
“Un cuore protetto”: uno spazio di accoglienza, coraggio e speranza contro la violenza
“Un cuore protetto – OdV” è un piccolo grande sogno diventato presto una realtà viva, capace di trasformare la speranza in azione concreta. L’associazione è nata dal bisogno profondo di creare uno spazio di accoglienza autentica. Un luogo in cui chi vive situazioni di violenza, discriminazione o fragilità possa trovare un orecchio che ascolta, una mano tesa, un cuore che protegge. Molte le persone vittime di violenza che in questi mesi hanno raccontato le loro storie, tutte diverse, accomunate dal bisogno di sentirsi viste, comprese, accolte.
Dalla fine del 2024, “Un cuore protetto – OdV”, nata a Noha dalla volontà del presidente Michele Scalese e da un gruppo volontari e professionisti, ha svolto un cammino intenso, fatto di ascolto, impegno e coraggio, di quella forza silenziosa che nasce quando il dolore incontra la volontà di cambiare le cose.
Tra i primi eventi realizzati un convegno sulla violenza di genere, per un momento di riflessione che ha unito istituzioni, professionisti e cittadini intorno a un tema tanto delicato quanto urgente, e un corso di autodifesa consapevole, un’esperienza che ha insegnato non solo a difendersi, ma anche a riscoprire la propria forza interiore.
Il 2025 è stato l’anno della crescita perché l’associazione ha continuato a diffondere la cultura del rispetto e dell’ascolto, attraverso incontri pubblici, campagne di sensibilizzazione e attività nelle scuole. Lo stesso farà in questo anno, rafforzando la sua presenza sul territorio e promuovendo i progetti sociali a cui ha dato avvio e quelli che nasceranno.
A rendere ancora più significativo questo percorso, “Un cuore protetto – OdV” ha ricevuto lo scorso anno due riconoscimenti che hanno toccato profondamente il cuore di tutti i suoi soci: un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso stima e incoraggiamento, e una lettera dalla Segreteria di Stato Vaticana, a nome di Papa Leone XIV. Segni concreti che hanno confermato al presidente Scalese e ai suoi collaboratori quanto sia importante proseguire negli scopi sociali individuati al momento della costituzione.
Da qualche mese, l’associazione ha dato vita a un nuovo progetto, più forte e simbolico, a un’idea semplice quanto potente: la “Cassetta rossa”. Una comune cassetta postale, tinta di rosso e contrassegnata dal logo del sodalizio, installata in luoghi pubblici per accogliere in forma anonima lettere e richieste d’aiuto da parte di chi vive situazioni di violenza.
“Un messaggio può bastare per cambiare una vita – spiega il presidente Michele Scalese -. Dietro ogni biglietto lasciato, c’è la speranza che qualcuno ascolti, e noi quella speranza la raccogliamo con cura. L’obiettivo è quello di abbattere la barriera del silenzio, attivando un supporto di rete territoriale, soprattutto in collaborazione con i Servizi Pubblici competenti. Oggi possiamo dire che ‘Un cuore protetto’ è molto più di un’associazione: è una comunità di persone che credono nella gentilezza come forma di resistenza. Abbiamo imparato che la violenza si combatte non solo con le leggi, ma con l’educazione, la prevenzione e l’amore per l’altro – conclude Scalese -. Per noi vale la fiducia di chi ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, vale la solidarietà di chi ha teso la mano, vale ogni piccolo passo verso una società più giusta e più umana”.









