
“Tradizione, unione e senso di famiglia fanno la differenza”. Intervista a Fulvio Medini dell’International Happy Circus
Fulvio Medini è il direttore dell’International Happy Circus – Circo d’Acqua, componente della quinta generazione di una famiglia prestigiosa, quella dei Medini, appunto. Fulvio, il fratello Daniele e il cugino Bruno sono i proprietari della struttura, ma nel circo lavorano anche i nipoti come Emanuel che oggi ricopre il ruolo di direttore artistico.
Fare il circo, quindi, è una tradizione di famiglia.
“E’ una tradizione che viene tramandata anche ai nostri figli perché comunque questi sacrifici li puoi fare solo se c’è la passione, altrimenti è impossibile. Ecco che la condivisione, l’unione e il senso di famiglia fanno la differenza”.
Com’è lavorare con i propri cari?
“E’ bello perché noi siamo già molto affiatati, ci conosciamo bene, conosciamo i nostri caratteri, siamo una famiglia molto unita. Siamo uniti noi che siamo qui e lavoriamo insieme e lo siamo anche con i nostri fratelli che sono più lontani. Ognuno ha il suo ruolo, il suo incarico all’interno del circo e questa organizzazione fa sì che l’attività possa andare bene e ognuno possa fare il proprio lavoro al meglio”.
Com’è la vita all’interno di un circo? Proviamo a descriverla ai nostri lettori?
“E’ una vita difficile, piena di scomodità, ma queste scomodità noi non le percepiamo. Capisco che può essere difficoltoso per chiunque altro non faccia questo mestiere, però per noi sono diventate abitudini. I giorni di smontaggio delle strutture, quando ci spostiamo da una città all’altra, possiamo incontrare la neve, la pioggia oppure il caldo con 40 gradi. Poi, arrivi nella nuova piazza e magari per un giorno o due sei sprovvisto dell’energia elettrica o dell’acqua. Sono difficoltà impensabili per una persona che non fa questo mestiere mentre per noi è diventata la normalità. Fare il circo è bello, è una passione, è uno stile di vita, non ne possiamo fare a meno”.
Quali sono gli aspetti positivi?
“La soddisfazione di lavorare con il pubblico, di conoscere nuove persone, di ammirare delle bellissime città. In questo periodo, ad esempio, stiamo visitando delle città una più bella dell’altra”.
L’aspetto negativo?
“Si fa tanta fatica perché il lavoro qui è quotidiano e non ci si ferma mai. Poi si rischia di non raggiungere il profitto minimo, quello che, pagate le spese generali, i compensi e le utenze, ci consente di avere una vita dignitosa. Comunque, siamo nati e cresciuti in questo ambiente, pensiamo che questa sia la vita più bella e ci riteniamo fortunati”.
Parliamo dell’International Happy Circus…
“Questo circo nasce almeno 40 anni fa. Abbiamo iniziato con piccoli spettacoli nei villaggi turistici, nei campeggi e con spettacoli all’aperto. Mio padre aveva sempre avuto un circo, poi quando è venuta a mancare mia madre, è stato chiuso. Quando siamo cresciuti, noi fratelli abbiamo iniziato a presentare i primi numeri e mi ricordo che ci presentavamo sempre come Fratelli Medini. Un giorno è accaduto che il direttore di un campeggio ci ha chiesto se poteva presentarci come Happy Circus. Il nome è piaciuto e da allora lo abbiamo conservato anche per il nostro piccolo circo che è nato senza animali, perché era un circo di famiglia e non abbiamo mai avuto la possibilità di averli. Poi negli anni, siamo cresciuti e abbiamo cominciato ad avere alcuni animali di proprietà e qualche artista che presentava gli animali in pista. Dopodiché, con il passare del tempo, si è deciso, senza mai discriminare il nostro passato, di fare un circo senza animali, sino ad arrivare, due anni fa, a questo nuovo progetto che prevede lo spettacolo con una pista d’acqua. Ora vi è questo progetto, il futuro non so cosa ci riserverà. Sicuramente, oggi siamo felici perché al pubblico lo spettacolo sta piacendo davvero tanto”.
