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Opinioni Archivi | Pagina 8 di 8 | DM Blog

Opinioni

Sanità, scuola e la retorica della “razionalizzazione”

Per “razionalizzazione” si intende un’operazione di politica economica finalizzata a rendere più efficiente il funzionamento di un sistema economico, attraverso il contenimento (o l’azzeramento) degli sprechi. Il termine è talmente abusato nel dibattito italiano da renderlo sostanzialmente vuoto e, al tempo stesso, da renderlo socialmente accettato, dal momento che è difficile immaginare che un cittadino dotato di buon senso possa invocare politiche che incentivino prassi inefficienti. Va però rilevato – cosa ben nota agli addetti ai lavori – che, in Italia, con la massima intensità negli ultimi anni, per razionalizzazione si intende, di fatto, un’azione unicamente finalizzata a ridurre la spesa pubblica, che prescinde del tutto da considerazioni relative all’efficienza ed è unicamente motivata con l’obiettivo di accumulare avanzi primari. Si considerino, a riguardo, e a puro titolo esemplificativo, due provvedimenti in discussione ai fini dell’approvazione della Legge di Stabilità: la decurtazione di fondi pubblici per l’acquisto di beni, servizi e dispositivi medici, e l’aumento dell’orario di lavoro – a parità di stipendio – per i docenti delle scuole medie e superiori. Si tratta, come si vuol far intendere, di operazioni di razionalizzazione?

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Elettroshock, una vergogna che continua

Maria ogni settimana cura la depressione cronica che l’affligge da quando era una ragazzina. Ma non si rivolge ad un centro di salute mentale né tantomeno allo studio di uno psichiatra. No, lei ogni sette giorni viene sottoposta ad un trattamento di elettroshock. Maria è una delle quattrocento persone che nel 2010 è stata sottoposta alla T.e.c., la terapia elettroconvulsivante, detta anche elettroshock. Oltre 1400 pazienti nel triennio dal 2008 al 2010 (secondo gli ultimi dati presentati dal ministero della Salute), in cura per depressione e psicosi. Non è una pratica scomparsa con la riforma di Franco Basaglia che ha portato, grazie alle legge che porta il suo nome, alla chiusura dei manicomi e all’apertura delle porte dei reparti psichiatrici. Nell’Italia del terzo millennio sono ancora nove le strutture pubbliche e private che la praticano: l’ospedale di Montichiari in provincia di Brescia, in quello di Oristano, al Santa Trinità di Cagliari, a Brunico, Bressanone, Pisa e in tre cliniche private convenzionate (San Valentino di Roma, Santa Chiara di Verona e alla clinica Baruziana di Bologna).

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Crisi finanziaria o crisi dell’innovazione?

Mentre quest’anno di crescita lenta confluisce nel prossimo, si accende il dibattito su cosa aspettarsi nei decenni a venire. La crisi finanziaria globale è stata solo una battuta d’arresto temporanea, anche se pesante, sulla strada della crescita dei Paesi avanzati, o ha rivelato un malessere più profondo e persistente? Di recente, alcuni scrittori, tra cui l’imprenditore Peter Thiel e l’attivista politico ed ex campione mondiale di scacchi Garry Kasparov, hanno abbracciato un’interpretazione piuttosto radicale del rallentamento dell’economia. In un libro di prossima pubblicazione, sostengono che il calo della crescita nei Paesi avanzati non dipende solo dalla crisi finanziaria, e che la loro debolezza riflette una stagnazione secolare nei settori della tecnologia e dell’innovazione. Pertanto, è improbabile che questi Paesi registrino una ripresa sostenuta della produttività senza cambiamenti radicali nelle politiche di innovazione.

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La “meritata rivincita” di Susanne Bier

Quiz: quante registe donna riconosciute internazionalmente conoscete, di quelle che hanno vinto un Oscar con un loro film? Forse ai più verrà in mente un nome solo. Ecco, l’altro è quello della danese Susanne Bier, una delle più importanti registe contemporanee, vincitrice nel 2011 con In un mondo migliore dell’Oscar come miglior film straniero, di un Golden Globe e dell’European film Award, più di un’altra sfilza di riconoscimenti per i suoi film precedenti. Perché non sia famosa come merita verrà fuori in qualche modo anche dalla conversazione che ho avuto il piacere di fare con lei a Roma, per il lancio del suo nuovo film, Love is all you need, una commedia romantica originale e non priva di risvolti drammatici, con Pierce Brosnan come protagonista insieme alla bella Trine Dyrholm, eclettica musa della Bier.

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Israele: un Paese di 64 anni giovane e robusto

«Quando sarò vecchio e perderò i capelli, fra molti anni, mi manderai ancora biglietti d’amore con gli auguri per il compleanno e una bottiglia di vino..». Insomma sarai ancora la mia gratificazione preferita, il mio narciso sentirà il bisogno indispensabile della tua esistenza. Chissà, «avrai ancora bisogno di me, mi nutrirai ancora, quando avrò 64 anni».