“Jersey Boys” segna il ritorno alla regia del premio Oscar Clint Eastwood. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical, rappresentato con successo da otto anni sulle scene di Broadway. La storia narra la nascita, l’ascesa e il declino del gruppo “The Four Seasons”, autore di canzoni indimenticabili come “Walk Like a Man”, “Can’t Take My Eyes Off You” e “Sherry”. Sebbene la loro musica sia molto nota anche ai giorni nostri, forse i più ignorano la vera storia dei quattro componenti della banda. Si trattava di giovani provenienti da un quartiere malfamato e gestito dalla mafia; dei piccoli criminali, che hanno trovato nella musica la loro occasione di riscatto, il mezzo grazie al quale lasciarsi alle spalle la vita di strada. Purtroppo  non è semplice per i quattro musicisti abbandonare il vecchio stile di vita e adattarsi al nuovo, per il quale tutto sommato non erano preparati.

Insieme alla fama arrivano i problemi: prima di tutto le difficoltà legate alla gestione del denaro e dei rapporti con le etichette discografiche e i proprietari dei club; in secondo luogo la solidità del gruppo è minata dall’intrecciarsi dei rapporti amorosi tra i protagonisti, situazione che crea una frattura irrecuperabile. A ciò si aggiunge l’influenza costante del vecchio quartiere, realtà dalla quale sarebbe meglio staccarsi ma anche culla di alcuni valori da non disprezzare. Materiale dunque che si presta particolarmente alla trasposizione cinematografica: una banda rock leggendaria e i suoi successi intramontabili, la mafia, la lotta per il successo e il sogno americano.

Per la versione destinata al grande schermo Clint Eastwood non ha puntato su volti noti, ma su artisti che avevano già interpretato “Jersey Boys” a teatro. Il regista desiderava gli attori migliori per il ruolo e bisogna riconoscergli l’intuito di averli trovati. Il cast offre un’interpretazione molto valida, fresca e piacevole, cantando dal vivo di fronte alla macchina da presa. Ricordiamo che al gruppo di giovani all’esordio cinematografico si unisce il veterano e premio Oscar Christopher Walken, che interpreta il boss locale. Anche lui, come tutti, sedotto dallo straordinario talento di Frankie Valli e dei Four Seasons.

L’augurio di Eastwood è che lo spettatore esca dal cinema canticchiando sottovoce le canzoni di quei ragazzi del New Jersey; ma l’obiettivo principale, anch’esso realizzato, è di fornire un contesto, una cornice a quella musica, di narrare il percorso straordinario dalle stalle alle stelle dei suoi creatori, rendendo la loro eredità ancora più speciale. (Anissa Frisoni – www.affaritaliani.it)

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