“Persone, eccellenza, futuro. La mission del 61° Stormo”. Parla il Comandante Gianfranco Liccardo

“Persone, eccellenza, futuro. La mission del 61° Stormo”. Parla il Comandante Gianfranco Liccardo

Gianfranco Liccardo, colonnello pilota, 50 anni, campano di Casoria, da circa due anni è il Comandante del 61° Stormo e dell’aeroporto militare “Fortunato Cesari” di Galatina, dove era già stato nel 2001, da ufficiale, dopo aver conseguito il brevetto di pilota militare presso la Euro Nato Joint Jet Pilot Training di Sheppard Air Force Base nel Texas. Ha al suo attivo più di 2800 ore di volo e un curriculum di tutto rispetto avendo svolto molteplici incarichi operative e partecipato a diverse missioni internazionali.  Il Comandante Liccardo ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande concedendoci una lunga intervista con la quale fa conoscere la Base di Galatina anche ai non addetti ai lavori.

“Il 61° Stormo – ci dice – rappresenta uno dei principali poli di addestramento al volo militare, non solo in Europa, ma a livello mondiale. È una realtà che, grazie alla competenza del proprio personale, all’eccellenza del modello formativo e all’impiego delle più moderne tecnologie, è diventata un punto di riferimento per numerose Forze Aeree internazionali”.

Cosa rende veramente unico il percorso formativo della scuola di volo di Galatina?

“La scelta delle altre nazioni di affidare a noi la formazione dei propri piloti è il riconoscimento più autorevole della qualità raggiunta dall’Aeronautica Militare italiana nel settore dell’addestramento al volo. Il ruolo fondamentale in questa crescita è stato svolto dall’International! Flight Training School (IFTS), un progetto strategico sviluppato dall’Aeronautica Militare in collaborazione con l’industria nazionale, che ha proiettato il nostro Paese tra I leader mondiali nell’addestramento avanzato dei piloti destinati a operare sui velivoli di quinta generazione e su quelli del future”.

Qual’è la mission del 61° Stormo?

“La nostra missione, elemento distintivo del 61° Stormo, è formare professionisti e, prima ancora, ufficiali dell’Aeronautica Militare e delle forze aeree dei Paesi partner e alleati. Questo significa preparare donne e uomini capaci di assumere decisioni in tempi rapidi, di operare in ambienti multinazionali ad alta complessità, di esercitare la leadership e di affrontare ogni missione con competenza e senso di responsabilità”.

Il 61° Stormo ospita piloti provenienti da diversi Paesi. Quanto è importante questa dimensione internazionale?

“È un valore aggiunto straordinario. Oggi la sicurezza è sempre più un impegno condiviso e nessuna Forza Armata opera isolatamente. Le missioni si svolgono quasi sempre in contesti multinazionali e l’interoperabilità si costruisce innanzitutto durante l’addestramento. Accogliere allievi provenienti da numerose nazioni significa creare un ambiente nel quale professionalità, esperienze e culture diverse si incontrano quotidianamente e si influenzano reciprocamente. È un’occasione di crescita che rafforza la fiducia tra Paesi alleati e conferma il prestigio internazionale raggiunto dall’Aeronautica Militare nel settore della formazione al volo”.

Il percorso formativo per un pilota militare è molto impegnativo, ma c’è un momento per l’allievo particolarmente difficile da superare, uno scoglio oltre il quale ci si può considerare pilota a tutti gli effetti?

“L’intero percorso addestrativo è costruito per essere progressivo, selettivo e altamente sfidante. Ogni fase richiede all’allievo di dimostrare non soltanto capacità tecniche, ma anche equilibrio, disciplina, determinazione e capacità di assumere decisioni in condizioni di elevata complessità. Tra i momenti più significativi vi è certamente il primo volo da “solista”. È un’esperienza che ogni pilota ricorda per tutta la vita, perché costituisce il momento in cui l’allievo dimostra di poter affrontare il volo facendo affidamento sulle proprie capacità, frutto del lavoro svolto insieme agli istruttori. È un passaggio che segna la conquista dell’autonomia e della fiducia in sé stessi. Ma il traguardo più ambito è senza dubbio il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare, simboleggiato dalla consegna della prestigiosa “Aquila Turrita”. Non è soltanto un distintivo da indossare sull’uniforme: è il riconoscimento ufficiale di un percorso affrontato con sacrificio, impegno e dedizione, ed è il simbolo dell’ingresso nella comunità dei piloti militari dell’Aeronautica. È un momento carico di emozione, che ogni pilota custodisce tra i ricordi più significativi della propria carriera”.

Comandante, ci parli del rapport speciale esistente tra l’aeroporto e la città di Galatina.

“Il rapporto della Base aerea con la città di Galatina è profondo, autentico e si è consolidato nel corso di quasi un secolo di storia comune. L’aeroporto non è visto come una mera presenza militare sul territorio, ma è parte integrante della comunità, con la quale condivide valori, tradizioni e un forte senso di appartenenza. L’aeroporto ha sempre cercato di essere una realtà aperta, partecipando alla vita della comunità e promuovendo occasioni di incontro con i cittadini, nella convinzione che il dialogo e la reciproca conoscenza rappresentino fattori determinanti. Una testimonianza concreta e significativa di questo legame è stata l’ultima cerimonia di consegna dei Brevetti di Pilota Militare che si è svolta lo scorso 26 maggio nel cuore della città, in Piazza San Pietro, alla presenza del Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, La straordinaria partecipazione della popolazione, delle autorità civili, religiose e militari e dei familiari degli allievi ha reso quella giornata un momento di grande emozione e di autentica condivisione. Vedere gli allievi ricevere la tanto attesa “Aquila Turrita” davanti ai cittadini ha avuto un significato profondo: è stato il modo più bello per testimoniare che i successi del 61° Stormo appartengono anche alla comunità che da sempre ci accoglie e ci sostiene”.

