
“Il club siete voi”. Il Rotary di Galatina cresce e guarda al futuro con nuovi soci
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Una serata per accogliere nuove persone, ma soprattutto per condividere un’idea di Rotary. È questo il significato della cerimonia di accoglienza dei nuovi soci del Rotary Club Galatina Maglie Terre d’Otranto, che si è svolta venerdì 21 agosto, all’Hotel Hermitage di Galatina, alla presenza dell’Assistente del Governatore, Vincenza Pasqua, e del presidente del club Rotaract, Giovanni De Simone. L’evento ha visto anche la partecipazione di un nutrito gruppo di membri dell’Associazione Nazionale Ex Allievi Nunziatella – Sezione Puglia e del presidente Marco Grattagliano. La loro presenza ha arricchito la cerimonia, dando ancora più significato alle parole amicizia, appartenenza, memoria e servizio, che accomunano, pur nelle rispettive identità, le due realtà.
L’ingresso di nuovi soci è stato così molto più di un momento formale. È diventato l’occasione per raccontare la storia, l’identità e, soprattutto, la direzione che il club intende seguire nel nuovo anno rotariano. Sono stati accolti ufficialmente nella comunità rotariana: Vittorio Carluccio, Francesco Casciaro, Paolo Farachi, Gerardo Filippo, Elena Garzia, Augusto Loffreda, Angelo Luigi Sambati e Anna Pina Traldi.
La direzione tracciata e presentata anche ai nuovi soci dal presidente Antonio Bove è racchiusa nelle parole scelte come filo conduttore dell’attività: “Memoria, Cura, Futuro”. Tre parole che, come ha spiegato il presidente nel corso del suo intervento, “non vogliono essere semplicemente un motto, ma una prospettiva attraverso la quale costruire un club sempre più aperto, attivo e vicino al territorio”.
La Memoria è il punto da cui partire. Significa conoscere le proprie radici, custodire ciò che è stato ricevuto e avere la responsabilità di trasmetterlo a chi verrà dopo. In questa visione trovano spazio i diversi progetti dedicati alla valorizzazione della storia e del patrimonio del Salento, dalle Radici Sacre del Salento Medievale al Museo Cavoti, dal restauro di San Michele Arcangelo al Santuario della Madonna della Luce, fino al recupero del Calvario e al progetto Vestire la Memoria. Ma la memoria, nel pensiero del club, non riguarda soltanto monumenti, luoghi e tradizioni. Riguarda soprattutto le persone. Da qui nasce l’idea di un’iniziativa dedicata al Maestro Guido Maria Ferilli, con il possibile coinvolgimento di Manuela Villa. Perché, come ha sottolineato il presidente, “quando la memoria di una persona diventa fragile, è la memoria della sua comunità ad avere il compito di custodirla”.
Accanto alla memoria c’è la Cura, intesa come attenzione concreta verso la comunità e verso le persone. “Il percorso Prendersi Cura nasce proprio con questo obiettivo: creare occasioni di incontro e offrire strumenti utili per stare meglio, andando oltre il semplice modello delle conferenze. Proseguirà inoltre l’impegno sui temi dell’Etica e della Legalità, con un’attenzione particolare anche a fenomeni complessi e insidiosi come la ludopatia. Prendersi cura, in fondo, significa anche imparare ad accorgersi delle fragilità, delle difficoltà, dei cambiamenti e di ciò che accade intorno a noi. È una forma di responsabilità che il Rotary intende esercitare sempre più profondamente nel territorio” – ha spiegato Bove.
E poi c’è il Futuro, che per il club significa avere il coraggio di affrontare temi nuovi e costruire progetti ambiziosi. Tra questi c’è Cold Case, un’iniziativa che punta a coinvolgere il Procuratore della Repubblica, giornalisti, criminologi e docenti universitari. L’obiettivo non è spettacolarizzare la cronaca giudiziaria, ma utilizzarla come punto di partenza per parlare di verità, giustizia, scienza, informazione e responsabilità.
Il futuro del Club passa anche dalla capacità di stare insieme. Per questo, accanto ai progetti di servizio, sono previste occasioni di convivialità e amicizia come Sonata d’Amore per Natale, il viaggio sociale, il Capodanno e il Carnevale. Perché l’amicizia, ha ricordato il presidente, non è semplicemente una pausa tra un service e l’altro: è ciò che permette a persone diverse di conoscersi, creare relazioni e lavorare insieme con entusiasmo.
Una particolare attenzione sarà riservata ai giovani e al Rotaract, considerati parte essenziale del futuro del Club. L’obiettivo è andare oltre la presenza formale e costruire una collaborazione concreta, coinvolgendo i giovani nei progetti, ascoltandone le idee e creando occasioni nelle quali possano sentirsi realmente protagonisti.
La stessa esigenza di rinnovamento riguarda la vita interna del Club con un percorso, già avviato, che porterà alla revisione dello statuto, all’aggiornamento degli strumenti e a una struttura organizzativa più moderna, efficiente e capace di comunicare.
Un cambiamento che non significa rinunciare alla tradizione. Al contrario. “La tradizione non si difende restando immobili”, è il senso del messaggio del presidente: “occorre sapere ciò che merita di essere custodito e, allo stesso tempo, avere il coraggio di cambiare ciò che deve essere cambiato”.
È però nel momento dedicato ai nuovi soci che la serata ha trovato il suo significato più profondo.
“Entrare nel Rotary. non significa semplicemente indossare un distintivo, ma scegliere di appartenere a una comunità e quindi di partecipare alla sua vita – ha rimarcato Antonio Bove -. Non è necessario essere presenti a ogni iniziativa: è sufficiente trovare un progetto, una commissione, un service, un’attività o un’idea nella quale riconoscersi e poter dire, con convinzione: ‘Qui ci sono anch’io’. Perché un club non può essere costruito dal lavoro di pochi mentre gli altri osservano. Ha bisogno delle competenze dei suoi soci, ma anche del loro tempo, delle loro relazioni, delle loro idee e, qualche volta, semplicemente della disponibilità a dare una mano”. È questo il messaggio che è stato affidato ai nuovi soci e, più in generale, a tutto il club: “Ciascuno deve poter sentire di avere una parte di responsabilità e, insieme, una parte di merito nei risultati che saranno raggiunti”.
Il pensiero conclusivo ha così assunto il valore di un vero e proprio impegno collettivo. “Il Presidente può avere idee. Può essere il motore. Può creare relazioni, aprire porte, rappresentare il club, assumersi responsabilità. Ma il presidente non è il club. Il club siete voi”.
Da qui l’auspicio per l’anno che è appena iniziato: non arrivare alla fine dicendo che “il presidente ha fatto”, ma poter guardare indietro e dire “noi abbiamo fatto”. Perché, in definitiva, il valore di un club non si misura soltanto attraverso il numero delle iniziative realizzate, ma attraverso ciò che riesce a lasciare nella comunità. E l’ambizione del Rotary Club Galatina Maglie Terre d’Otranto è proprio questa: trasformare le idee in servizio, le relazioni in progetti e l’appartenenza in un impegno concreto.
Con l’ingresso dei nuovi soci, il percorso si arricchisce di nuove energie, nuove competenze e nuove sensibilità. Un nuovo capitolo che comincia nel segno di “Memoria, Cura, Futuro” con la consapevolezza che, come ha sottolineato in conclusione il presidente, “il futuro del Rotary si costruisce insieme”. Tutto ciò con un desiderio semplice ma ambizioso: che, alla fine, qualcuno, fuori dalla sala, possa dire: “Il Rotary è passato di qui. E ha lasciato qualcosa”.










