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Abbi il coraggio di conoscere

Anno: 2014

#Internet e new tech

Gli smartphone stanno modificando il nostro cervello

Li usiamo ogni giorno per chattare, per scrivere email, per fare acquisti e per cercare notizie. Tante ore trascorse a passare le dita sugli schermi degli smartphone possono modificare in qualche modo il nostro senso del tatto? Ovviamente sì. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology da un team di ricercatori dell’Università di Zurigo, che svela come il cervello dei grandi utilizzatori di smartphone e tablet mostri un’attività molto superiore alla norma nelle aree deputate all’elaborazione delle informazioni tattili provenienti dai polpastrelli delle dita.

#Curiosita'

Istat, 22 milioni di italiani mai su internet

Nel 2014 aumenta rispetto al 2013 la quota di famiglie con un accesso ad Internet da casa (dal 60,7% al 64%), ma ci sono ancora 21 milioni e 994 mila persone che non ‘navigano’ (38,3% popolazione residente). E’ quanto fa sapere l’Istat nel rapporto sul 2014, che appunto sottolinea: “quasi 22 milioni di persone non hanno mai utilizzato Internet”. Tra gli italiani mai su internet si ritrovano soprattutto i più anziani. E tra i meno ‘connessi’ gli alunni delle elementari. Tra il 2013 e il 2014 si riducono inoltre le disparità sociali relative al possesso di alcuni beni tecnologici mentre rimane stabile il divario sul territorio, con le famiglie del Mezzogiorno in forte ritardo.

#Interviste

Stefano Bisi: “Massoni si nasce. Esserlo è un pregio”

Si intitola Massoni. Società a responsabilità illimitata. È il libro con cui Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (God), sta scalando le classifiche di vendita in Italia. Un testo corposo, oltre 600 pagine nella quali l’autore bolla i personaggi più influenti della storia contemporanea (da Margareth Tatcher ad Angela Merkel fino a Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Osama Bin Laden e Barack Obama) come massoni. Si tratta, come ha spiegato lo stesso Magaldi, dell’inizio di una trilogia che promette altre «sconcertanti» rivelazioni.

#Libri

“Il Grande Salento”, la guida che guarda al futuro che cambia

In libreria la prima guida su “Il Grande Salento” (edizione 2015) pubblicata dalla Glocal Editrice di Lecce, comprendente le due “capitali” di Lecce e Brindisi, divenute un’insostituibile asse logistico per lo sviluppo turistico dell’intera area. Oltre ai Comuni delle due province, la guida comprende, per contiguità turistica, anche quelli della Valle d’Itria, specifico e autonomo patrimonio ambientale, che, oltre a Bari e Taranto, ricade pure nella provincia di Brindisi. La guida, diretta dal giornalista Lino De Matteis, è stata realizzata su progetto grafico dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e si apre con le introduzioni dei sindaci di Lecce, Paolo Perrone, e di Brindisi, Mimmo Consales.

#Ricerca

Surf tra tv, rete e carta stampata: l’informazione diventa ibrida

L’atlante di Demos dedicato al rapporto fra “Gli italiani e l’informazione”, giunto all’VIII edizione, descrive l’affermarsi di un sistema “ibrido” (per citare una nota definizione di Andrew Chadwick). Dove il ricorso ai new media non esclude i media tradizionali. Ma si traduce in nuove e diverse forme di integrazione. D’altronde, ormai metà dei cittadini si informa ogni giorno attraverso Internet. Il doppio rispetto al 2007 e quasi 10 punti in più di due anni fa. Nell’ultimo anno, invece, la crescita è stata più limitata: 2 punti. Solo la televisione, ormai, supera  –  ancora largamente  –  la Rete, come canale di informazione “quotidiana”. Ma la distanza fra la tv e la Rete, dal 2007, si è dimezzata da (circa) 60 ai 30 punti attuali.

#Opinioni

Perché Internet ha bisogno di nuove regole

Perché si è tornati a discutere intensamente di nuove regole per Internet, addirittura di una sua “costituzione”? La spiegazione si trova nel congiungersi di una serie di fattori tecnologici, politici e istituzionali, che hanno modificato un contesto considerato ormai stabile, spingendo più d’uno a sottolineare che siamo di fronte a una possibile svolta storica. Era sembrato che si fosse consolidata una impostazione che lasciava poco spazio ai diritti. Dalla brutale affermazione del 1999 di Scott McNealy — «Avete zero privacy. Rassegnatevi» — fino alla sbrigativa conclusione di Mark Zuckerberg sulla fine della privacy come “regola sociale”, era emersa una linea caratterizzata dal congiungersi di due elementi: l’irresistibilità tecnologica e la preminenza della logica economica.

#Social

C’è Sharing e sharing

Negli ultimi mesi ho preso in affitto una casa su Airbnb per pochi giorni, ho ascoltato musica su Spotify, ho usato solo la bici gialla del comune di Milano, ho preso un passaggio da Milano a Firenze su Blablacar, ho affittato per pochi minuti un’auto con Car2Go, ho chiamato un autista di Uber una notte che pioveva e ho finanziato un documentario attraverso una piattaforma di crowdfunding online. Inoltre, anche se io non ne ho ancora bisogno, conosco molti amici che hanno affittato scrivanie in un co-working. Solo un anno fa, queste attività che oggi considero quasi un’abitudine, lo erano molto meno.

#Libri

Da Solone a Bretton Woods, controstoria della moneta

Solone fece una vera politica monetaria? Non fu solo Menenio Agrippa con il suo celebre apologo a indurre la plebe a più miti consigli ma una sapiente opera di svalutazione della moneta in grado di alleviare il peso dei debiti sui più poveri? E perché Enrico VIII, noto per le sei mogli, era chiamato “The Old Coppernose”? Come andò che alla fine del Seicento per risolvere il problema della penuria di monete d’argento in Inghilterra furono convocati il filosofo Locke, Isaac Newton e Halley, quello della cometa? La storia della moneta è piena di enigmi e stranezze, ma è soprattutto una vicenda che corre pericolosamente intorno alle tasche e al tenore di vita di noi tutti.

#Opinioni

Se chiudono gli archivi

Nell’Alto Medio-Evo, dopo le invasioni barbariche e di fronte al rischio di disfacimento della cultura occidentale, i monasteri benedettini divennero i più importanti centri di raccolta, conservazione e riproduzione di moltissimi testi classici, scampati, in questo modo, alla distruzione. Oggi non ci sono i barbari alle porte, ma una «crisi di proporzioni inedite e di portata globale», come ha scritto Martha C. Nussbaum, assale la cultura umanistica, «una crisi che passa inosservata, che lavora in silenzio, come un cancro». Se è vero, dunque, che non si avvistano orde d’invasori all’orizzonte, tuttavia, i nostri monasteri – archivi e biblioteche – stanno vivendo una crisi profondissima tanto da suscitare previsioni cupe per il nostro immediato futuro.

#Ricerca

Il cervello si studia come le reti dei social network

Il cervello come i social network: analizzando le reti neurali allo stesso modo di quelle social i ricercatori guidati da Micaela Chan dell’Università del Texas a Dallas hanno individuato i punti deboli della rete di neuroni responsabile della memoria. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas). “Le reti cerebrali – ha spiegato Gagan Wig, uno degli autori del lavoro – consistono in gruppi di nodi altamente interattivi, non molto diversi dai social network”.  I neuroni sono infatti sempre “connessi” ad altri neuroni formando delle vere e proprie reti di neuroni, ognuna con una specifica funzione, e sotto reti che permettono il dialogo tra le varie reti.