Facebook prepara la sua intelligenza artificiale

Di questi tempi, un po’ di intelligenza torna sempre utile, soprattutto se lavori in un settore immensamente competitivo come quello dell’hi-tech, soprattutto se l’intelligenza in questione è artificiale, e soprattutto se TUTTI i tuoi rivali ne hanno già un’invidiabile scorta. Dopo Microsoft, anche Facebook pare essere intenzionato a dotare il proprio ecosistema di un’intelligenza artificiale ad hoc. A darne notizia è Yan LeCun professore della New York University specializzato in computer e scienze neurali al quale è stato affidato il compito di coordinare un nuovo laboratorio il cui unico compito sarà quello di studiare nuove soluzioni di IA e deep learning (o apprendimento approfondito) per migliorare il servizio di Facebook.

Initial public offering, ecco come Twitter entra in Borsa

È la notizia finanziaria del mese, e forse dell’anno. Dopo Facebook, anche Twitter si prepara a sbarcare in Borsa attraverso un’Ipo multimiliardaria. La sigla sta per Initial public offering, che letteralmente si può tradurre con l’espressione offerta pubblica iniziale. Ma che cosa significa, e come funziona il processo che porta una società privata a quotarsi sui mercati azionari?

Gli hacker approdano sui social media

Da quando i social media sono diventati così influenti sulla vita e la reputazione delle persone, gli hacker hanno cominciato a utilizzare le proprie competenze informatiche per attaccare gli utenti di Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, YouTube e Google+. Negli ultimi giorni, ad esempio, un virus informatico noto come Zeus, sviluppato per rubare i dati delle carte di credito, è stato riadattato e adesso è in grado di creare falsi “Like” su Instagram, venduti a pacchetti di 1000 sui forum degli hacker per soli 15 dollari.

E se Facebook si comportasse come il cervello?

Della sua ascesa e dei suoi traguardi hanno parlato tutti. Pochi, invece, si sono espressi in merito a un suo eventuale declino. Che, secondo alcuni, sarebbe già iniziato: Facebook, il social network più grande e importante della rete, potrebbe aver raggiunto il cosiddetto breakpoint – il punto in cui la crescita si interrompe – e dovrebbe iniziare a occuparsi di cosa succederà dopo. Prendendo magari spunto dai sistemi biologici cui sono ispirate le reti complesse artificiali.

Facebook, arriva il tasto ‘Non mi piace’

Ce ne accorgiamo ogni qual volta un amico pubblica sul suo profilo Facebook una notizia raccapricciante, o semplicemente inopportuna: non esiste un modo per esprimere il nostro disappunto. O perlomeno per esprimerlo in modo conciso, senza fare commenti. Ci vorrebbe un tasto Non mi piace, così giusto per chiarire come la pensiamo senza troppi arzigogoli. A dire il vero, Mark Zuckerberg starebbe pensando da tempo alla possibilità di arricchire la propria creatura con un tasto Dislike. Anzi, per qualcuno è solo questione di giorni: presto, ciascuno di noi potrà puntare il pollice all’ingiù dinnanzi a qualsiasi contenuto indesiderato.

I consigli di Facebook per gli startupper

I numeri di Facebook sono ormai noti: un miliardo e 100 milioni di utenti registrati, 600 milioni di utenti attivi via mobile, 24 milioni di connazionali presenti, il 60% dei quali non si fa mancare tag e like smartphone alla mano. Nella sede dell’ incubatore veneto H-Farm, si è parlato del valore concreto di questo bacino d’utenza per le startup. A soffermarsi sulle opportunità offerte dal social network di Mark Zuckerberg Matteo Andrini, account manager che lavora nella squadra dublinese di Facebook Italia, e Daniele Bernardi, solutions engineer con base a Londra per Europa, Medio Oriente e Africa.

Tutte le ispirazioni di Facebook

Nel complicato mondo dell’hi-tech e del Web è tutto un gioco al rimando reciproco. Le funzioni più gettonate, ma spesso anche piccoli dettagli che potrebbero non fare la differenza, si diffondono a macchia d’olio: l’integrazione di (apparentemente) nuovi tool e servizi da un device o una piattaforma all’altra è all’ordine del giorno. Perfino attesa dal pubblico: il produttore X sforna una nuova funzione, quello Y arriverà ben presto con la sua interpretazione. E viceversa.

Facebook prepara il suo giornale mobile

Diventare punto di riferimento per la consultazione di notizie tramite dispositivi mobili. Ecco il prossimo obiettivo di Mark Zuckerberg. Anzi, secondo quando riportato dal Wall Street Journal, sembra che l’infaticabile Ceo di Facebook sia al lavoro su Reader – questo il nome del progetto – già da un anno, anche se ancora non ci sono indiscrezioni sulla possibile data d’uscita.

Social network: sono massimo sei gli amici che contano

“Staccati da lì, esci. Incontra persone vere”. E’ il tormentone di milioni di genitori in tutto il mondo, preoccupati nel vedere i figli incollati per ore davanti a uno schermo. Anche se uno studio del Pew Research Center ha smentito uno dei pregiudizi più antichi della storia dei social network – quello secondo cui Facebook scoraggerebbe le relazioni autentiche – il profilo tracciato dagli utenti osservati dalla ricerca mostra in media individui più socievoli e aperti nei confronti degli altri.

Il “valore” medio di un fan su Facebook è $174

La conversazione e i post dei Facebook Fan hanno valore per il brand e le community? Si, secondo uno studio di Syncapse – azienda di servizi IT – e in media un Fan su Facebook avrebbe un valore di $ 174, quasi il 28% in più rispetto al 2010 ($ 136). Lo studio, condotto insieme a Hotspex tra Gennaio e Febbraio 2013, ha come protagonisti 20 grandi consumer brands – Coca Cola, McDonald’s, ecc. – e compara i comportamenti di fans e non-fans basandosi su vari aspetti – le abitudini di spesa, la fedeltà alla marca, la propensione a suggerire quel marchio/prodotto, l’affinità di brand ecc.