Da settembre gli scolari inglesi – che siano alle elementari, alle medie o alle superiori – impareranno a programmare il computer: il ministro per la scuole Michael Gove ha introdotto la disciplina sul curriculum di studio nazionale, assicurando che darà agli insegnanti l’appoggio tecnico e finanziario di cui avranno bisogno. La decisione rappresenta la vittoria di una campagna che ha coinvolto l’industria informatica e la comunità accademica e che trasforma la Gran Bretagna in un pioniere del settore: è il primo paese al mondo a rendere il «coding» una materia obbligatoria dai cinque ai sedici anni.

«Non possiamo ignorare l’importanza del computer», ha sottolineato Gove. «E’ fondamentale che i ragazzi imparino ad usarlo ma anche che sappiano come far eseguire al computer l’operazione di cui hanno bisogno».

Dai cinque ai sette anni, così, apprenderanno come creare e pulire da possibili virus i programmi più semplici, dai sette agli undici cominceranno a capire come usare gli algoritmi e scrivere programmi più complicati, mentre dagli undici in poi studieranno come funzionano i network , come costruire un computer e i principi di logica booleana. Per gli esperti si tratta di una rivoluzione che giunge al momento giusto. «Sinora i nostri ragazzi hanno imparato sopratutto come utilizzare programmi di scrittura come Word o Office», ha spiegato al Guardian Dan Crowe, professore di scienza informatica presso l’università di Leeds che è tra gli organizzatori del Year of Code, un’iniziativa per accendere i riflettori sulle tecniche di codifica. «Un peccato perché per anni la Gran Bretagna ha fatto da apripista in questo settore. Il computer moderno è basato sugli studi teoretici di Alan Turing, uno dei geni del ventesimo secolo, ed è stato un inglese, Sir Tim Berners-Lee a creare il world wide web. Poi ci siamo seduti. Questo è un passo nella direzione giusta». (Paola De Carolis – www.corriere.it)

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