Dal Prof. Woland per La città invisibile -. «A noi poverelli le matasse appaiono più imbrogliate perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina di un uomo che abbia studiato…».

Queste parole di Agnese (III capitolo de I Promessi sposi) ci fanno capire come sia cambiato il mondo. Una volta avevamo una fiducia incondizionata nei confronti del medico, dell’ingegnere, degli insegnanti e forse anche dei politici. Oggi questa fiducia è ridotta al lumicino e ciascuno crede di poter comprendere tutto e regolarsi di conseguenza.

A questo proposito mi pare di grande interesse l’intervista rilasciata a Telmo Piovani da Hans Joachim Schellnhuber (la Lettura #328).

Il Prof. Schellnhuber è un fisico matematico che ha fondato l’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Postdam (Potsdam Institute for Climate Impact Research) ed è uno dei più autorevoli studiosi del riscaldamento climatico del pianeta di origine antropica.

Qui riporto alcuni passi dell’intervista perché mi sembra che possano illuminare il problema accennato all’inizio.

Cosa pensa di quelli che ancora negano le responsabilità umane nel riscaldamento globale?

«Nella scienza, quando tutti i colleghi sono d’accordo con te, devi cominciare a sospettare. La discussione è il sale della scienza, ma è altrettanto vero che sulle grandi teorie comprovate il consenso è ormai stabilito oltre ogni dubbio. […] La gente sta dimenticando che i frutti della scienza moderna e dell’illuminismo hanno migliorato enormemente le nostre vite. Nei paesi ricchi ci siamo assuefatti alla scienza e ai suoi doni, rimuovendo la fatica che è stata fatta negli ultimi cinque secoli per ottenerli».

Non appare sconcertante che le tecnologie digitali, frutto della scienza, siano diventate la nicchia ecologica perfetta per ogni sorta di sfogo irrazionale e di superstizione?

«Quando la scienza, sulla base di dati oggettivi, ci dice che dobbiamo cambiare le nostre abitudini (o seguire precetti che non condividiamo emotivamente N.d.R), smettiamo di crederle. Sul web ognuno è convinto di avere la propria verità assoluta. Ma le conquiste della Scienza sono state ottenute perché abbiamo saputo riconoscere la verità universale delle leggi di natura, che sono insensibili alle nostre personali opinioni espresse sui social».

Lei è stato accusato di essere un catastrofista.

«I veri catastrofisti sono quelli che fanno propaganda scettica e allarmista sul cambiamento climatico, per indurre la gente a non crederci. Noi raccogliamo dati e proponiamo soluzioni alternative, gli altri tifano per i combustibili fossili. Valutate voi chi è il catastrofista».

Credo che le considerazioni proposte debbano essere spunto di seria riflessione e meditazione. Troppi sono gli esempi (ve li risparmio, saprete trovarli da voi) di disprezzo o noncuranza del parere della scienza in nome di una presunta capacità razionale dell’individuo di comprendere e di agire di conseguenza. Grande è il timore che il fanatismo e la superstizione possano prevalere consegnandoci ad un futuro distopico. (Luigi Bruschi – bruschi.blogautore.espresso.repubblica.it)

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