La società orizzontale e l’assenza di orizzonti

In Disorder dei Joy Division, un cupissimo Ian Curtis cantava poeticamente: “Aspettavo che venisse una guida e mi prendesse per mano”. Quella strofa ha rappresentato il punto di svolta per un’intera generazione e ha messo in discussione, anche solo per un momento, la questione del conflitto generazionale che aveva animato la cultura giovanile sin dagli anni cinquanta. Il tema della libertà assoluta, tanto agognata dalla generazione dei baby boomer, protagonisti degli anni sessanta, viene ribaltato in una nuova mistica dell’autorità.

L’importanza delle metamorfosi di Apuleio

“L’importanza di essere Lucio. Eros, magia e mistero ne L’asino d’oro di Apuleio” è uscito da poco per Odoya, nella briosa collana “I classici pop”, diretta dall’autore di questo libro, l’immaginifico Franco Pezzini, animatore della Libera Università dell’Immaginario (per la quale tiene da anni corsi monografici), ma anche studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e fantastici.

Don Milani: maestro, educatore, scrittore. Ma prima di tutto prete

Il 26 giugno del 1967 – cinquant’anni fa – moriva don Lorenzo Milani, a casa della madre. Due giorni prima, a chi lo assisteva, tra cui Eda Pelagatti, aveva detto: «Un grande miracolo sta avvenendo in questa stanza. Un cammello che passa nella cruna di un ago». Il riferimento era alle sue origini borghesi di privilegiato, nato in una famiglia facoltosa di cattedratici agnostica ed ebraica da parte materna. Dopo la conversione al cattolicesimo nell’estate del 1943 rifiuterà quel suo status sociale e per tutta la sua vita – una nuova nascita, dirà il padre – si riferirà agli anni giovanili come a quelli «vissuti nelle tenebre e nell’errore».