Qual è il punto di forza di questo nuovo spettacolo?
“Prima di tutto devo dire che abbiamo bravi artisti, ma il punto di forza penso che siano i miei nipoti che con la loro esperienza, maturata nel tempo e all’estero, sono riusciti a ‘confezionare’ un bello spettacolo, trovando la formula giusta per il pubblico. Quando gli spettatori a fine show si trattengono con gli artisti per fare loro i complimenti, chiedere delle foto, allora significa che si è raggiunto l’obiettivo. Un plauso particolare va a mio nipote Emanuele Medini che ha saputo fare un grande lavoro”.
Cosa piace di più al pubblico dello show?
“Piace un po’ tutto, d’altronde gli artisti sono ottimi professionisti. Ad esempio, abbiamo delle nuove generazioni di clown come il duo Fratelli Canestrelli che sono affiancati dal nostro grande Vladi Rossi”.
Cosa significa fare circo oggi?
“Mi verrebbe da dire che fare circo oggi significa essere pazzi. Però, tutti sanno che noi circensi siamo coraggiosi. Per poter lavorare ci vuole costanza e volontà, tanta volontà”.
L’aspetto più bello? Quello più gratificante?
“Oltre all’aspetto economico che è determinante per poter portare avanti un’attività come quella del circo, la soddisfazione più bella è vedere il pubblico contento e che dopo ogni spettacolo applaude e rivolge i complimenti. Tutto questo ti dà la forza a continuare”.
Com’è cambiato il circo rispetto al passato?
“È cambiato molto. Oggi è più difficile fare questo lavoro in quanto c’è tanta burocrazia, regolamenti sempre più stringenti, continua richiesta di documentazione da parte degli uffici comunali preposti”.
E come sarà in futuro?
“Sarà sempre più difficile fare circo e andrà avanti chi ha una migliore organizzazione e chi avrà la forza di lottare contro la burocrazia. Di contro, rimarrà positivo il rapporto con il pubblico che ama quest’arte”.
Da quello che si è potuto notare nel corso dello spettacolo, si crea veramente un bel feeling con gli spettatori…
“Sì, abbiamo un bellissimo rapporto con il pubblico perché ci piace molto parlare con chi viene a vedere lo show, chiedere le impressioni e avere un feedback. Dedichiamo parte del nostro tempo ad ascoltare e il pubblico con noi è sempre molto gentile”.
A chi non conosce il mondo dell’arte circense come lo racconteresti?
“A me piace molto parlare della nostra vita e raccontare i sacrifici che facciamo. Chi viene a vedere lo spettacolo si trova davanti a un circo tutto montato, così come non ricorda che gli artisti che vede al circo sono gli stessi che hanno tirato su il tendone, che hanno fatto la pubblicità, che si sono recati nei comuni per chiedere le autorizzazioni, che cambiano le ruote ai camion, che aggiustano i mezzi di trasporto, che verniciano le attrezzature. A me piace raccontare alla gente che facciamo questo mestiere anche per convivere per tutta la vita con i nostri cari. Nel circo festeggiamo le ricorrenze, facciamo le grigliate, siamo con le nostre famiglie e non conosciamo la solitudine. E’ importante far sapere che comunque da noi c’è una vita sana”.
Un obiettivo per il futuro?
“Cercare di migliorare e offrire un spettacolo sempre più di qualità”.
Vuoi rivolgere un messaggio ai tuoi colleghi?
“A loro dico di non mollare”.
Un saluto ai lettori di Circo Italia…
“Sostenete il circo e andate a vederlo, dal più piccolo al più grande. E’ lo spettacolo dal vivo più bello al mondo!”.












