italiani (n. 63, marzo-aprile 1977). Li interrogano sulla loro posizione nel contesto politico italiano. A gennaio sono state occupate le università; a Bologna uno studente è stato ucciso dalla polizia, e nella stessa città a settembre si tiene il convegno contro la repressione; in precedenza c’è stata la cacciata di Luciano Lama, leader della CGIL, dall’Università di Roma. È esploso il Movimento del 77, mentre il terrorismo brigatista sta raggiungendo il suo culmine. Nel marzo dell’anno dopo viene sequestrato e ucciso Aldo Moro. Primo Levi sta per pubblicare La chiave a stella (esce nel 1978), che vincerà il Premio Strega, ma sarà criticato sulle colonne di “Lotta continua” per la sua idea del lavoro come approssimazione della felicità in terra. In questo contesto, lo scrittore, che è legato alla rivista (Flora Vinceti ha pubblicato nel 1973 una delle prime e informate monografie sull’autore di Se questo è un uomo), risponde prontamente al questionario su “La condizione dello scrittore nel contesto politico italiano”, preceduto da una riflessione della redazione. Qui di seguito le domande e le risposte di Levi.