La salute è senza ombra di dubbio il nuovo e più avvincente campo di battaglia dei giganti hi tech. Lo testimoniano progetti quali HealthKit, Google Fit o Sami. Ma non tutto si ferma al lato consumer, ovvero ai dispositivi e alle applicazioni (che pure hanno ancora molta strada da fare) per tenere sotto controllo la propria salute e forma fisica. Al contrario, un po’ come gli studi di Facebook sull’intelligenza artificiale e gli strumenti per il machine learning, molti dei giganti della Silicon Valley hanno lanciato o stanno per proporre progetti di portata ben più ampia. Per farne cosa, si vedrà. Certo, non tutto e non solo per filantropia o amore della conoscenza. Questo è certo.

Uno dei più ambiziosi promette di essere Project Baseline, la nuova impresa lanciata proprio da Mountain View. Non è chiaro, fra l’altro, come andrà a integrarsi con l’altra monumentale scommessa di Big G: Calico, il programma per tentare di allungare la durata della vita media umana a cui il magazine Time ha perfino dedicato una copertina lo scorso autunno.

Pare infatti che l’obiettivo di Baseline sia in parte diverso: sarebbe quello di tratteggiare – attraverso una pachidermica raccolta di informazioni, dati genetici e molecolari su tutti – l’identikit dell’essere umano perfetto. Perfetto nel senso di totalmente in salute. Come dire, un modello estremamente ricco costituito a partire dai dati raccolti da gruppi di volontari, estratti da ogni campione possibile, lacrime, saliva e urina comprese. Più tardi si arriverà anche a frammenti di tessuti. Per capire davvero come sta un uomo in forma. E muovere eventualmente alla ricerca delle cause delle più diffuse e mortali malattie, da quelle cardiache al cancro. Su cui per il momento c’è ovviamente poco da illudersi.

A occuparsi della nuova campagna – già iniziata con 175 persone ma che secondo il Wall Street Journal dovrà coinvolgerne migliaia – sarà Google X, la branca più avventuriera del motore di ricerca. È il laboratorio supervisionato direttamente dal cofondatore Sergey Brin, di cui si ignora con precisione la collocazione – per alcuni sarebbe perfino una creatura fantomatica – e che si occupa o da cui hanno preso il via programmi come l’auto che si guida da sola, gli stessi Google Glass o le lenti a contatto smart sviluppate con Alcon, divisione dedicata agli occhi del colosso farmaceutico Novartis.

L’idea, insomma, è andare oltre il mero studio scientifico gettando il traguardo molto più in là e puntando a definire tendenze e schemi dai quali la salute umana può essere profondamente influenzata. Spingendo verso la prevenzione: se so esattamente quali sono i segnali d’allarme, so anche in che modo abbattere i rischi prima che la patologia si manifesti in tutta la sua violenza. 

Alla guida della nuova crociata per il benessere collettivo, Google X ha piazzato Andrew Conrad, già nel gruppo di ricerca da un anno. Fra l’altro, lo scienziato ha ideato una serie di test economici per controllare l’Hiv nelle donazioni di sangue. La squadra al suo servizio sarebbe notevole: fra i 70 e i 100 esperti in diversi campi, dalla fisiologia all’ottica passando per biologia molecolare, biochimica, ottica, tecnologie di diagnostica per immagini e così via.

Qual è la differenza con altri studi simili di tracciamento del genoma umano? Ovvio, la clamorosa potenzia di calcolo a disposizione di Google e l’infrastruttura ingegneristica. Un mix attraverso il quale si tenterà di identificare i biomarcatori esiziali nella montagna di dati a disposizione. Tutti, assicurano, anonimi. Non solo: per la massima completezza saranno anche registrati il modo in cui i volontari metabolizzano il cibo, i nutrienti e i farmaci. Il progetto – reso d’altronde possibile dalla caduta dei costi per le analisi genetiche e il sequenziamento del Dna – si appoggerà anche a due università statunitensi (Duke e Stanford). (Simone Cosimi – www.repubblica.it)

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