Derrick de Kerckhove: “L’hi-tech non perdona, vince chi è spregiudicato”

“La tecnologia va così veloce che chi la cavalca corre il rischio di essere disarcionato a ogni istante. Peggio: dietro le spalle dei produttori ci sono investitori famelici pronti ad azzannarti se anziché il 20 hai guadagnato in quel trimestre solo il 10 o il 5%”. Derrick de Kerckhove non si stupisce dei passi falsi dei nomi più smaglianti della Silicon Valley. Sociologo belga naturalizzato canadese, erede di Marshall McLuhan alla gloriosa scuola di massmediologia di Toronto, viene spesso in Italia in quanto direttore scientifico della rivista Media Duemila. E ha idee precise sul nostro Paese: “La tecnologia è un settore a concorrenza spietata perché rifornisce le aziende di ogni comparto, e in tutto il mondo ci si rende conto dell’importanza della tecnologia per lo sviluppo. Tranne che in Italia. Speriamo che ora che avete un premier “twittatore” le cose migliorino”.

La Nasa oltre la fantascienza: “Tra 20 anni troveremo vita aliena”

Siamo soli nell’Universo? Alzi la mano chi non se l’è chiesto almeno una volta nella vita. Una domanda importante, che secondo gli scienziati della NASA potrebbe presto avere una risposta. La ricerca di vita su altri pianeti ha infatti costituito il tema centrale di un incontro organizzato lunedì scorso a Washington, nel quartier generale dell’agenzia spaziale americana. L’incontro ha visto la partecipazione di un panel di esperti di cui fa parte anche Charles Bolden, ex astronauta e attuale amministratore della NASA. Alla luce delle nuove scoperte dei telescopi a terra e nello spazio, gli scienziati credono di essere molto vicini a scoprire le prove della vita extraterrestre.

Hahn: “Ma quei soldi per investimenti non potete toglierli dal deficit”

“Dimezzare i tempi, per realizzare un grande progetto in Italia ci vogliono nove anni, è troppo”. Johannes Hahn, commissario europeo per le Politiche Regionali, l’uomo dei fondi strutturali europei, è a Roma per fare il punto con il governo per il varo dell’accordo sul nuovo programma 2014-2020. L’ultimo atto della sua missione che, annuncia, avrà il semaforo verde di Bruxelles in settembre.

I social media e il customer service: Facebook on top

Creare una customer engagement strategy di successo? Basta partire dai Social Media, più precisamente da Facebook. Il colosso dei Social Media infatti risulta essere la piattaforma più utilizzata per il customer service. E non solo. Secondo lo studio di ACCENT Marketing “Customer Engagement and Today’s Consumer” i Social Media si stanno affermando sempre più come mezzi di comunicazione e interazione con le aziende. L’evoluzione dell’utente segue quella dell’IT, che comunque non prescinde dalla comunicazione 2.0: i consumatori stanno cambiando le abitudini, affiancando i tradizionali strumenti (telefono e mail) ai diversi canali social.

Social network, chi vive e chi muore nell’impero di Facebook

A guardare la mappa dei social network mondiali, soprattutto come evolve di anno in anno, sembra di giocare a Risiko. Permangono sacche di resistenza all’avanzata di Facebook e, non sarà un caso, sono ormai concentrate nei Paesi di dubbia democraticità: Russia, Cina e Iran, dove dominano social network autoctoni. In questi ultimi due Paesi, per altro, Facebook e Twitter sono banditi dallo Stato. Facebook, negli anni, è riuscito invece a strappare il podio ai campioni locali in Paesi più aperti: in Brasile, India, Messico, Perù, Giappone e persino Arabia Saudita e Libia hanno ceduto alla popolarità del social più famoso al mondo.

Il successo dipende dagli obiettivi

Credici fino in fondo e quello che davvero, davvero vuoi è già qui! Attende solo di essere visto, riconosciuto e valorizzato! Perché, come i miei coach di Load mi hanno insegnato, tutto quello di cui ho bisogno è già dentro di me! E dimora in me la scelta di creare la vita che più desidero. Viviamo perennemente in cerca del successo e siamo spesso oppressi da un senso di insoddisfazione perché vediamo quel successo sempre tanto lontano dalla nostra realtà attuale. Ma il vero problema non è tanto il non riuscire a raggiungere il successo quanto il non essere in grado di darne una definizione. Come può essere possibile inseguire qualcosa che non si saprebbe riconoscere nel momento in cui ci si presenta dinanzi?

New media, old publicness

Tra i fenomeni più recenti nei social media, quali i selfie, o i boom di alcune reti sociali e application, come instagram, twitter, o pinterest, è abbastanza sorprendente non trovare mai nominata un’app come flipboard. Questo articolo intende mettere in evidenza perché questo insuccesso meriti un’analisi approfondita. Flipboard è strutturata intorno all’idea di “tiles”, o “piastrelle”, una ognuna delle quali funziona come un’icona che presenta l’accesso ad altre apps scelte dall’utente, come twitter, facebook, ma anche a temi generali, quali politica, moda, attualità, riviste e giornali particolari: Hufftignton Post, Elle, Vogue, The Guardian, Domus, etc.

Migranti, l’indifferenza uccide

Il 30 giugno 2014, il giorno stesso in cui si consumava l’ennesima strage nel Canale di Sicilia (trenta morti asfissiati nella stiva di una nave), con involontario senso dell’umorismo nero, il “nostro” Renzi ci invitava all’euforia per il semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. Anche voi, scriveva, dovreste provare un brivido di piacere per essere chiamati (noi?) a realizzare il sogno degli Stati Uniti d’Europa. Un capo di governo sobrio e degno del suo ruolo avrebbe sollecitato i cittadini e le cittadine al cordoglio per le vittime, annunciando un giorno o solo un minuto di lutto nazionale. La verità è che non commuove più, neanche per un giorno, la teoria quasi quotidiana dei cadaveri restituiti dal Mediterraneo o persi nei suoi abissi.

Nel mondo dei nuovi media niente è mai come sembra

Nel regno dell’informazione non tutto è come appare. Non è il titolo per un breve trattato di dietrologia, con un bel complottone dei poteri occulti. Indica piuttosto la differenza abissale tra la realtà e la sua rappresentazione mediatica, l’ipocrisia che si nasconde nel culto dell’outing e della spontaneità, l’ideologia che si copre dietro i fatti e il paradosso che a volte l’evidenza più sfacciata serve a dissimulare la verità delle cose. L’informazione oggi patisce di bulimia, ipernutrizione, il media-mondo è un’emorragia perenne di notizie. E da qualche anno i flussi inarrestabili di notizie si accavallano ai flussi incontinenti di commenti in forma di blog, e-mail, twitter e sms. Fatti e interpretazioni si intrecciano in tempo reale sul piano universale. Si è sfondata la porta che separava i datori di commenti dai fruitori, si è superato il confine tra la sfera pubblica e la sfera privata ed è indistinto il passaggio dal fatto alla chiacchiera.