Piccoli programmatori crescono in Inghilterra

Da settembre gli scolari inglesi – che siano alle elementari, alle medie o alle superiori – impareranno a programmare il computer: il ministro per la scuole Michael Gove ha introdotto la disciplina sul curriculum di studio nazionale, assicurando che darà agli insegnanti l’appoggio tecnico e finanziario di cui avranno bisogno. La decisione rappresenta la vittoria di una campagna che ha coinvolto l’industria informatica e la comunità accademica e che trasforma la Gran Bretagna in un pioniere del settore: è il primo paese al mondo a rendere il «coding» una materia obbligatoria dai cinque ai sedici anni.

Internet, l’Europa vuole una governance globale

Una delle conseguenze (prevedibili) del Datagate è il crescente malcontento delle autorità europee per le pratiche di tecnocontrollo e spionaggio tentacolare messe in atto dal dinamico duo NSA-GCHQ, un malcontento che viene ora “istituzionalizzato” nel tentativo di trasformare la Governance di Internet in una questione di pertinenza sempre più internazionale.

L’affaire Sidereus Nuncius

Nella primavera del 2012 arrivò sulle pagine dei giornali la notizia di un clamoroso saccheggio: da mesi il direttore della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli stava sistematicamente appropriandosi di centinaia di volumi conservati nell’istituto. Tomaso Montanari ne scrisse per primo su Il Fatto Quotidiano descrivendo una scena che ricorda Curzio Malaparte: Vico, il pastore tedesco del direttore, razzolava nella sala centrale della biblioteca, “con un immenso osso di prosciutto tra le fauci” tra cinquecentine ammucchiate sul pavimento e lattine di Coca Cola abbandonate sui banconi seicenteschi (Tomaso Montanari ricostruisce la vicenda in Le pietre e il popolo, Roma, 2013, pp. 46 – 59).

Prendetevi il vostro tempo, anche sui social

Il tempo è denaro, anche in un Pianeta – quello dei social network – nel quale tutto sembra correre a una velocità doppia, se non tripla rispetto alla realtà. Forse non ce ne rendiamo conto, forse siamo troppo impegnati a coltivare relazioni su relazioni, ma dietro quello che appare come un flusso informe e schizofrenico di conversazioni online esistono, regole, princìpi, forse persino un senso. Basta analizzarlo con metodo, interpretarlo, a volte basta anche fermarsi per un momento per comprenderne il valore.

Judith Butler. La vita psichica del potere

«Un libro denso, claustrofobico e volutamente fastidioso: è un libro-chiave di Judith Butler». Federico Zappino ci accompagna dentro il più cupo forse dei lavori della filosofa americana. De La vita psichica del potere (Mimesis, pp. 254, euro 20), lui ha curato la traduzione e ci ha aggiunto due splendidi contributi, compresa una conversazione ricca di spunti e di riferimenti con Lorenzo Bernini, autore del recente Apocalissi queer per le edizioni Ets. Zappino è assegnista di ricerca in Filosofia politica all’Università di Sassari. È sua la  messa in traduzione di Stanze private. Epistemologia e politica della sessualità di Eve K. Sedgwick (Carocci, 2011), l’altra matriarca del queer. Riconosciuta come una delle più importante filosofe contemporanee, Judith Butler nel nostro Paese sta vivendo una grande fortuna.

I segreti dell’Universo svelati da Hubble

Ci sono ancora molte sorprese ai confini dell’Universo visibile. Grazie a nuove osservazioni del telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno infatti studiato alcune fra le più lontane galassie mai viste nel cosmo. Poiché la luce viaggia a velocità finita, osservare galassie a miliardi di anni luce da noi equivale a guardare l’Universo com’era miliardi di anni fa e aprire così una finestra sul passato del cosmo. Con queste osservazioni gli scienziati hanno ottenuto tre importanti risultati, a partire dalla più dettagliata immagine mai ottenuta di un ammasso di galassie. Hubble ha poi permesso di scoprire quattro galassie insolitamente luminose e una popolazione di deboli galassie, che potrebbero aver avuto un ruolo fondamentale nella formazione stellare nell’Universo primordiale.

Le grandi speranze di Bruce Springsteen

Non so se è un bene che i brani migliori di High Hopes, il più recente album di Bruce Springsteen, siano i già conosciuti “American Skin (41 Shots)” e “The Ghost of Tom Joad”. Non so nemmeno se sia un male. Entrambe le canzoni sono splendidamente trasformate da un vigoroso arrangiamento, da Tom Morello e dalla sua chitarra hendrixiana. Non sono la “versione definitiva”, che a una canzone è meglio non chiedere mai, ma fanno l’effetto di un pugile che grazie al sorso di un intruglio davvero potente si solleva dal tappeto e sferra un pugno che decide l’incontro. Ma è un intruglio che rimane strettamente “legale”. Niente steroidi in Bruce, è tutta energia biologica. E anche questo può essere un bene, oppure no.

Gli sherpa, il popolo degli umili portatori dell’Everest

Camminare, da quando siamo scesi dagli alberi, resta una delle nostre attività principali. È un gesto ancestrale, si impara d’istinto, spesso prima di parlare. Il passo è un’impronta digitale in movimento, ognuno ha la sua. Se ci fosse un’università dove si insegnano a muovere i piedi per raggiungere una meta, gli sherpa dell’Himalaya sarebbero i docenti. Marco Vallesi è una delle due guide alpine italiane utilizzate anni fa come cavie dai ricercatori della Piramide del Cnr, base di ricerca scientifica alle pendici dell’Everest a 5 mila metri di quota, per un confronto fisiologico con gli sherpa della valle del Khumbu, in Nepal. Lui e il suo collega, dal confronto, sono usciti con le orecchie basse.

La filosofia dell’amore? La spiegano gli U2

Avreste mai detto che tra le righe delle canzoni degli U2 fosse scritto un trattato filosofico sull’amore? Sembra proprio che sia così. E non si tratta di una teoria generica, ma del tentativo (su cui si arrovellano i pensatori dal’inizio dei tempi) di risolvere il conflitto tra le due parti inconciliabili del sentimento: eros e agape. Da un lato il desiderio ardente di ottenere l’oggetto amato, dall’altro il bene disinteressato e non possessivo. Secondo il filosofo Donato Ferdori, autore de La filosofia degli U2 (Mimesis), album dopo album, gli U2 camminano in questo senso, alla ricerca di una definizione nuova dell’amore.

Marcello Cini, il dissenso in cattedra

E’ incredibile come bastino pochi decenni: esperienze di vita che ci parevano esemplari diventano inaudite. Se un giovane volesse ripercorrere la traiettoria umana di Marcello Cini (1923-2012), gli riuscirebbe impossibile, anzi gli sarebbe quasi impensabile. Eppure Cini è stato uno dei migliori intellettuali italiani del ‘900. Non solo perché un giovane di oggi ha la fortuna di non vedere la propria madre ebrea licenziata dall’insegnamento a causa della religione dei suoi avi, come invece avvenne a Cini. Ma anche perché un giovane di oggi ha invece la sfortuna di non potere neanche sognare di diventare professore ordinario a 33 anni, come riuscì a Marcello, nominato ordinario di fisica teorica a Catania nel 1956: ma allora i fisici in Italia erano soltanto alcune centinaia scarse.