La crisi morde sempre di più, con la spirale recessiva che si traduce nella chiusura di migliaia di imprese e record continui per la disoccupazione. Un tunnel dal quale si fatica a vedere la luce: nei primi tre mesi dell’anno il tasso di disoccupazione è balzato al 12,8% – rileva l’Istat in base a dati non destagionalizzati – e considerando i confronti tendenziali si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 1977 (+1,8 punti sul 2012).

Così come su base mensile: ad aprile i senza lavoro volano al 12% (+0,1 punti rispetto a marzo, +1,5 punti sul 2012) registrando un nuovo massimo storico: si tratta del livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) che da quelle trimestrali, avviate nel primo trimestre 1977, ben 36 anni fa.

Giovani. Il mese scorso l’esercito dei disoccupati ha superato quota 3 milioni toccando la soglia dei 3milioni 83mila unità, ma a pagare il prezzo più alto sono sempre i giovani in quella è diventata una vera emergenza: ad aprile il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ha sfondato la soglia del 40% volando a quota 40,5% e al 41,9% (non destagionalizzato) su base trimestrale: anche in questo caso si tratta del livello più alto da 36 anni. Per le ragazze del Mezzogiorno tocca addirittura il picco del 52,8%. Complessivamente, nella classe tra 15 e 24 anni, il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 696mila unità (+65mila rispetto a un anno prima), pari all’11,5% della popolazione di questa fascia di età (12,8% per i maschi e 10,2% per le femmine). Nel solo mese di aprile, aggiunge l’Istat, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,9 punti nel confronto tendenziale. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 656mila e rappresentano il 10,9% della popolazione in questa fascia d’età. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+25mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e in diminuzione di 0,1 punti su base annua.

Occupati. Non si arresta, quindi, il calo degli occupati a tempo pieno (-3,4%, pari a -645.000 unità rispetto al primo trimestre 2012), che in circa metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,8%, pari a -347.000 unità). Gli occupati a tempo parziale continuano ad aumentare in misura sostenuta (6,2%, pari a +235.000 unità), ma la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario.  Nel primo trimestre 2013, inoltre, si registrano oltre 100mila “precari” in meno. Il tasso di disoccupazione maschile cresce per il sesto trimestre consecutivo portandosi all’11,9%; quello femminile, in aumento per l’ottavo trimestre, sale al 13,9%. La crescita tendenziale del tasso di disoccupazione riguarda l’intero territorio nazionale. Nel Nord l’indicatore passa dal 7,6% del primo trimestre 2012 all’attuale 9,2%, nel Centro dal 9,6% all’11,3%. Nel Mezzogiorno l’indicatore raggiunge il 20,1% (era il 17,7% nel primo trimestre 2012). Il numero dei disoccupati nel trimestre, pari a 3.276.000, è in ulteriore forte aumento su base tendenziale (17%, pari a +475mila unità). L’incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre sei casi su dieci le persone con almeno 35 anni. Il 55,2% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più. Il tasso di disoccupazione degli stranieri aumenta dal 15,3% dell’anno precedente al 18,0% del primo trimestre 2013. L’indicatore cresce sia per le donne (dal 17,4% al 19,3%) sia soprattutto per gli uomini (dal 13,6% al 17,0%).

Aprile. Il numero di disoccupati del mese scorso, pari a 3 milioni 83 mila, aumenta dello 0,7% rispetto a marzo (+23mila unità). Su base annua si registra una crescita del 13,8% (+373mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Il tasso di disoccupazione maschile, pari all’11,2%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo e di 1,4 punti nei dodici mesi; quello femminile, pari al 13,2%, è stabile rispetto al mese precedente e cresce di 1,6 punti rispetto ad aprile 2012. Nel confronto congiunturale cresce il numero di uomini inattivi (+0,4%), mentre rimane sostanzialmente stabile il numero di donne inattive. Su base annua la componente maschile sale dell’1,6%, mentre cala quella femminile (-1,4%).

Eurozona. Sono sempre di più i disoccupati in Europa: in aprile, secondo Eurostat, la percentuale ha raggiunto il 12,2% nell’Eurozona e l’11% in Ue27. Il numero delle persone che non hanno un lavoro è aumentato in un solo mese di 104mila nell’intera Ue, 95mila nell’Eurozona, per arrivare a 26,588 milioni (19,375 nei 17). I tassi di disoccupazione più contenuti si confermano in Austria (4,9%) e Germania (5,4%), i più elevati in Grecia (27%, dato di febbraio), Spagna (26,8%) e Portogallo (17,8%). In Italia ha raggiunto il 12%, ma è particolarmente elevato il dato sulla disoccupazione giovanile, pari al 40% contro una media Ue del 23,5% (24,4% in Eurozona). Per quanto riguarda le donne, il dato Ue è pari all’11%, Eurozona al 12,3% e Italia 13,2%. Nello stesso mese, negli Stati Uniti i disoccupati erano il 7,5%, in calo rispetto al 7,6% del mese precedente. (www.repubblica.it)

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