Quando parliamo dell’Europa sempre più subordinata alle pretese e ai capricci di Berlino, non dobbiamo dimenticare di menzionare un altro punto importante… O meglio, sotto la “leadership” della Germania, l’Ue sta rimettendo la sua credibilità mondiale sullo scacchiere internazionale. Chi percepisce la Germania, come una guida dell’Europa Unità, automaticamente smette di considerare questa nostra gigantesca Unione a 27 come una super potenza mondiale.

Come spesso accade nelle relazioni internazionali, il leader determina il carattere della struttura guidata. E la Germania, al livello internazionale non è mai stata vista come una superpotenza politica o militare rispettabile. Un po’ per il proprio passato, che ha causato la distruzione di mezzo mondo e che portò all’ascesa di un’ideologia mostruosa, e un po’ per la sua classica impostazione della politica estera dagli anni ’50 in poi. Sappiamo bene che Berlino è estremamente aggressiva nella lotta per la sua supremazia all’interno dell’Ue ma che nello stesso tempo è anche molto passiva e macabramente neutra verso tutto ciò che avviene nel mondo al di fuori dell’Unione Europea.

È ovvio, che più il ruolo tedesco di dominatore europeo crescerà, più il peso dell’Unione Europea nel mondo diminuirà. La politica attuale di Berlino è mossa solamente verso una direzione che punta alla dominazione economica e politica dell’Ue, anche mediante numerosi colpi bassi assestati negli anni passati nei riguardi di suoi alleati. Berlino, tramite la manipolazione economica e con l’aiuto del proprio potenziale, relativamente superiore agli altri stati leader dell’alleanza, cerca di ritagliarsi un ruolo di egemone assoluto… È difficile comprendere le reali intenzioni a lungo termine di Berlino, ma tutto ciò non è di buon auspicio per noi italiani e tanto meno per i francesi e per i britannici.

Certamente, per evitare lo scenario descritto sopra, potremmo rafforzare un ruolo individuale del nostro paese nel mondo e far sì che sullo scacchiere internazionale l’Italia mantenga la propria posizione di leadership e continui a comportarsi come un membro molto attivo nel mondo politico.  Nello stesso modo, la Francia potrebbe fare altrettanto, ma non sarebbe una soluzione giusta…  Non si possono cedere le strutture comunitarie, che in gran parte appartengono anche a noi italiani (essendo uno dei paesi fondatori dell’Unione), al controllo dei tedeschi e non possiamo osservare immobili il lento ma continuo passaggio dei leveraggi di controllo nelle mani di Berlino!

C’è da chiedersi come si è arrivati a questo punto… Osservare alcuni politici italiani, francesi, spagnoli, disposti a concordare i priori programmi politici interni con la cancelleria tedesca fa rabbrividire.

Come abbiamo già detto, qui è in gioco l’intera credibilità dell’Ue al livello internazionale. La stragrande maggioranza dei paesi non europei, non percepiscono la Germania come un paese di grande peso politico o tanto meno militare, e sotto la leadership di Berlino, rischiamo tutti di apparire deboli agli occhi di mezzo mondo. Nelle relazioni internazionali, la sopravvivenza dello stato è direttamente collegata con le sue capacità economiche, con il suo peso politico e con il suo potere militare. Questa è la famosa “tripletta” che determina la posizione del paese all’Interno del caotico e violento mondo delle relazioni internazionali. E se fosse permessa la nascita anche solo di una percezione che Berlino controlli l’unione, la nostra rispettabilità internazionale come alleanza, decrescerebbe vertiginosamente.

Perciò, noi siamo obbligati a contrastare l’arrogante imposizione della Germania per la supremazia in Europa, non solo perché le richieste di Berlino potrebbero danneggiare la nostra politica interna e la nostra economia, ma perché sotto l’influenza della cancelleria, l’Ue rischia di disimpegnarsi completamente dalla politica estera attiva rischiando di imitare la “macabra neutralità” della Germania per gli affari internazionali e per le problematiche globali che invece, sono molto importanti per il futuro dell’Occidente e per la sua sicurezza e la sua sopravvivenza. (Lasha Zilpimiani – www.loccidentale.it)

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