Ogni occasione è buona per festeggiare l’amore per il cinema, ma nel giorno del compleanno di Federico Fellini, David Linch e il nostro Dr Apo, gli auguri sono per tutte le menti visionarie, quindi ho preparato candeline da accendere con il fuoco acceso da David Lingh, che cammina con noi e Laura Palmer da venti anni, e l’augurio di tornare a scavare I segreti di Twin Peaks con una nuova stagione conturbante, paventata da alcuni ma a quanto pare bramata da così tanti, da spingere il presidente della NBC, Jennifer Salke, a sondare terreno e fattibilità (incrociamo le dita). Segreti ancora da svelare, anche se dopo un ventennio Welcome to Twin Peaks ci regala 10 fotografie inedite del set scattate da Richard Hoover, probabilmente insondabili come la mente estrosa del nostro amato David, capace di tirare fuori la follia del mondo, gli incubi disturbanti e gli orrori che emergono dal profondo, surreali e inquietanti da Eraserhead a Inland Empire, guidando sulla Mulholland, lungo Strade perdute e quelle di Una storia vera per giorni, senza nascondere il sussulto irregolare e ambiguo di un Cuore Selvaggio, quello che celano le Dune, le deformità dell’animo che si bea della vista di The Elephant Man, la corruzione della provincia americana nascosta dietro una staccionata bianca, rose rosse e la carezzevoli perversioni del Velluto Blu.

Una mente visionaria, eccitata da tanti stimoli diversi, che disegna e dipinge, impara anche dalle pubblicità, ha stravolto l’immaginario e il target dei videogiochi, ha aperto a Parigi un laboratorio di litografia e il Club Silencio, ha appena pubblicato l’album Crazy Clown Time, lanciato la video inchiesta Interview Project, diretto un video concerto dei Duran Duran, portando avanti l’instancabile ricerca di fondi per una mostra fotografica e di idee per un nuovo film. Ricerca che ci auguriamo fruttuosa, magari anche grazie alla meditazione trascendentale, pratica e promossa dal regista, lo sceneggiatore, l’artista visivo, il compositore, il produttore, anche l’attore di tanto in tanto. Potrebbe riguardare un progetto con Laura Dern, auspicata dall’attrice di Velluto blu, Cuore selvaggio e Inland Empire nell’intervista al Los Angeles Times, oppure qualcosa di diverso, di certo un oscuro scrutare che potrebbe piacere anche a Philip K. Dick, degno erede di tutto quello che trovate dopo il salto. Per noi va bene qualsiasi cosa partorita dalla mente linchana. Auguri visionari a tutti. (www.cineblog.it)

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