Perchè la scuola di volo rappresenta una risorsa per il nostro territorio?

“Mi permetta di allargare la prospettiva: più che della sola Scuola di Volo, parlerei dell’intero Aeroporto militare di Galatina, una realtà strategica per il Salento e per l’Aeronautica Militare. All’interno dell’aeroporto operano due importanti enti: il 61° Stormo, centro internazionale per la formazione dei piloti militari, e il 10° Reparto Manutenzione Velivoli, che assicura, con elevatissime competenze tecniche, l’efficienza e la manutenzione dei sistemi d’arma e dei velivoli affidati alla sua responsabilità. Due realtà diverse ma complementari, accomunate dagli stessi valori di professionalità, innovazione e servizio al Paese. L’aeroporto militare di Galatina è spesso definito la più grande realtà industriale del Salento. Vi lavorano circa 1.300 persone, tra militari e civili, molti dei quali, tra l’altro, originari di questo territorio. È una comunità composta da piloti, ingegneri, tecnici, specialisti della manutenzione, logistici, amministrativi e personale di supporto, che con competenza, passione e senso del dovere contribuiscono al raggiungimento della nostra missione. A questa importante realtà occupazionale si aggiunge un significativo indotto economico, che coinvolge numerose imprese locali nei settori dei servizi, delle forniture, della logistica e delle attività di supporto. L’aeroporto militare rappresenta quindi un motore di sviluppo che genera valore ben oltre i confini della base. Ma credo che il contributo più importante sia quello immateriale.

Ce lo spieghi.

“Da Galatina ogni giorno si producono competenze, innovazione, tecnologia e sicurezza. Qui si formano i piloti militari del futuro e si mantengono capacità operative essenziali per l’Aeronautica Militare, contribuendo concretamente alla difesa del Paese e agli impegni assunti dall’Italia in ambito internazionale. Per questo considero questa base aerea non soltanto un’eccellenza dell’Aeronautica Militare, ma anche una risorsa per il Salento, del quale l’intera comunità può sentirsi giustamente orgogliosa”.

In sintesi, quale deve essere l‘identikit di un pilota militare moderno?

“Il pilota moderno deve essere prima di tutto una persona capace di assumersi responsabilità. Le competenze tecniche sono indispensabili, ma oggi servono anche flessibilità mentale, capacità di adattamento, leadership, equilibrio emotivo e predisposizione al lavoro di squadra. I sistemi diventano sempre più sofisticati, ma il valore decisivo continua a essere il fattore umano. La tecnologia evolve rapidamente; valori come disciplina, integrità, spirito di servizio e senso del dovere, invece, restano senza tempo”.

L’allievo oggi (e il pilota domani) deve misurarsi costantemente con veicoli e tecnologie di nuova generazione, con la realtà virtuale dei simulatori, con l’intelligenza artificiale. Quanto incide tutto questo nel percorso formativo?

“Incide profondamente. Le tecnologie di nuova generazione ci consentono di rendere l’addestramento sempre più realistico, efficace e sicuro. Simulatori avanzati, realtà virtuale e sistemi basati sull’intelligenza artificiale permettono di affrontare scenari complessi che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile riprodurre. Tuttavia, è importante ribadire un principio: la tecnologia non sostituisce il pilota, ne accresce le capacità. Il nostro obiettivo non è formare professionisti che dipendano dale macchine, ma uomini e donne capaci di utilizzare al meglio strumenti sempre più evoluti, mantenendo il pieno controllo della situazione e assumendo decisioni consapevoli”.

Comandante, come si guida una struttura così complessa, dove sicurezza, formazione ed efficienza devono convivere ogni giorno?

“Il segreto del successo si racchiude in una parola: “squadra”. La figura del Comandante di Stormo, che cambia ogni due anni, è ovviamente importante perché ognuno con il proprio background professionale, il proprio stile di leadership e anche il proprio carattere, dà un suo indirizzo al Reparto ma lo Stormo è in grado di raggiungere i suoi risultati grazie alla professionalità di tutto il personale, militare e civile, che ogni giorno opera con competenza, dedizione e senso di responsabilità. Il ruolo del Comandante è quello di valorizzare queste professionalità, indicare una direzione comune e creare un ambiente nel quale ciascuno possa esprimere il proprio potenziale. La sicurezza rappresenta il valore irrinunciabile sul quale si fonda ogni nostra attività. Attorno a questo principio costruiamo la qualità della formazione e l’efficienza operativa. Credo che la leadership significhi soprattutto essere credibili, ascoltare le persone, assumersi la responsabilità delle decisioni e soprattutto dare l’esempio ogni giorno”.

Se le chiedessimo di descrivere il 61° Stormo con tre parole, quali sceglierebbe?

“Persone. Eccellenza. Futuro. Persone, perché, come ho già detto, sono il cuore pulsante del 61° Stormo: istruttori, allievi, specialisti, personale tecnico e di supporto. Sono loro che ogni giorno trasformano una missione in un risultato. Eccellenza, perché è lo standard che ricerchiamo, ci guida in ogni attività e che ci viene riconosciuto a livello internazionale. Futuro, perché ogni pilota che formiamo contribuirà alla sicurezza del nostro Paese e delle alleanze di cui l’Italia fa parte. Investire nella formazione significa costruire il futuro dell’Aeronautica Militare e dell’intero Paese”.

 

 

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