Un moderno panopticon: Internet e la società dell’ignoranza

«Il soggetto della libertà e quello della sottomissione si sono invertiti;
le cose sono libere, ed è l’uomo a non esserlo più».
Günther Anders [1]

«La portata, gli obiettivi e le conseguenze dell’azione determinati
dalla tecnologia moderna sono cosi nuovi che l’etica precedente
non è più in grado di abbracciarli. Oggi, il coro dell’Antigone sulle
portentose capacità dell’uomo dovrebbe essere letto in modo differente;
e la sua ammonizione all’individuo perché rispetti le leggi della terra
non sarebbe più sufficiente».
Hans Jonas [2]

La pervasività della razionalità scientifica e tecnologica tipica di un mondo iperconnesso come il nostro pone rilevanti conseguenze in termini di effetti maladattativi e fa emergere con urgenza la questione del rapporto tra individui e conoscenza. In particolare, occorre domandarsi se sia la conoscenza a dovere/potere assumere, attraverso il concetto di “counteractive cultural niche”, un ruolo di freno nei confronti del dilagare esclusivo e privo di regole della tecnologia, o se, invece, si debba mirare alla costituzione di una “società dell’ignoranza” in cui il residuo ineliminabile di non conoscenza venga rivalutato positivamente come vera e propria risorsa da coltivare con consapevolezza.

Che cos’è oggi la letteratura

Pensavo alla letteratura, ai libri che hanno intrecci con altri libri, ai libri che creano forme nuove. Pensavo al fatto che questi libri oggi, come nel passato, non arrivano al popolo, che intanto si è dissolto, ma non arrivano neppure agli altri scrittori e a quelli che una volta divugavano la letteratura. Questo lavoro assicurava la lenta combustione che la letteratura deve avere, permetteva a un libro di trovare negli anni i lettori che meritava.